La Corte Suprema Usa boccia la legge Trump sullo ius soli
Roma, 30 giu. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato l’iniziativa del presidente Donald Trump volta a revocare il diritto universale alla cittadinanza statunitense per i bambini nati nel Paese. “I bambini nati negli Stati Uniti da genitori presenti illegalmente o temporaneamente sono soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti e sono cittadini dalla nascita ai sensi della clausola sulla cittadinanza del Quattordicesimo Emendamento”, si legge nella sentenza.
Il provvedimento è assai significativo anche per le sue implicazioni sociali, politiche ed economiche: in termini pratici, si stima che una sentenza favorevole all’Amministrazione avrebbe potuto significare la revoca della cittadinanza a 250.000 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno, alcuni dei quali sarebbero divenuti apolidi.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha però confermato due leggi statali che vietano alle atlete transgender di partecipare a squadre sportive femminili e femminili scolastiche. E Trump esulta sui social. La decisione riguarda normative approvate in West Virginia e Idaho, ma potrebbe avere conseguenze in altri 25 Stati che hanno introdotto restrizioni simili sulla partecipazione di atlete transgender alle competizioni femminili. La questione, osserva il New York Times, è considerata di notevole rilievo nel più ampio confronto nazionale sui diritti delle persone transgender negli Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha sostenuto i divieti statali e ha già disposto misure per revocare i fondi federali alle scuole che consentono la partecipazione di atlete transgender negli sport femminili. Tra le ricorrenti figurava Becky Pepper-Jackson, studentessa del West Virginia che aveva contestato la legge del suo Stato per poter continuare a gareggiare nella squadra di atletica della scuola. Una “Grande vittoria: La Corte Suprema degli Stati Uniti si è appena pronunciata contro la partecipazione degli uomini agli sport femminili. Wow! Questo mette fine a questa situazione ridicola!”, ha scritto il presidente Trump commentando la decisione della Corte Suprema Usa.
Inoltre, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha eliminato i limiti alla spesa che i partiti politici possono
sostenere in coordinamento con i candidati al Congresso e alla presidenza, abrogando una legge elettorale federale in vigore da oltre 50 anni. Spinti da un ricorso legale guidato dai repubblicani, tra cui il vicepresidente JD Vance – spiega la Cnn -, i giudici conservatori della Corte si sono nuovamente espressi a maggioranza per ribaltare i limiti stabiliti dal Congresso sulla raccolta e la spesa di fondi per sostenere le campagne elettorali. La sentenza ‘Citizens United’ del 2010 aveva già aperto la strada a una spesa indipendente illimitata nelle elezioni federali.
