Una rete di 23 comuni per creare l’Altra Valle d’Aosta, l’obiettivo de Lo Contrebandjé
Presentato ieri alla Bocciofila Quartiere Cogne il progetto che mira a formare nuove professionalità della montagna e a promuovere il territorio attraverso lo sport
Una fascia che taglia trasversalemente il territorio regionale, da Aymavilles a Fénis, toccando 23 comuni: è l’Altra Valle d’Aosta.
Un’area che copre il 25% del territorio regionale e circa 67 mila abitanti, dove attivare una nuova economia di montagna basata su nuove professionalità impegnate nella promozione del territorio attraverso eventi sportivi per valorizzare i paesaggi e i villaggi, evitandone lo spopolamento.
È il progetto dell’Associazione Lo Contrebandjé di Cristian Brédy presentato ieri, giovedì 11 giugno, alla Bocciofila del Quartiere Cogne.
Un progetto di ampio respiro che Lo Contrebandjé punta a realizzare in modo compiuto nell’arco di 15 anni.
Andrea Bionaz e Cristian Brédy, vice e presidente dell’associaizone Lo Contrebandjé
Una rete di 23 Comuni
«Abbiamo iniziato individuando questa fascia che taglia in modo trasversale la Valle d’Aosta, un territorio con esigenze simili che potrebbe lavorare insieme, caratterizzata da un turismo più lento dove però mancano dei servizi» spiega Brédy.
L’Altra Valle d’Aosta immaginata da Lo Contrebandjé va da Aymavilles a Fénis, lungo l’asse centrale della Dora, inglobando tutta la Valpelline e la Valle del Gran San Bernardo.
«Siamo un’associazione sportiva, quindi il nostro fulcro è lo sport che è strettamente legato al turismo, all’ambiente e alla vita sociale della comunità» precisa.
L’idea si fonda sull’esperienza maturata negli ultimi anni attraverso numerose iniziative ecollaborazioni già attive sul territorio, tra cui Les Soirées Verticales, Ultra Trail del Fallère, Stars Trail Luseney, il progetto di arrampicata alla Torre Piezometrica di Aosta, la valorizzazione delle miniere di Saint-Marcel e Ollomont e le attività della Scuola di Montagna Sarvadza.
Al centro della proposta c’è lo sport, considerato come strumento di educazione, formazione ecrescita personale, capace di generare ricadute positive sul turismo, sul lavoro, sulla valorizzazioneambientale e sulla vita sociale delle comunità.
Alcuni dei partecipanti all’incontro di ieri alla Bocciofila Quartiere Cogne
Gli step del progetto
Tra gli obiettivi del progetto figurano la trasformazione della Scuola di Montagna Sarvadza come ente formativo e certificatore per le professioni della montagna; lo sviluppo di nuovi prodotti turistici legati a sport, cultura, escursionismo, miniere,agricoltura e tradizioni locali; la realizzazione del Polo Sportivo Multidisciplinare della Torre Piezometrica; la promozione di eventi sportivi e culturali come strumenti di sviluppo territoriale; la costruzione di una rete capace di promuovere e commercializzare il territorio in modocoordinato.
Budget totale immaginato 100 mila euro, suddivisi in quattro tranche da 25 mila euro per il completamento delle varie fasi, pe ri quali l’associazione chiede il contributo di tutti quanti vogliano scommettere sull’Altra Valle d’Aosta, attraverso un crowfunding su Produzioni dal basso.
«Vorremmo partire collaborando con le realtà esistenti, guardano al mondo del trail che permette di riscoprire il territorio con un evento sportivo non solo votato all’agonismo e rispondendo alla domanda di nuove figure professionali, con una formazione adeguata».
Per fare questo, sottolinea Brédy, occorre creare un coordinamento e un circuito delle varie gare già attive, evitando sovrapposizioni di calendario e aggregando il più possibile il terrtiorio.
«Fondamentale è creare legami con le scuole e l’Università per portare gli studenti a lavorare nel periodo estivo» sottolinea il presidente de Lo Contrebandjé.
Prossimi passi
Per promuovere la sua iniziativa l’associazione Lo Contrebandjé ha in mente, entro fine anno, di contattare tutti i 23 comuni presentando il progetto e cercando supporto e collaborazione.
Cristian Brédy, guida alpina e presidente de Lo Contrebandjé
«Dobbiamo capire se c’è interesse, presenteremo anche la nostra idea di organizzare degli eventi, che non svelerò ancora, almeno uno in ogni comune. Con le realtà esistenti vogliamo ragionare insieme per trovare soluzioni comuni».
«In alcuni periodi ci sono troppi eventi, ma non esiste una vera economia, pochissimi fanno dell’organizzazione di manifestazioni sportive una professione. Certo è che l’ente pubblico ci deve credere e deve sostenere il progetto» conclude Brédy.
(erika david)
