Consiglio regionale: sulla chiusura gallerie di Sorreley, Marguerettaz critica Sav: «la fiducia è crollata»
Il consigliere Aurelio Marguerettaz ha aspramente criticato l'operato di Sav
Politica
di Cinzia Timpano  
il 09/06/2026

Consiglio regionale: sulla chiusura gallerie di Sorreley, Marguerettaz critica Sav: «la fiducia è crollata»

Le reazioni di consiglieri e assessori nella lunga discussione del mattino

Consiglio regionale: sulla chiusura gallerie di Sorreley, Marguerettaz critica Sav: «la fiducia è crollata».

Nella seconda tornata di commenti a proposito della chiusura delle gallerie, in evidenza il commento piccato del capogruppo Union Valdôtaine Aurelio Marguerettaz.

«La fiducia nella Sav è crollata perchè non si tiene conto delle peculiarità della nostra regione – ha detto -. Nel momento in cui si costruisce un dossier per l’affidamento in house dei lavori, il cerchio è già chiuso, ma questo tipo di affidamento può rappresentare un danno per la società, perché senza gara non si beneficiano dei ribassi d’asta. È qui che i nostri consiglieri di amministrazione potrebbero dire la loro: basta con gli affidamenti in house, che peraltro escludono le imprese del nostro territorio. Se tutto è costruito per alimentare le società del gruppo, è evidente che la Sav non è più una società che mette al centro il territorio, ma il gruppo».

Marco Viérin: «fiducia viene a mancare»

Anche il capogruppo del Centro Autonomista Marco Viérin critica l’atteggiamento di Sav e parla di fiducia venuta a mancare.

«La risposta di Sav alle nostre sollecitazioni è stata netta: chiusura totale, l’unica soluzione possibile era la loro. Una risposta che non ci convince per niente.
Sav non è un soggetto lontano da noi e la Regione ne è azionista: proprio per questo il confronto non deve essere un passaggio formale, ma un percorso condiviso che però non c’è stato.
Si tratta di una fase che ci fa riflettere, essendo venuta meno la fiducia nella società. In scelte di questa portata il territorio va coinvolto prima, non dopo le decisioni: qui siamo di fronte a una questione non seguita con la dovuta attenzione.
Anche i nostri rappresentanti nel CdA non possono restare silenti: devono esercitare un controllo serio e, soprattutto, informare. Se l’informazione non arriva, qualcosa non funziona. I rapporti con Sav devono cambiare e oggi questo messaggio deve arrivare chiaramente da questo Consiglio».

L’assessore Grosjacques: serve trasparenza

«La Regione, con il 28,72% delle quote, è socio di minoranza e non può incidere sulle scelte operative della società, legate a lavori urgenti e alla sicurezza – ha detto l’assessore al Turismo Giulio Grosjacques -. Molti interrogativi sono emersi dopo la riunione del 18 maggio, che ha consentito di prendere atto di elementi non precedentemente noti.
In quella sede è emersa la scelta della chiusura totale del traffico, rispetto anche a ipotesi alternative con cantierizzazione in presenza parziale. Le decisioni assunte rientrano in procedure formalmente legittime, nel rispetto del Codice dei contratti pubblici e delle norme sulle concessionarie autostradali. Tuttavia, per il ruolo della Regione come socio pubblico, è necessario approfondire alcune scelte gestionali e di affidamento.
Come emerso dagli atti, lavori rilevanti sono stati affidati a società collegate nel rispetto delle norme vigenti, ma resta aperto il tema dell’equilibrio tra affidamenti interni e mercato, anche alla luce delle indicazioni Anac. Da oggi il nostro ruolo è esercitare pienamente le prerogative del socio pubblico di minoranza, chiedendo trasparenza, approfondimenti e verifiche puntuali su decisioni che hanno impatti rilevanti sul territorio e sulle infrastrutture».

