Roma, Fi: Tranvia Casilina risanabile a metà dei costi previsti
Roma, 3 giu. (askanews) – “Il risaputo rifiuto al dialogo dell’amministrazione Gualtieri sulla nuova tranvia Casilina rischia non solo di mettere in ginocchio un intero quadrante, ma anche e soprattutto di dar luogo a un ingente e ingiustificato esborso di soldi pubblici che potrebbe essere tranquillamente evitato. Esiste, infatti un progetto bocciato dal ministero delle Infrastrutture e trasporti (Mit) del governo Conte bis che prevede il rinnovo integrale della linea, con la dotazione di 22 nuovi convogli a pianale basso tipo ‘Urbos’ (veicoli a rotaia leggeri e all’avanguardia costruiti in Spagna), l’adeguamento dei depositi-officine e, in aggiunta, l’estensione delle corse di 500 metri a Termini e di 3,5 chilometri a Tor Vergata, assicurando una maggiore vicinanza allo scalo ferroviario e all’ingresso dell’omonimo Policlinico”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, la capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini e il presidente della Commissione Sviluppo e Smart city di Forza Italia Michel Emi Maritato. “Con un investimento pari a meno della metà della stima prevista per la linea G dal governo Conte bis – sottolinea la nota di Fi – dunque, si potrebbe costituire la vera alternativa al progetto approvato dall’Amministrazione capitolina, con un esborso di soli 135 milioni a fronte dei 268 previsti dal progetto di Palazzo Senatorio. Roba da Corte dei conti, con l’ulteriore beffa di un potenziale danno erariale: si vuole ricostruire una infrastruttura tale quale alla precedente smobilitando la prima e adducendo quale motivazione il diverso scartamento dei binari, quando si hanno prove tangibili e dimostrabili che lo ‘scartamento ridotto’ funziona perfettamente senza creare alcun problema e che il progetto bocciato dal Mit consentirebbe di mantenere l’attuale scartamento da 950 millimetri, adottato in numerosi Paesi del mondo, rispetto agli ordinari 1445”. “Ci chiediamo, dunque, se sia stata effettuata un’attenta e adeguata analisi tecnico-economica che giustifichi una scelta non solo economicamente e ingiustificatamente molto più dispendiosa, ma anche più disagevole per i cittadini in quanto comporterebbe la nefasta interruzione, per almeno 5 anni, di un servizio su ferro determinante per collegare gli sfavoriti quartieri di Roma Est in 20 minuti alla stazione Termini e alle linee metro A e B”, aggiunge la nota. “Una scelta che, più che da motivazioni squisitamente tecniche e finanziarie, parrebbe essere dettata da motivazioni politiche. Alla luce di ciò, chiediamo la nomina di un commissario straordinario che tolga d’impaccio la politica e che sia, possibilmente, ‘esperto di esercizio’”, conclude la nota.
