Consiglio regionale, sulla chiusura delle gallerie di Sorreley attacca la minoranza: «non governate, mettete un cerotto all’emergenza»
Pioggia di critiche sul côté politico della questione
Consiglio regionale, sulla chiusura delle gallerie di Sorreley attacca la minoranza: «non governate, mettete un cerotto all’emergenza».
È il consigliere di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi ad aprire la mattinata di commenti sulla imminente chiusura delle gallerie de la Côte de Sorreley e Signayes.
Zucchi: «voi non governate, tamponate l’emergenza»
«Non contestiamo lavori di sicurezza e obblighi normativi che vanno rispettati, qui si parla della credibilità politica di questa giunta sul dossier, voi lo sapevate. Perchè da ottobre 2023, quando l’assessore Sapinet rispose a iniziativa della Lega e fino al 2025 non è successo niente? Siamo dinnanzi a un dossier vivo, con procedure lunghe, iter autorizzativi eccetera, sapevate che il progetto era al Mit dal 2023 – ha detto il consigliere Zucchi.
Cosa avete fatto dall’autunno 2025 fino ad aprile? Sfatiamo poi la narrazione secondo la quali dai 494 giorni previsti si è passati a 370 grazie alla vostra interlocuzione di ieri e dell’altro ieri. Questa è una decisione della Sav, non c’è nessun merito, nessuna magia ma un quadro tecnico già deciso». «Voi non governate, tamponate l’emergenza» ha detto Zucchi, riferendosi anche alla chiusura della galleria di Châtillon, appresa dal quotidiano La Stampa e rivolgendosi all’assessore ai Trasporti Luigi Bertschy.
Forcellati: «cerotto su un’emergenza che andava affrontata mesi fa»
La consigliera Titti Forcellati
Di «ritardo e cortocircuito politico nella gestione delle informazioni» ha parlato la consigliere del PD Federalisti Progressisti VdA Clotilde Forcellati.
«La scansione cronologica del presidente Testolin non è il problema, la questione grave è che il Consiglio oggi non è un luogo di pianificazione strategica ma un tentativo disperato di mettere un cerotto su un’emergenza che si poteva e si doveva affrontare mesi fa» ha detto Forcellati.
«Il presidente ha dichiarato di aver saputo ufficialmente della chiusura l’11 o 14 aprile – ha detto Forcellati -. Le partecipate sono una responsabilità del presidente della Regione. I documenti dicono che il via libera ai lavori si è avuto il 3 settembre; la decisione del CdA di autorizzare i lavori è del 5 novembre, 7 mesi fa.
O siamo di fronte a una totale e cronica incapacità di dialogo con le nostre partecipate su decisioni che stravolgono la vita dei valdostani oppure la notizia era ben nota a questo palazzo e si è scelto deliberatamente di tacere, procrastinando il problema per evitare il confronto con il Consiglio e con le amministrazioni comunali». Le previsioni, secondo quanto riportato da Forcellati, sono di un aumento medio all’ora di 235 mezzi, in certi orari del mattino coincidenti con scuola e lavoro, «e a questo si aggiunge la criticità del traffico pesante».
Bellora: «o non vi hanno informato o avete dormito»
I consiglieri Corrado Bellora e Eleonora Baccini
Il consigliere della Lega Corrado Bellora ha portato la riflessione sul «necessario piano politico».
«Ho trovato grave che si siano confusi il piano politico e tecnico. Nella riunione al salone Viglino ci sono state date spiegazioni tecniche e non politiche. Ma io credo che la gestione delle criticità spetti alla politica mentre gli aspetti tecnici spettino a chi ha la competenza tecnica».
Il consigliere Bellora ha fatto riferimento al fatto che i rappresentanti in seno al CdA di Sav avevano il compito di informare l’Esecutivo.
«Qualcosa non ha funzionato è evidente – ha tagliato corto Bellora – o non vi hanno informato o avete dormito».
Campotaro: «viabilità troppo concentrata sulla gomma»
Il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Andrea Campotaro si è interrogato sulla programmazione.
«Quale ruolo ha svolto la programmazione regionale? Una cosa è l’emergenza, l’altra è ritrovarsi a gestire come emergenza un dossier già noto – ha detto -. In tutto ciò Aosta e i sindaci degli altri Comuni non hanno indicazioni operative chiare. Il confronto con il territorio avrebbe dovuto iniziare molto prima, senza contare che la questione mette a nudo una viabilità eccessivamente incentrata sulla gomma – prosegue l’analisi di Campotaro -.
Appare chiara la necessità di ridurre l’impatto del traffico su gomma sulla comunità per non essere ridotti a semplice territorio di attraversamento – ha concluso -. L’Europa ha investito sulla ferrovia proprio per ridurre il numero dei mezzi pesanti sulle strade alpine. La Valle deve decidere se subire il traffico o diventare protagonista della transizione».
Baccini: «la politica regionale ha fallito»
Dure anche le parole della consigliera de La Renaissance Valdôtaine Eleonora Baccini: «la politica regionale ha fallito sulla programmazione e sulla tutela del territorio – ha detto -. La questione viene presentata come un fatto inevitabile, senza aver costruito un’alternativa possibile. Non possiamo essere solo spettatori, abbiamo il dovere di pianificare, dialogare e difendere gli interessi delle comunità locali.
Così ci riduciamo a una gestione emergenziale, chiedendo sacrifici ai cittadini. È inaccettabile, le conseguenze non saranno teoriche ma saranno costi aggiuntivi per le imprese, tempo passato in auto per chi deve raggiungere lavoro e servizi. Ahinoi le famiglie si sentiranno ancora più lontane dai luoghi dove si decise. Oggi ci sono rabbia e sfiducia; la programmazione è sostituita dall’improvvisazione. Si tratta di un fallimento politico perchè non si è stati capaci di affrontare la questione con una strategia, è vergognoso che si arrivi alla vigilia senza aver preparato il territorio, studiando alternative sicure».
Tuccari: «verifiche, ad esempio, sulla mobilità scolastica»
Il consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Tuccari ha rilevato «il dovere delle istituzioni a valutare e dove possibile mitigare le conseguenze». Tuccari ha chiesto di valutare gli impatti per esempio sulla mobilità scolastica e eventualmente di verificare la possibilità di prevedere sedi scolastiche temporanee decentrate o orari rimodulati.
«Affrontare anche questo aspetto è un dovere del Consiglio nell’esclusivo interesse degli studenti e delle famiglie coinvolte della Coumba Freida e di tutti coloro che, loro malgrado coinvolti per un anno intero» ha concluso.
(cinzia timpano)
