Beretta (Assica): preoccupa possibile rallentamento consumi
Roma, 18 giu. (askanews) -“Nel corso del 2025 e nella prima parte di quest’anno i consumi interni sono stati frenati dalla riduzione del reddito disponibile delle famiglie, che continua a condizionare le scelte di spesa. Alla luce dei recenti annunci di aumento dei tassi di interesse e del peggioramento delle prospettive economiche, con le gravi incertezze derivanti dai conflitti internazionali, il rischio è che questa situazione possa ulteriormente peggiorare nei prossimi mesi”: lo ha detto il presidente di Assica, Lorenzo Beretta, intervenendo nel corso del convegno “Il futuro delle carni suine e dei salumi nell’era dell’incertezza globale”, svoltosi oggi a Roma nell’ambito dell’Assemblea annuale di Assica, l’associazione industriali delle carni e dei salumi aderente a Confindustria che oggi festeggia 80 anni dalla fondazione, realizzata con il supporto del progetto europeo “Trust Your Taste, Choose European Quality”.
Durante il convegno sono stati resi noti i dati 2025 del comparto, che ha visto una sostanziale tenuta dei consumi interni (+0,6%) e un incremento dell’export, che resta trainante per il settore salumi, del 5,3%.
“Le imprese del settore continuano a investire, innovare e presidiare i mercati internazionali nonostante uno scenario particolarmente difficile – ha dichiarato il presidente di Assica – I risultati dell’export dimostrano la forza delle nostre produzioni e il valore riconosciuto ai salumi italiani che con orgoglio, ricordo, sono i salumi con la migliore qualità e i più apprezzati nel mondo. Tuttavia, non possiamo ignorare le criticità che continuano a pesare sulla competitività delle nostre imprese. La PSA continua a limitare l’accesso a mercati importanti e ad alto potenziale”.
Ai danni da PSA si aggiungono costi energetici che in Italia restano “significativamente più elevati rispetto a quelli sostenuti da molti concorrenti europei e un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità. Il settore non chiede assistenza – ha concluso Beretta – ma condizioni che consentano alle imprese italiane di competere ad armi pari con i concorrenti europei e mondiali”.
