“Più libri, più liberi” (dopo l’intervento di Meloni): no censura, sul patentino antifascista approfondiremo
Roma, 14 giu. (askanews) – Il “patentino antifascista” per la partecipazione alla rassegna editoriale “Più libri più liberi”, finito nella bufera politica di oggi, sarà oggetto di un approfondimento. L’organizzazione della kermesse culturale – che assicura “nessuna censura” – ha annunciato un “approfondimento”: “L’intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito rendono necessario un approfondimento”, rende noto “Piu’ libri, piu’ liberi”.
“La decisione di chiedere ai partecipanti di sottoscrivere una dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali, democratici e inderogabili – afferma una nota della Fiera nazionale della piccola e media editoria- non è affatto censura, ma un’esigenza di chiarezza e unità tra così i diversi attori presenti in fiera. È un documento basato su riferimenti istituzionali e universali privo di visioni di parte, senza accenni politici e tantomeno legami partitici. È evidente che così non è stato interpretato. Siamo rammaricati di quanto sta accadendo: l’intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito ci inducono ovviamente a un ulteriore attento approfondimento per rispetto istituzionale”.
Su X la premier Giorgia Meloni aveva scritto: “Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il ‘patentino antifascista’, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”. “La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno – prosegue il post -. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.