 

Il vice capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra , Eugenio Torrione, ha chiesto chiarimenti «sul buco di nove anni – dal 2013, quando sono stati conclusi i primi interventi di sicurezza nelle gallerie, al 2022, quando la Commissione gallerie ha approvato il progetto di adeguamento – rispetto a una scadenza normativa nota fin dal decreto legislativo del 2006.
Cosa è stato fatto in quei nove anni? È giusto porre attenzione ai tempi e alle mancanze di comunicazione a partire da settembre 2025, ma rimane il grande dubbio di quello che si sarebbe potuto fare affrontando la questione con molto anticipo, in quei nove anni appunto. Si sarebbe potuto evitare il problema per cui oggi non si può lavorare in galleria in presenza di traffico, come detto chiaramente dalla società Protos Check a Palazzo regionale, trovando delle soluzioni alternative? Magari sdoppiando gli interventi sulle due gallerie, eseguendo prima i lavori su una e poi sull’altra, con un conseguente ovvio raddoppio dei tempi di cantiere».

Jordan: insoddisfatto per non aver trovato una soluzione a tutela del territorio

Per il consigliere Corrado Jordan (UV), «Sav non ha gestito bene la chiusura, non prevedendo per tempo modalità meno impattanti. Resta la domanda politica: perché i rappresentanti regionali in seno alla società non hanno attivato per tempo i necessari meccanismi di indirizzo e valutazione delle ricadute sul territorio? La Regione è socio di minoranza, ciò non toglie che il socio di maggioranza debba comunque rispettare la comunità e il territorio. Dal mese di febbraio, quando sono venuto a conoscenza del problema, ho espresso le mie forti preoccupazioni e ho cercato, con difficoltà, di trovare soluzioni nonostante i tempi brevissimi. Ora, si chieda conto a chi sapeva per sapere se è stato fatto davvero tutto il possibile per evitare o ridurre i disagi. Ci assumiamo la responsabilità politica come gruppo e come maggioranza, ma lo dico chiaramente: sono profondamente insoddisfatto per come è stata gestita la vicenda e soprattutto per non essere riuscito a trovare una seppur minima soluzione alternativa a tutela del nostro territorio».

Centoz: qualcuno si prenda la responsabilità politica di ciò che sta accadendo

«Siamo di fronte a un problema di governance delle società partecipate e questo significa che in questi anni non è stato fatto nulla da questo punto di vista – ha detto il consigliere Fulvio Centoz (PD-FP) -. La Regione detiene il 28% nella Sav e il 99,9% nel Casinò, ma in entrambi i casi non sappiamo mai per tempo cosa succede e lo veniamo a sapere da altri. Oggi mi sarei aspettato che il presidente rendesse edotta l’Aula di ciò che abbiamo letto stamattina sui giornali: la galleria di Châtillon sarà interessata da lavori e quindi ci sarà un ulteriore problema di viabilità, che si aggiungerà alle interruzioni del collegamento con la Francia, della ferrovia e del tunnel del Gran San Bernardo. Io credo che qualcuno debba prendersi la responsabilità politica di quello che sta succedendo».  «

Guichardaz: mai rappresentata una chiusura di questa portata, ma la responsabilità non è solo di Sav

Io ho fatto parte della Giunta regionale fino alla fine dello scorso ottobre – ha aggiunto il capogruppo del PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz – e non ricordo che né in Giunta né nelle riunioni di maggioranza sia mai stata rappresentata una situazione tale da lasciare immaginare una chiusura di questa portata e, soprattutto, la necessità di predisporre per tempo misure straordinarie per affrontarne le conseguenze.
Chi ha esperienza di governo sa perfettamente che, quando emerge una criticità importante, la si condivide, e in questo caso sarebbe stato opportuno. Per questo, faccio fatica ad accettare la conclusione che oggi rischia di emergere: che la responsabilità sia semplicemente della Sav. Se ci fermiamo lì stiamo dicendo una cosa molto più grave: stiamo dicendo che una società partecipata può maturare per anni una decisione destinata ad avere conseguenze enormi sul territorio e arrivare alla chiusura per oltre un anno di un’infrastruttura strategica, mentre la politica può soltanto prenderne atto quando tutto è ormai deciso».

