Bankitalia: l’economia in Valle rallenta nel 2025, -14% in 15 anni per le retribuzioni reali
L'analisi della filiale valdostana di Banca d'Italia mostrano un'economia cresciuta più lentamente nel 2025 (+0,4%) a causa dei problemi del settore siderurgico; tengono edilizia e turismo, ma è allarme per retribuzioni e invecchiamento
Una crescita contenuta e ridotta rispetto al 2024, rallentata dal calo della manifattura e in particolare della metallurgia, ma sorretta da servizi ed edilizia, segnali non proprio confortanti per il 2026, un calo del potere di acquisto e l’ormai atavica preoccupazione di una popolazione che invecchia e vede ridurre i soggetti in età lavorativa. Questa la situazione dell’economia in Valle d’Aosta, emersa dallo studio di Banca d’Italia, che ha presentato i dati relativi al 2025.
Economia: crescita contenuta nel 2025
Nell’annuale appuntamento con la sede rossonera di Bankitalia, guidata da 4 mesi da Giuseppe Gargano, che ha preso il posto di Simone D’Inverno, la ricerca di Luca Brugnara e Luciana Aimone Gigio della sede di Torino ha sostanzialmente esplicitato quanto toccato con mano nel corso dell’anno.
Nel 2025, infatti, la Valle d’Aosta è cresciuta dello 0,4% (+0,5% a livello nazionale), ben al di sotto di quanto avvenuto nel 2024 (+1,1%), rallentata dal calo della manifattura e in particolare del mercato siderurgico, alla luce dei conflitti e delle tensioni commerciali che si rifletteranno anche nel 2026.
Il valore aggiunto dell’industria «è calato, così come produzione e fatturato – racconta Luca Brugnara -, in una dinamica trascinata dall’acciaio, che pesa per oltre il 35% del settore».
A risentirne anche l’export, dove il metallo pesa per il 60%, calato del -6,3% (+3,3% in Italia), a causa del crollo della metallurgia (-13,1%) e nonostante il trend positivo di alimenti e bevande (+11,6%). I dazi, e non solo, hanno pesato, come dimostrano il -33% registrato nelle esportazioni verso gli Usa e il -42,2% verso il Regno Unito.
Economia: bene costruzioni e servizi
A salvare la situazione ci hanno pensato in particolare le costruzioni, che nel 2025 hanno visto aumentare ore lavorate e addetti, «sulla forte spinta delle opere pubbliche, degli investimenti Pnrr e delle opere per uso ricettivo e commerciale – aggiunge Brugnara -. Forte anche l’aumento delle compravendite, in particolare fuori Aosta (+15%)».
Gli investimenti pubblici sono infatti cresciuti del 18,1%, grazie a risorse locali e Pnrr, da cui sono arrivati 550 milioni di euro, circa 4.431 euro pro-capite. Questi sono stati concentrati principalmente in digitalizzazione e transizione ecologica.
A livello di terziario, i servizi sono cresciuti, trascinati da un turismo che ha segnato un +11,1% di presenze, con una tendenza confermata a inizio 2026 e corroborata da un traffico in salita dal +3,3%.
Mercato del lavoro; livelli retributivi in calo
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il 2025 consegna una disoccupazione stabile (3,9%), tra le migliori in Italia, ma anche un aumento del +35,7% della cassa integrazione guadagni, trascinata ancora dal reparto metallurgico.
Nel 2025, il reddito disponibile è aumentato del +2,5%, traducendosi solo in parte nel potere d’acquisto (+0,9%), a causa di un’inflazione al +0,9%.
L’aumento dei consumi, modesto, è stato del +0,8%, a fronte però di una spesa turistica esplosa (34,5% dei consumi interni nel 2024, contro il 10,2% italiano). Rispetto al livello pre-pandemico, la crescita è trainata dai turisti italiani, con la bilancia turistica (quanto è speso in Valle rapportato a quanto i valdostani spendono fuori) stabilmente positiva.
Capitolo a parte meritano le retribuzioni.
Nel 2025 quelle nominali sono aumentate del 3,2% (+3,6% in Italia), ma se si prende l’ultimo dato ufficiale, si nota come dal 2008 al 2023 le retribuzioni reali sono crollate del -14%, a fronte di un -6,2% nazionale.
La questione è presto spiegata.
