Chiusura gallerie di Sorreley e Signayes, bagarre ad Aosta: «Testolin ha badato a salvare la poltrona»
Scambi di accuse nel consiglio comunale del capoluogo, dove si è discusso a lungo su un ordine del giorno presentato dalla minoranza. Il sindaco usa toni meno allarmistici, ma non sottovaluta: «Non nego che sia una tempesta perfetta, perché capita su una viabilità già stressata»
«Testolin ha badato a salvare la propria poltrona». «Ora si tende a sminuire dopo aver parlato di una tempesta perfetta». E dall’altra parte. «Numeri di una certa consistenza, ma un impatto che non dovrebbe essere così elevato». Si è risolta in una bagarre tra maggioranza e opposizione nel consiglio di Aosta la discussione sull’ordine del giorno presentato da tutte le minoranze e relativo alla chiusura per lavori delle gallerie di Signayes e Sorreley.
Chiusura gallerie di Signayes e Sorreley: l’ordine del giorno
A presentare l’ordine del giorno (astenuta la maggioranza, dopo che lo scorso mese era passato un altro documento), tutte le minoranze, che con un emendamento hanno aggiunto anche la richiesta di Avs di prevedere un’ordinanza per vietare il traffico pesante in città.
«Sappiamo tutti che si parla di un’area strategica, nella quale pare che ora si parli del passaggio medio orario giornaliero di circa 600 mezzi all’ora – ha illustrato la consigliera della Lega Sylvie Spirli, ricordando quanto emerso dalla prima seduta del tavolo tecnico -. La chiusura avrà ripercussioni molto gravi sulla viabilità urbana, ma anche a livello economico, viste le ricadute su tutte le attività».
Ricordato tutto l’iter che ha portato anche alla valutazione terza su possibili alternative da parte del gruppo Protos, la consigliera del Carroccio ha evidenziato come «sia iniziata la corsa di tutti i sindaci per fare dei miracoli – ha detto -. Questo ci fa molto arrabbiare, soprattutto quando veniamo a sapere che la decisione era sul tavolo del Presidente della Regione dal settembre 2025. Capisco che fosse impegnato a salvaguardare la propria poltrona, ma chiunque faccia politica deve mettere al centro il bene della propria comunità».
Il dibattito
Nell’eterno dibattito, il consigliere di Fratelli d’Italia, Giuseppe Manuel Cipollone, ha provato ad attaccare il sindaco (sballando mira) ricordando come l’assessore alle Opere pubbliche, Davide Sapinet, nel 2023 avesse accennato alla questione in consiglio regionale.
«O lei non parlava col suo assessore in qualità di dirigente e coordinatore della struttura, oppure una responsabilità deve averla avuta – ha attaccato Cipollone -. A gennaio 2024, poi, abbiamo assistito a un’azione ispettiva dell’Uv nei confronti dell’Uv e diventa difficile credere a ciò che si è sempre detto. Il sindaco deve spiegare se si è fatto un pisolo in questi anni».
Il capogruppo de La Renaissance, Giovanni Girardini, ha provato a rifare i conti, citando quanto pubblicato sul sito dell’ente di gestione svizzero del Tunnel del Gran San Bernardo, Sisex, parlando di oltre 78 mezzi pesanti all’0ra, senza considerare i pullman.
«Se si presume che non ci saranno più questi passaggi, come da dati forniti dal tavolo tecnico, allora ci sarà un danno economico enorme – ha tuonato Girardini -, visto che i commercianti aostani vivono sui turisti svizzeri, che spendono dieci volte gli altri. Auguri, sarà una bella botta».
Mentre Christian Chuc, capogruppo di Forza Italia, si è chiesto «che ne sarà dei mezzi di soccorso», Katya Foletto di Avs ha usato anche un po’ di ironia.
«Ora le decisioni sono definitive e possiamo farci prendere dallo sconforto – ha scherzato amaramente -. Come Avs abbiamo proposto un’ordinanza per vietare il traffico pesante, ma sembra che non ci sarà questo problema, perché decideranno di non affrontare questo snodo. Pare, però, che Sitrasb voglia fare comunicazioni per attirare i passaggi. Vorrei solo sapere quando si considera emergenza: dobbiamo aspettare che dieci camion si incastrino a Saraillon e i mezzi di soccorso non arrivino all’ospedale»?
Chiusura gallerie di Signayes e Sorreley, il sindaco: «Primo a denunciare la cosa»
Ricordati i risultati emersi dal tavolo tecnico di martedì, il sindaco Raffaele Rocco non le ha mandate a dire.
«Abbiamo già espresso con la giusta fermezza su tutti i tavoli le criticità – ha esordito -, pur a fronte di un documento che pare girasse sui tavoli da settembre e sarebbe girato, addirittura tre anni fa, anche sui tavoli del Ministero. Abbiamo contestato il metodo di coinvolgimento dei sindaci e chiesto un tavolo tecnico in cui concentrare le valutazioni e la diffusione delle informazioni».
Raffaele Rocco ha anche ribadito come i dati dedotti dalla Sav abbiano presentato «una situazione seria, ma non grave – ha aggiunto -. Parliamo di 200 vetture all’ora in più sulla strada, circa 3 in più al minuto, peraltro con un impatto limitato dei mezzi pesanti, una ventina all’ora».
Insomma, il sindaco ha parlato di «numeri di una certa consistenza, ma con un impatto non così elevato – ha sottolineato -. Ora si cercherà di stabilire delle priorità, partendo sicuramente dalla segnaletica e creando un’attività strutturata e non emergenziale».
Ricordato come si interverrà anche sui cantieri di regione Saraillon e via Roma (che dovrebbe essere rinviato), Raffaele Rocco ha rispedito al mittente l’ordine del giorno, considerandolo già «superato», poi, con l’andare del dibattito, si è tolto qualche sassolino.
«Non è corretto utilizzare questo argomento per attacchi politici, visto che al momento di politico c’è poco – ha evidenziato -. Il problema non è chi sapeva e chi no, ma che bisogna dare informazioni corrette, numeri ufficiali e dire che non si possono fare ordinanze, perché non siamo in una situazione di emergenza e potrebbero venire impugnate. Inoltre, ricordo che nel 2023 ero coordinatore del Dipartimento Territorio e Risorse Idriche, non alle Opere pubbliche, per cui mi occupavo di emergenze e so bene cosa fare in questi casi. Sicuramente, però, all’epoca nessuno, nemmeno chi c’era in Consiglio comunale, ha tirato fuori il problema e io sono stato il primo ad averlo fatto».
Poi, un battibecco con Girardini sui numeri diversi e sul presunto tentativo di sminuire.
«Non nego che sia una tempesta perfetta, perché capita su una viabilità già stressata – ha concluso -. Ricordo solo che al Ministero c’è un uomo dell’area della minoranza, se siamo in ritardo è perché ci sono stati ritardi anche lì».
Se Giovani Girardini ha poi aggiunto come sia comunque «necessario sapere di chi sono le responsabilità, perché si tratta di una persona eletta e pagata con soldi pubblici», Spirli ha imbracciato l’artiglieria pesante contro la Regione.
«A differenza di quanto avvenuto in consiglio regionale, qui non si è messa la testa sotto la sabbia, si è parlato in maniera schietta e non si è presentata una risoluzione all’ultimo nemmeno discussa – ha tuonato -. Almeno su questo siamo da esempio».
(al.bi.)
