Venice Climate Week, “L’arte per ripensare relazione con la natura”
Venezia, 3 giu. (askanews) – “Questa è la Climate Week che parte con la cultura, parte con l’arte, parte con Michelangelo Pistoletto, parte con un flash mob. Non parte con schemi, con chart, con dati, con grafici. È un cambio di paradigma, perché pensiamo che in una città come Venezia, che ospita la prima Biennale del mondo, un punto di riferimento globale, il discorso sull’arte non sia accessorio, non sia cosmetico, non sia di comunicazione, ma sia centrale anche per il clima. Dobbiamo ripensare il nostro rapporto con il pianeta, con il pianeta terra, o come lo stiamo chiamando adesso, pianeta acqua, per cui dobbiamo ripensarlo come esseri umani e con l’onda violenta che si abbatterà su di noi legata all’artificial intelligence, quindi un mondo fatto di algoritmi, di tecnicismi e di consumo di territorio, oggi sempre di più il discorso dell’arte ci serve per ripensare con profondità alle basi, alle radici del nostro rapporto dell’uomo con il pianeta e con la natura”. Lo ha detto and askanews Cristiano Seganfreddo, uno di creatori e curatori della Venice Climate Week, la cui seconda edizione è dedicata la tema dell’acqua.
