Xi lancia la sfida scientifica della Cina: attiriamo talenti
AskaNews
di admin Administrator  
il 08/07/2026

Xi lancia la sfida scientifica della Cina: attiriamo talenti

Roma, 8 lug. (askanews) – La Cina deve cogliere la finestra aperta dalla mobilità globale dei talenti, attirare giovani ricercatori e gruppi scientifici dall’estero e correggere le inefficienze che ancora frenano il passaggio delle innovazioni dai laboratori al mercato. E’ la sfida lanciata dal presidente Xi Jinping per rafforzare la competitività tecnologica del Paese, mentre si intensifica il confronto internazionale nei settori destinati a determinare i futuri equilibri economici e strategici.

Intervenendo a Pechino davanti alle principali istituzioni scientifiche cinesi, Xi ha indicato il periodo del 15mo piano quinquennale, dal 2026 al 2030, come una fase decisiva per fare della Cina una potenza scientifica e tecnologica. “La forza tecnologica e la capacità di innovazione sono diventate sempre più la competitività fondamentale di un Paese”, ha affermato.

La crescita dell’Intelligenza artificiale, alimentata da dati, capacità di calcolo e algoritmi e sostenuta dai progressi in discipline come le neuroscienze e la matematica, rende la situazione ancora più urgente. Pechino, ha detto Xi, deve “cogliere le opportunità storiche” e accelerare il raggiungimento di un alto livello di autosufficienza scientifica e tecnologica.

Il presidente cinese ha tuttavia riconosciuto apertamente le debolezze dell’ecosistema nazionale dell’innovazione. In alcuni settori, ha osservato, rimangono insufficienti le capacità di produrre innovazioni originali, mentre la struttura dei talenti è squilibrata, l’efficienza degli investimenti scientifici è ancora bassa e diversi ostacoli istituzionali rallentano il progresso.

La nuova offensiva dovrà concentrarsi sui settori di frontiera, tra cui l’Ia, le tecnologie quantistiche e le scienze della vita, ma anche su comparti industriali strategici come i circuiti integrati e la manifattura avanzata. Altri terreni prioritari saranno l’esplorazione degli oceani profondi, dello spazio e del sottosuolo terrestre.

Xi ha chiesto inoltre una strategia di lungo periodo per le grandi infrastrutture scientifiche, per la produzione di strumenti di ricerca avanzati e per la gestione dei dati e delle riviste accademiche. L’Ia dovrà essere applicata in modo sistematico anche alla ricerca scientifica, così da accelerare la formulazione di ipotesi, l’analisi dei dati e la scoperta di nuovi materiali e farmaci.

Uno dei principali problemi resta però la trasformazione dei risultati scientifici in prodotti e attività economiche. “Il basso tasso di conversione dei risultati tecnologici è sempre stato un problema rilevante”, ha ammesso Xi, chiedendo la costruzione di un sistema nazionale per il trasferimento tecnologico.

Il progetto prevede una rete di centri per la verifica dei concetti e di piattaforme sperimentali capaci di accompagnare le invenzioni nelle fasi che precedono la produzione industriale. Anche la gestione finanziaria dovrà essere riformata, in modo che le risorse siano non soltanto investite pienamente, ma anche utilizzate meglio, facendo corrispondere all’aumento dei finanziamenti una maggiore efficienza.

Sul fronte del capitale umano, Xi ha invitato le istituzioni cinesi a “cogliere la finestra della mobilità globale dei talenti”, reclutando in modo più attivo giovani scienziati e gruppi di ricerca provenienti dall’estero. Il presidente ha al tempo stesso chiesto regole etiche chiare per l’Ia e le scienze della vita, insieme a sistemi più efficaci di monitoraggio dei rischi e di risposta alle emergenze, per coordinare lo sviluppo delle tecnologie avanzate con la sicurezza nazionale.

Il programma è stato presentato durante la cerimonia per i Premi nazionali per la scienza e la tecnologia, nella Grande sala del popolo. Xi ha consegnato personalmente il Premio statale per i risultati scientifici e tecnologici di massimo livello per il 2025 a Chen Liquan, pioniere delle batterie al litio, e a Ben De, protagonista dello sviluppo dei radar militari cinesi.

