I villaggi sopra Champoluc e quel filo (della telecabina) che li lega al resto del mondo
Pubblichiamo una riflessione di Jean, che vive a Cunéaz, sulla mobilità per chi vive in montagna
Mi chiamo Jean e vivo a Cuneaz,
La famiglia di mia moglie vive qua da quando Cuneaz contava più abitanti di Champoluc, c’era la scuola e non esistevano ancora gli impianti.
Il nostro “collegamento” con il resto del mondo è la telecabina Champoluc-Crest, lo stesso vale per gli altri villaggi del Crest, Frantze e Soussun, per tutte le case sparse quassù e per le varie attività turistiche e di pastorizia.
Un guasto, un tuono, il vento possono fermare la telecabina in un attimo…
Un’incomprensione, un controllo poco accurato del calendario possono far perdere giornate di scuola o altro.
Un’amministrazione poco attenta ai servizi, un assessore o un sindaco che hanno una “visione” poco aderente alla funzione di mobilità montana per la quale è stato istituito un TPL (Trasporto pubblico locale), possono compromettere la quotidianità e la dignità della vita quassù.
Il cavo che sostiene le cabine, è l’accesso alle stesse, sono metaforicamente il filo che ci collega al resto del mondo. Questo filo è sensibile tanto ai capricci del meteo quanto a quelli di chi lo gestisce.
È tempo di fare una seria riflessione su cosa intendiamo quando diciamo che noi valdostani tuteliamo la vita in montagna.
(Jean Maresca)