Laurent Viérin: serve un ruolo più incisivo nelle partecipate

Per il consigliere Laurent Viérin (UV), «questa vicenda non è solo tecnica, ma politica e riguarda i rapporti tra la Regione e la società Sav, che incide direttamente sul nostro territorio. Il Consiglio regionale avrebbe dovuto poter discutere prima questa situazione, perché al di là dell’esito, era importante esprimere una posizione che parta dal Consiglio Valle. Oggi emerge con forza la necessità di un rapporto più equilibrato tra la Regione e le società concessionarie: la Valle d’Aosta non può essere considerata un soggetto marginale rispetto a decisioni che hanno ricadute pesanti sulla viabilità, sull’economia e sulla vita quotidiana dei cittadini. Serve maggiore trasparenza, più confronto istituzionale e un ruolo più incisivo dei rappresentanti della Regione nelle società partecipate. Questa vicenda dimostra che i flussi decisionali e informativi devono essere migliorati, anche nei rapporti con il livello internazionale e con i soggetti coinvolti nella gestione dei grandi assi viari alpini. Non è una battaglia ideologica, ma una questione di comunità e di tutela delle prerogative del nostro territorio. Da qui in avanti il Consiglio deve essere maggiormente coinvolto e messo in condizione di esercitare pienamente il proprio ruolo su dossier così rilevanti».

Minelli: gestione superficiale che non è una novità

«Questa gestione ritardataria e superficiale non è una novità: è figlia di un modus operandi che affronta i problemi all’ultimo momento, anche quando si potrebbe intervenire per tempo, e gli esempi sono tanti – ha sottolineato la capogruppo di AVS, Chiara Minelli -. Ancora una volta si pone un problema di credibilità istituzionale: ci chiediamo che cosa facciano i rappresentanti della Regione in Sav se non trasmettono informazioni.
Siamo sempre gli ultimi a sapere le cose e poi, per poterle discutere, dobbiamo arrivare a chiedere un Consiglio straordinario. Per noi, la chiusura delle gallerie non deve essere soltanto un problema complesso da gestire oggi, ma anche un’occasione per andare verso un diverso modello di mobilità delle merci. Abbiamo proposto una misura concreta: vietare per 370 giorni il traffico dei Tir che trasportano merci che non hanno origine e destinazione in Valle d’Aosta.
Lo può fare il presidente della Regione nelle sue funzioni prefettizie. Noi siamo per un progressivo spostamento del traffico delle merci dalla gomma alla rotaia. Se per un anno una quota del traffico internazionale dei mezzi pesanti può essere deviata verso altri corridoi e verso modalità di trasporto più sostenibili, non dobbiamo considerarlo un danno da evitare a ogni costo, ma una possibilità da valutare seriamente nell’interesse delle comunità locali».

Marquis: non si poteva più porre rimedio, la lezione serva per il futuro

Per il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis: «Non è vero che chi rappresenta la Regione nei Consigli di amministrazione non conta nulla. Ci sono delle incombenze precise e una legge regionale che disciplina le nomine e i rapporti con la Regione.
Ma in questa vicenda qualcosa non ha funzionato e il Governo è venuto a sapere troppo tardi di una situazione sulla quale non si poteva più porre rimedio. Cerchiamo di fare tesoro di questa esperienza affinché, per il futuro, tutte le situazioni che ci troveremo a dover gestire vengano affrontate con una pianificazione condivisa tra tutti gli enti e soggetti interessati, in modo da mitigare l’impatto sulla mobilità dei valdostani, del traffico turistico e del traffico pesante».

(re.aostanews.it)

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