Cogne Acciai Speciali, Lega e Renaissance: «Regione sia protagonista nella risoluzione delle criticità»
I consiglieri dei due movimenti hanno presentato un'interrogazione a risposta immediata in vista del prossimo consiglio regionale e chiesto la convocazione della quarta commissione per audire anche azienda e sindacati
Cogne Acciai Speciali, Lega e Renaissance chiedono che la Regione sia protagonista nella risoluzione delle criticità.
Cogne Acciai Speciali: il caso approda in consiglio regionale
Questo il succo dell’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri di Lega e Renaissance Andrea Manfrin, Corrado Bellora, Simone Perrone ed Eleonora Baccini, in vista del prossimo consiglio regionale.
«Sulla vertenza della Cogne Acciai Speciali non ci si può fermare alle dichiarazioni rassicuranti – spiegano i consiglieri -. Per questo il tema sarà oggetto di approfondimenti in Consiglio. L’obiettivo prioritario è la salvaguardia dell’azienda e dei livelli occupazionali dei circa 1.200 lavoratori coinvolti».
Nell’interrogazione a risposta immediata, Lega e Renaissance chiedono all’assessore Luigi Bertschy di riferire quali azioni concrete il Governo regionale abbia messo in campo per tutelare la Cogne Acciai Speciali, anche alla luce dei recenti sviluppi della vertenza.
Cogne Acciai Speciali: convocata la quarta commissione
Il caso Cogne Acciai Speciali, dopo gli incontri tra assessore e sindacati e tra Giunta e azienda, approderà anche in quarta commissione consiliare su richiesta sempre di Lega e Renaissance, in modo da audire anche azienda e sindacati dopo gli incontri in sede informale.
«Quella della Cogne Acciai Speciali non è una vertenza aziendale come le altre – spiega il capogruppo della Lega Andrea Manfrin -. Parliamo del principale presidio industriale della Valle d’Aosta e di 1.200 famiglie che da settimane vivono nell’incertezza. La nostra Regione può e deve avere un ruolo primario nella composizione della crisi, per garantire livelli occupazionali ed evitare la compressione delle garanzie contrattuali. Le difficoltà aziendali non possono essere scaricate sui lavoratori».
«Ho chiesto la commissione perché su una vicenda di questa portata il confronto istituzionale non può esaurirsi in incontri riservati tra assessorato, azienda e sindacati – aggiunge Simone Perron -. Serve un tavolo aperto, in cui tutte le parti possano essere ascoltate direttamente dai commissari, per costruire insieme le condizioni di una soluzione che tuteli sia la tenuta produttiva dell’azienda sia i diritti e il posto di lavoro di chi ci lavora».
(al.bi.)
