Il Papa: siamo tutti migranti, aiutiamoci a essere più umani
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il 12/06/2026

Il Papa: siamo tutti migranti, aiutiamoci a essere più umani

Roma, 12 giu. (askanews) – “Cari fratelli e sorelle, tutti – in qualche modo – siamo migranti, tutti siamo pellegrini in cammino verso la patria celeste. Aiutiamoci a fare di questo viaggio un evento più umano per tutti, offrendo ciò che è alla portata di ciascuno”. Così Papa Leone nell’incontro con i migranti del Centro Las Raíces, a Tenerife.

“Dobbiamo vivere questo scambio con responsabilità – ha aggiunto – pensando al futuro delle generazioni future, alle quali vogliamo tramandare il patrimonio di una civiltà dell’amore, dove le migrazioni hanno una parola importante da dire, perché ‘possono diventare un’occasione di incontro e di arricchimento reciproco tra popoli’”.

E “a voi, cari fratelli migranti, spetta una parte nobile e necessaria di questo cammino: aprirvi con
fiducia alla comunità che vi accoglie, imparare la sua lingua, rispettare le sue leggi, conoscere i suoi costumi, partecipare alla vita comune e offrire con gratitudine i vostri doni”, ha detto il Papa nell’incontro con le realtà di integrazione dei migranti in Plaza del Cristo, a Tenerife.

Papa Leone ha ricordato la tragedia delle morti in mare: “Una coscienza umana, e ancor più una coscienza cristiana, non può rimanere indifferente di fronte alle vittime dei naufragi e alla mancanza di soccorso, di fronte ai cimiteri del mare. Ogni vita persa su queste rotte è un fallimento per la famiglia umana”. Leone mette in guardia anche dal “naufragio silenzioso dopo l’arrivo: ritrovarsi soli in una città, senza lingua, senza legami, senza lavoro, senza fiducia ed esposti a chi approfitta della vulnerabilità”, dice. “Integrare – ribadisce – significa impedire questo secondo naufragio. Significa aiutare chi è arrivato ferito a non rimanere per sempre bloccato nel proprio dolore, ma a poter rimettersi in piedi, riconoscere i propri doni e offrirli alla comunità”.

Dal Papa arriva anche un monito: “Da questa piazza voglio rivolgere una parola chiara a coloro che approfittano della disperazione; a coloro che organizzano percorsi di morte, trafficano in esseri umani, trattengono i documenti, sfruttano i lavoratori, minacciano le donne, ingannano le famiglie e trasformano la sofferenza altrui in un affare. Fermatevi! Convertitevi”. Un anatema che richiama alla mente il grido lanciato da Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi, ad Agrigento, quando Wojtyla condannò la mafia unito alla richiesta di conversione per gli uomini e le donne di Cosa Nostra. “Per ogni vita perduta, ogni famiglia ingannata, ogni corpo sottomesso, ogni donna minacciata, ogni lavoratore sfruttato – ha aggiunto Prevost – dovrete comparire davanti alla giustizia divina”.

[Leone XIV a Tenerife lancia anche un monito ai trafficanti e sfruttatori: fermatevi, convertitevi!|PN_20260612_00028|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260612_112410_7698E748.jpg |12/06/2026 11:24:19|Il Papa: siamo tutti migranti, aiutiamoci a essere più umani|Papa|Cronaca]

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