Firenze, omaggio a Michelangelo Pistoletto nel 93esimo compleanno
Roma, 25 giu. (askanews) – Nel giorno del suo 93esimo compleanno, Michelangelo Pistoletto ha ricevuto le Mani della Pace davanti alla riproduzione della cella di Nelson Mandela all’ingresso del Nelson Mandela Forum di Firenze.
Un momento di grande valenza simbolica che si è tenuto nell’ambito dell’incontro “Michelangelo Pistoletto: vedere l’invisibile”, all’interno della rassegna Animae Loci – Generare futuro, promossa dall’Associazione Culturale La Nottola di Minerva ETS con il contributo della Regione Toscana e di Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Nelson Mandela Forum e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto.
Le Mani della Pace sono il simbolo del Nelson Mandela Forum. Il Maestro ha ricevuto una copia in terracotta dell’Impruneta che riproduce le mani bianca e nera che si stringono presenti nella sala di rappresentanza del Nelson Mandela Forum.
L’omaggio al Maestro davanti alla riproduzione della cella di Robben Island dove il leader sudafricano trascorse 18 dei suoi 27 anni di detenzione, ha voluto celebrare la convergenza fra queste due figure, il dialogo ideale tra la visione di Pistoletto di un’arte capace di generare comunità e l’eredità morale di Mandela, simbolo di resistenza e dignità umana. “Sono veramente felice di essere qui oggi – ha commentato il Maestro – per poter lanciare un nuovo messaggio di pace, per un progresso verso la pace preventiva. Chi ha lavorato per la pace ieri deve sopravvivere con coscienza nuova per chi vuole la pace oggi. Bisogna assumersi la responsabilità e avere tanta pazienza, di fronte a tanta guerra la pace preventiva deve essere assunta come metodo e come principio”.
“Michelangelo Pistoletto è un artista libero – afferma il Presidente dell’Associazione Nelson Mandela Forum Massimo Gramigni – e noi come Nelson Mandela Forum abbiamo l’obbligo di dare un riconoscimento a chi dà un contributo sulla libertà e sul rapporto tra esseri umani. Con Mandela che non è più in vita, dobbiamo essere coerenti e dare memoria alle sue battaglie: il colore della pelle non può dividere gli uomini e un uomo non può mai essere schiavo di un proprio simile. In questo contesto internazionale fa bene ricordarlo”.