Tornate ad aumentare le ore lavorate, è calata la retribuzione oraria e questo a fronte del pesante impatto di commercio e turismo, che ha visto le retribuzioni crollate del -12%, anche a causa di un contratto nazionale vacante per oltre 35 mesi.
Sistema produttivo
Dati interessanti Luca Brugnara li diffonde a livello di sistema produttivo, che dal 2014 al 2023 ha visto crescere la dimensione delle aziende (da 6,8 a 7,4 addetti; 8,6 contro 9,7 in Italia), pur con una crescita occupazionale sempre inferiore a quella nazionale.
Questo si riflette anche sulla capacità innovativa, che vede in Valle un’intensità brevettuale inferiore allo Stivale (concentrata principalmente per macchinari elettrici e macchine speciali), peraltro con impatto tecnologico limitato (poche le citazioni), ma una qualità dei brevetti in linea con il territorio italiano.
Infine, una panoramica sul settore dell’automotive, che nel 2022 rappresentava l’1,1% del valore aggiunto regionale, concentrandosi su produttori italiani (84%) e sui settori della gomma-plastica e della metallurgia.
A livello territoriale, l’automotive incide per il 23% nel sistema locale di lavoro di Courmayeur, per il 44,4% ad Aosta e per il 55,3% a Pont-Saint-Martin, dove è anche molto più elevata l’intensità progettuale (ben superiore alla media italiana), grazie magari a gioielli come Podium Engineering.
Credito
Luciana Aimone Gigio ha invece analizzato il credito a imprese e famiglie, evidenziando come nel 2025 i prestiti bancari al settore produttivo sono aumentati (+4,5%), grazie soprattutto al comparto energetico e alle costruzioni, con cali per servizi e manifatturiero.
Con tassi di interesse migliorati per esigenze di liquidità (6,5%), i prestiti alle famiglie sono cresciuti dell’1,9%, con +4,5% per il credito al consumo, pur con tassi elevati (8,1% per i prestiti personali).
Lievitate le erogazioni di mutui bancari (+24%), anche grazie all’incremento dei mutui Finaosta, il costo medio si è stabilizzato nel secondo semestre (3,6%), con una notevole crescita nella scelta dei mutui a tasso variabile.
A livello di imprese, sono cresciute quelle che hanno fatto ricorso a strumenti di copertura di rischio del tasso (Irs), scelta che ha contribuito a ridurre i costi annui.
Inoltre, il risparmio finanzario tra il 2011 e il 2025 è cresciuto del 40%, raggiungendo i 5,6 miliardi di euro, vedendo gli Oicr (Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio) scalzare le obbligazioni bancarie come opzione più scelta.
Divario di genere, età e cittadinanza
Una sezione dell’analisi di Bankitalia è legata al divario di genere, età e cittadinanza, dalla quale emerge come la partecipazione femminile al mercato del lavoro sia alta rispetto al dato nazionale (oltre il 71%).
In calo il tasso di disoccupazione giovanile, così come quello degli stranieri (8% della popolazione), con il 76% delle persone in attività (74,8% a livello nazionale).
Il divario di genere tra uomini e donne aumenta con il diminuire del titolo di studio, ma torna ad alzarsi con le esigenze di cura familiari, sia nella fascia d’età 25-49 anni (20% la differenza), che in quella 50-64.
La percentuale dei Neet (giovani tra i 15 e 34 anni che non studiano né lavorano) si attesta sul 9% (ancora in calo), percentuale simile a quella degli stranieri disoccupati.
Per quanto riguarda orari ridotti e contratti precari, il 38% delle donne ricorre al part-time involontario, oltre il 32% dei giovani ha un contratto precario, così come poco meno del 29% degli stranieri, impiegati per la maggior parte tra costruzioni, commercio e turismo.
Il caso invecchiamento
C’è un aspetto che, però, mina il futuro dell’economia valdostana ed è quello dell’invecchiamento della popolazione, denunciato su più fronti.
Nel 2025 l’età media è stata di 47,7 anni (46,9 in Italia), con il 26% di over 65 (24,7%) e un rapporto del 17% tra over 84 e persone nella fascia 50-64 anni.
Da qui al 2050, Bankitalia valuta che la popolazione calerà del 9,7%, quella in età lavorativa del 23% e il rapporto passerà al 42%.
(alessandro bianchet)
