Royal Food Caviar diventa Vivari, nuovo brand del caviale italiano
AskaNews
di admin Administrator  
il 27/06/2026

Royal Food Caviar diventa Vivari, nuovo brand del caviale italiano

Milano, 27 giu. (askanews) – Royal Food Caviar cambia nome e linguaggio e si presenta sul mercato con una nuova identità: nasce Vivari Caviar, marchio destinato a rappresentare l’azienda di Calvisano (Brescia) in una fase di riposizionamento che punta a rafforzarne il profilo internazionale e ad avvicinare il caviale ai codici del design, della moda e del lusso contemporaneo.

Il passaggio non coincide con la nascita di una nuova realtà produttiva ma con una ridefinizione del modo in cui l’azienda sceglie di raccontarsi. Vivari deriva dal latino vivarium, luogo in cui la vita viene custodita e fatta crescere nel tempo, e richiama in modo diretto il cuore del metodo produttivo: allevamento lungo, controllo dell’intero ciclo e centralità dell’acqua come fattore decisivo della qualità.

Dietro il nuovo nome c’è una storia che parte dai primi anni Novanta, quando Carlo Dalla Rosa, specializzato in itticoltura, trasforma a Calvisano una ex troticoltura degli anni Sessanta in una storionicoltura, tra le prime in Italia ad affinare la produzione di storione in cattività. Nel 1995 nasce Acipenser srl, allevamento popolato esclusivamente da storioni, mentre la prima estrazione di caviale arriva nel 2005. Nel 2011 Nancy D’Aiuto fonda il marchio Royal Food Caviar per svilupparne la commercializzazione in Italia, rivolta sia alla ristorazione sia ai privati.

Il rebranding del 2026 si innesta dunque su una struttura produttiva già consolidata. A Calvisano gli storioni vengono allevati in ottanta vasche esterne e settantacinque coperte, su un’area di dieci ettari che si estende per oltre un chilometro. L’apporto idrico consente un ricambio completo dell’acqua ogni quattro-sei ore, elemento che l’azienda considera decisivo per igiene delle vasche, stabilità ambientale, prevenzione delle patologie, gestione naturale del termo-fotoperiodo e corretta distribuzione del mangime.

Gli storioni nascono e completano il loro sviluppo interamente all’interno dell’allevamento, dallo stadio larvale fino alla piena maturazione. Tra novembre e aprile gli esemplari all’ultimo stadio di maturazione delle uova vengono trasferiti nel laboratorio specializzato, dove il caviale viene lavorato artigianalmente attraverso estrazione, salagione e primo confezionamento. Alla lavorazione segue una stabulazione in cella frigorifera di circa due mesi, necessaria per raggiungere la maturazione finale. Nella presentazione del brand viene richiamato anche il metodo Malossol, con salagione minima e intervento manuale al termine di processi che, per le specie più pregiate, possono superare i vent’anni.

“Vivari nasce da un’idea semplice: rispettare il tempo e la vita”, ha dichiarato Nancy D’Aiuto. Attorno a questo principio l’azienda prova a spostare il caviale da una narrazione esclusivamente gastronomica a una dimensione più ampia, in cui packaging, estetica e comunicazione dialogano con universi come gioielleria, moda e hotellerie di fascia alta.

Il riposizionamento riguarda anche il mercato di riferimento. Vivari punta a presentare il caviale non soltanto come alimento destinato all’alta ristorazione ma come oggetto culturale e simbolico capace di entrare in contesti differenti, dalle tavole fine dining agli hotel di alta gamma, fino alle boutique e agli ambienti in cui l’estetica diventa parte integrante dell’esperienza. In questa direzione il packaging non viene più trattato come semplice contenitore, ma come estensione del prodotto.

La nuova identità si appoggia a una gamma ampia, che comprende Beluga In, Albino, Imperiale, Club Selection, Asetra, Russo, Siberiano, Sevruga, il caviale pastorizzato Caviaro e la selezione Almas. È un portafoglio che copre specie, lavorazioni e posizionamenti diversi, mantenendo però come punto comune il controllo diretto della filiera e una lavorazione manuale che l’azienda continua a rivendicare come tratto distintivo.

Nel racconto di Vivari, sostenibilità ambientale e benessere animale restano elementi centrali. Gli storioni nuotano in acqua sorgiva mantenuta attorno ai 15 gradi in normali condizioni ambientali, con variazioni stagionali comprese tra 13 e 20 gradi e ricambi frequenti durante il giorno. La ridotta densità di allevamento, l’alimentazione bilanciata a basso contenuto energetico con mangimi OGM free, la ricerca su fonti energetiche alternative e il recupero di specie e genetiche in via di estinzione sono gli elementi sui quali l’azienda lega il riconoscimento Friend of the Sea.

Anche il servizio e il consumo fanno parte del nuovo posizionamento. Il caviale viene proposto in purezza o accostato a basi neutre come mousse di patate, stracciatella o pesce crudo, mentre per il prodotto pastorizzato viene sottolineata la tenuta su preparazioni moderatamente calde. Negli abbinamenti l’azienda indica champagne e vodka, ma apre anche a vini bianchi e rosati secchi, fino al te forte come alternativa analcolica. Sono dettagli che mostrano come il cambio di nome non si limiti all’immagine, ma provi a costruire un linguaggio commerciale più ampio e più leggibile per mercati differenti.

[A Calvisano il rebranding punta su lusso, identità e mercati esteri|PN_20260627_00024|gn00 nv03 sp33| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260627_130021_A5672456.jpg |27/06/2026 13:00:31|Royal Food Caviar diventa Vivari, nuovo brand del caviale italiano|Enogastronomia|Cronaca, Agrifood]