Tribunale del Digitale: presentato in Senato ddl per istituzione di sezioni specializzate in materia
Roma, 22 giu. – L‘11 giugno 2025 è stato presentato al Senato della Repubblica, nella XIX Legislatura, il disegno di legge per l’istituzione delle sezioni specializzate in materia digitale presso i tribunali e le corti d’appello italiani.
Il testo è stato depositato dal senatore Nicola Irto (Partito Democratico) come primo firmatario ed elaborato da Antonino Polimeni, avvocato esperto di diritto digitale da oltre vent’anni e fondatore dello studio Polimeni.Legal ( https://www.polimeni.legal/ ).
La proposta nasce dall’osservazione sistematica della prassi giudiziaria che riguarda le controversie su software, cloud, intelligenza artificiale, piattaforme digitali e dati, che oggi vengono trattate da giudici generalisti, privi di una formazione tecnica specifica sul digitale.
Il risultato è un contenzioso frammentato, con tempi dilatati, orientamenti interpretativi disomogenei e difficoltà oggettive nella valutazione di prestazioni ad alta tecnicità.
Il disegno di legge risponde a questa lacuna con uno strumento ordinamentale preciso: sezioni specializzate interne all’ordine giudiziario ordinario, sul modello già sperimentato per le sezioni in materia di impresa.
Cosa prevede il disegno di legge
Il disegno di legge prevede l’istituzione di sezioni specializzate in materia digitale presso i tribunali e le corti d’appello italiani, competenti per le controversie civili e commerciali aventi ad oggetto rapporti giuridici a prestazione digitale prevalente, ovvero quei rapporti in cui la fornitura, lo sviluppo, la gestione o lo sfruttamento economico di beni, servizi, sistemi o infrastrutture digitali – inclusi i sistemi di intelligenza artificiale – costituiscono il nucleo principale della domanda.
Le nuove sezioni, composte da magistrati con specifiche competenze nel diritto civile e commerciale applicato al digitale, si affiancano a quelle già esistenti in materia di impresa, senza sovrapposizioni di competenza. La Scuola superiore della magistratura è incaricata di definire percorsi di formazione iniziale e permanente per i giudici assegnati.
Sul piano costituzionale, la proposta si colloca entro il perimetro dell’articolo 102 della Costituzione, che consente l’istituzione di sezioni specializzate presso gli organi giudiziari ordinari.
Non introduce un nuovo giudice speciale e non altera il riparto delle giurisdizioni. Le disposizioni transitorie prevedono che le nuove regole si applichino ai giudizi instaurati a partire dal centottantesimo giorno successivo all’entrata in vigore.
Il contesto internazionale
Se approvato, il disegno di legge farebbe dell’Italia il primo Paese dell’Unione Europea a dotarsi di sezioni specializzate dedicate esclusivamente al contenzioso digitale civile e commerciale.
A livello internazionale, modelli analoghi esistono già da anni. Nel Regno Unito opera la Technology and Construction Court, con un tasso di definizione conciliativa superiore all’80% e tempi medi di trattazione compresi tra 12 e 18 mesi.
In Cina, le Internet Court di Hangzhou, Pechino e Guangzhou hanno gestito quasi 120.000 cause entro il 2019, con una riduzione dei tempi vicina al 50%.
A Singapore, dal 16 marzo 2026 è operativa la Digital Economy Specialised List dell’High Court, dedicata a liti su intelligenza artificiale, cloud, cripto-attività e smart contracts.
L’iter parlamentare
Il disegno di legge è stato depositato in Senato l‘11 giugno 2025 ed è attualmente in fase di esame preliminare nella XIX Legislatura. Non risultano ancora assegnazioni a commissione né calendarizzazioni in aula. Il testo è consultabile sul sito ufficiale del Senato della Repubblica.
