Legge elettorale, FdI: «i voti dei valdostani devono poter contare»
Massimo Lattanzi, Walter Musso e Alberto Zucchi
Politica
di Danila Chenal  
il 12/06/2026

Legge elettorale, FdI: «i voti dei valdostani devono poter contare»

Va in questa direzione l'emendamento presentato da Fratelli d'Italia alla Camera che permette di indicare il nome del candidato premier

Legge elettorale, FdI: «i voti dei valdostani devono contare».

L’emendamento di Fratelli d’Italia perché valgano i voti di Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige è stato depositato giovedì 11 alla Camera. È uno degli oltre 770 che saranno discussi tra il 16 e il 28 giugno.

Spiega il commissario di Fratelli d’Italia Walter Musso: «Anche agli elettori valdostani deve essere permesso di indicare, come nel resto d’Italia, il nome del candidato Presidente del Consiglio proposto dalla coalizione o dalla lista.È una questione di chiarezza democratica e di trasparenza verso i cittadini».

Per FdI l’obiettivo è «parificare il valore del voto valdostano a quello espresso nel resto d’Italia, senza intaccare le garanzie proprie della Valle d’Aosta».

Prerogative salvaguardate

Quanto previsto dall’articolo 47 dello Statuto non subisce alcuna modifica: il collegio uninominale è salvaguardato. «Nessuno – spiega Musso – mette in discussione la rappresentanza territoriale della Valle d’Aosta, né il principio di tutela della nostra specificità. L’emendamento distingue chiaramente due piani: da un lato il voto espresso in Valle d’Aosta concorre al computo nazionale; dall’altro il premio di stabilità non viene attribuito direttamente nella nostra regione, così da non alterare l’esito del voto locale e da non sostituire un eletto valdostano con un candidato proveniente dal listino nazionale. Chi invoca la tutela delle minoranze linguistiche ha ragione nel pretendere garanzie. Ma la tutela non può trasformarsi in esclusione».

Incostituzionalità

La questione dell’esclusione dei voti delle due regioni autonome era stata definita incostituzionale da alcuni costituzionalisti. Tra loro anche Giovanni Boggero, professore all’Università di Torino, che è stato fra i primi a segnalare l’illegittimità.

L’indicazione

Liste o coalizioni di liste nelle altre regioni avranno tutte il riferimento al premier. È solo un’indicazione perché la scelta del primo ministro continua a essere prerogativa del Presidente della Repubblica. I voti espressi in Valle concorreranno a raggiungere la quota necessaria per ottenere il premio di governabilità, cioè il 41 per cento. Premio che sarà tradotto con 70 seggi alla Camera e 35 al Senato.

(d.c.)

 

 

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