Giornata mondiale del donatore di sangue: in Valle d’Aosta i nuovi donatori crescono del 9,2%, ma cala il numero complessivo
Da sinistra Irma Moro, Pierluigi Berti, Carlo Marzi, Raffaele Rocco, Mauro Occhi, Rosario Mele
Salute, Sociale, Solidarietà
di Erika David  
il 12/06/2026

Giornata mondiale del donatore di sangue: in Valle d’Aosta i nuovi donatori crescono del 9,2%, ma cala il numero complessivo

In calo del 10,6% il numero dei donatori periodici; Berti: «necessario un ricambio generazionale»

Nonostante la Valle d’Aosta sia una regione virtuosa e autosufficiente nella donazione del sangue, i donatori non sono mai abbastanza.

Per far fronte all’inesorabile calo demografico, che si ripercuote a lungo termine anche sul saldo tra nuovi ingressi e uscite, l’assessorato regionale alla Sanità e l’Azienda Usl della Valle d’Aosta, in collaborazione con le associazioni regionali Avis e Fidas, presentano la nuova autoemoteca, un presidio sanitario mobile pensato per avvicinare la donazione del sangue ai cittadini e rafforzare la raccolta sul territorio.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Giornata mondiale del donatore di sangue, che ricorre il 14 giugno.

Crescono i nuovi donatori, ma cala il numero totale

La presentazione del nuovo servizio è stata l’occasione per tracciare un bilancio sullo stato di salute delle donazioni in Valle d’Aosta.

«I donatori attivi sono attualmente 3.124: 427 i nuovi, 687 i donatori in aferesi per plasma o piastrine, con una raccolta di 2.677 chilogrammi di plasma destinato alla produzione di farmaci emoderivati, numeri che ci collocano tra le prime quattro regioni in Italia», spiega Berti.

Nel corso del 2025 i nuovi donatori sono cresciuti del 9,2%, passando da 391 a 427: un dato significativo, ma non sufficiente a compensare la diminuzione del numero totale dei donatori periodici, in calo del 10,6%.

La fascia d’età prevalente è quella compresa tra i 46 e i 55 anni, quasi il doppio rispetto a quella tra i 26 e i 35 anni: «Il ricambio generazionale è una priorità».

In leggero calo il numero dei pazienti trasfusi: 1.001 rispetto ai 1.032 dell’anno precedente (-3%).

Crescono invece le trasfusioni ambulatoriali (+26,7%) e le terapie infusionali (+18,7%).

«Il sangue deve essere garantito. È uno dei presìdi più importanti della salute pubblica a livello mondiale. Non bisogna calare l’attenzione né dare per scontata la donazione: occorre impegnarsi affinché questa venga mantenuta», sottolinea il direttore della Simt.

«Il sangue non si può produrre artificialmente, esiste solo grazie ai donatori: dipende interamente dalla generosità umana».

«Il calo demografico ci penalizza molto», sottolinea anche Irma Moro, presidente dell’Avis Valle d’Aosta.

«La percentuale di chi dona è molto bassa. Se si alzasse anche solo un po’, sarebbe già un miglioramento, anche se in Valle d’Aosta siamo molto bravi. Come diciamo sempre, il nostro modo di dare una mano è tendere un braccio».

(erika david)