Santoianni: su latte primi segnali ma non risolutivi
Roma, 30 giu. (askanews) – “L’intesa raggiunta al Masaf sul prezzo del latte è un primo passo, ma resta ancora molto da fare”. Così Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, interviene sull’accordo raggiunto al tavolo convocato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
“Il percorso individuato per il secondo semestre 2026 e il richiamo alla trasparenza dei dati produttivi sono elementi utili. Il prezzo del latte deve però garantire reddito agli allevatori e tenere conto dei costi reali di produzione, dall’energia ai mangimi, fino al lavoro e agli investimenti per qualità, benessere animale e sostenibilità”, ha spiegato.
Secondo AIC, la questione riguarda una filiera strategica del Made in Italy agroalimentare. Quasi un litro di latte su dieci consegnato in Europa è prodotto in Italia: un dato che conferma il peso degli allevamenti nazionali e la necessità di un prezzo alla stalla equo e coerente con i costi sostenuti dalle imprese. “Il rinvio della produzione eccedente alla trattativa diretta tra produttore e industria – osserva Santoianni – rende ancora più importante rafforzare trasparenza ed equilibrio contrattuale anche fuori dai parametri dell’intesa. Serve quindi un confronto più ampio sulla distribuzione del valore lungo la filiera e sulla tutela delle imprese agricole nei rapporti con la trasformazione”.
“AIC guarda con attenzione a questo percorso ed è pronta a offrire il proprio contributo, con spirito costruttivo. Da questo accordo temporaneo bisognerà partire per costruire una remunerazione più equa e regole più chiare. Senza reddito non c’è futuro per gli allevamenti, né per il presidio produttivo e sociale delle aree rurali”, conclude Santoianni.