I due scienziati hanno ricevuto cinque milioni di yuan ciascuno, circa 644mila euro. Il riconoscimento, istituito nel 1999 e assegnato ogni anno a un massimo di due persone, rappresenta la più alta onorificenza scientifica della Repubblica popolare.

Chen Liquan, 86 anni, accademico dell’Accademia cinese di ingegneria e ricercatore dell’Istituto di fisica dell’Accademia cinese delle scienze, è stato premiato per avere sviluppato la prima batteria al litio prodotta in Cina e per avere contribuito alla nascita dell’industria nazionale del settore.

Dopo la laurea in fisica nel 1964, Chen si recò nel 1976 come ricercatore ospite all’Istituto Max Planck per la fisica chimica dei solidi in Germania, dove iniziò a studiare le batterie al litio allo stato solido. Tornato in patria, nel 1980 fondò il primo laboratorio cinese dedicato alla ionica dello stato solido.

Le sue ricerche portarono alla realizzazione della prima batteria cinese al litio allo stato solido, della prima linea pilota per la produzione di batterie agli ioni di litio e di materiali catodici come il fosfato di ferro e litio, che contribuirono a superare alcuni dei principali ostacoli brevettuali. Chen ha attribuito il successo dell’industria cinese delle batterie all’importanza assegnata alla ricerca di base, agli investimenti pubblici e privati e alla definizione di una corretta strategia nazionale.

Ben De, ricercatore del gruppo statale China Electronics Technology Group Corporation e membro dell’Accademia cinese di ingegneria, è stato invece premiato per avere posto le basi delle tecnologie radar avanzate del Paese e guidato lo sviluppo dei sistemi cinesi di allerta e sorveglianza aerea, marittima, terrestre e spaziale.

Entrato dopo gli studi nel 14mo Istituto di ricerca di Nanchino, considerato la culla dell’industria radar cinese, Ben lavorò inizialmente sui radar ad antenna a scansione elettronica. Nel 1978, dopo otto anni di ricerche, la Cina divenne il terzo Paese al mondo a sviluppare questa tecnologia.

Ben guidò successivamente il progetto del primo radar aerotrasportato cinese di controllo del tiro a impulsi Doppler, capace di individuare e seguire velivoli in movimento distinguendoli dalle interferenze prodotte dal terreno. Il sistema consentì di dotare i caccia cinesi di capacità di osservazione e ingaggio a lunga distanza considerate essenziali per la modernizzazione dell’aviazione militare.

Nel corso della cerimonia sono stati premiati anche oltre 250 progetti nei campi della chimica, della fisica, dei materiali avanzati, dell’esplorazione mineraria e dell’agricoltura. Tra i vincitori figura un progetto guidato dal matematico Wei Dongyi, docente associato dell’Università di Pechino, che ha ottenuto il secondo premio nella categoria delle scienze naturali.

La mobilitazione annunciata da Xi parte da una base scientifica ormai enorme. Nel 2025 la Cina ha investito quasi 3.930 miliardi di yuan (506 miliardi di euro) in ricerca e sviluppo, l’8,1% in più rispetto all’anno precedente e una somma equivalente al 2,8% del Pil. Nello stesso anno il Paese è entrato per la prima volta tra le prime dieci economie del Global Innovation Index, collocandosi al decimo posto, ed è risultato secondo al mondo per spesa in ricerca e sviluppo e primo per domande di brevetto.

La Cina ospita inoltre 24 dei cento maggiori poli mondiali dell’innovazione, contro i 22 degli Stati Uniti: numeri che spiegano tanto le ambizioni di Pechino quanto l’insistenza di Xi sulla necessità di superare le debolezze ancora esistenti nella ricerca originale e nella capacità di trasformare le scoperte scientifiche in nuove industrie.

[Premiati i pionieri delle batterie al litio e dei radar militari|PN_20260708_00148|sp19| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/07/20260708_205019_44D4FB48.jpg |08/07/2026 20:50:32|Xi lancia la sfida scientifica della Cina: attiriamo talenti|Cina|Estero, Asia]

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