Gli AD italiani ultimi in Europa per età e formazione accademica
AskaNews
di admin Administrator  
il 19/06/2026

Gli AD italiani ultimi in Europa per età e formazione accademica

Milano, 19 giu. (askanews) – Un quadro nitido su cui riflettere a fondo. Heidrick & Struggles, società di ricerca e selezione per i ruoli apicali delle aziende, ha pubblicato il report annuale “Route to the top” dove scatta una fotografia nitida di quello che sono gli amministratori delegati delle 40 maggiori società quotate del Bel Paese.

“La ricerca che abbiamo appena pubblicato, Route to the top, che prende le considerazioni emerse dalle nostre interviste con oltre mille CEO e Directors a livello europeo, fa emergere un quadro complesso. I board, sempre di più, si affidano a degli amministratori delegati con grande esperienza, ma nonostante ciò non sempre c’è un allineamento tra questi profili senior, le aspettative strategiche e le sfide future delle aziende. Questo a maggior ragione in Italia, dove abbiamo un distinguo in termini di età anche maggiore, di minore formazione accademica e di prevalenza di profili domestici” ha dichiarato Sara Gay, Partner di Heidrick & Struggles.

Puntare sull’esperienza quindi, soprattutto post Covid, con una preferenza spiccata verso dirigenti di lungo corso, dalla consolidata esperienza e poco se non nessuno spazio alle donne.

“Andiamo a vedere anche il dato della diversità, dove purtroppo l’Italia è fanalino di coda rispetto ad un panorama internazionale che comunque è peggiorato. Soprattutto dal 2022 al 2025 abbiamo avuto una decrescita. Prima eravamo quasi al 18%, adesso siamo appena sopra il 14% a livello globale di CEO donne. Nel nostro Paese, purtroppo, il panorama è ulteriormente peggiorato e, se guardiamo le 42 società del FTSE MIB, ormai non abbiamo neanche più un amministratore delegato donna. C’è un tema ancora molto forte sul gender representation, nonostante ormai si parli da decadi della differenza di genere nei vertici delle aziende.” ha concluso Gay.

Poca capacità di investire nei propri manager, nessuna attenzione alla formazione, e un processo di successione, che nonostante ci sia, è visto più come piano di emergenza da affidare ad un esperto piuttosto che come strategia vera e propria. Il percorso delle aziende italiane per adeguarsi alle esigenze del mondo di oggi – come mostra in pieno il report Heidrick & Struggles – è ancora lungo.

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