Il caldo pesa sulla spesa di luglio: pomodori all’ingrosso -4%
Roma, 10 lug. (askanews) – Il caldo pesa sui prezzi all’ingrosso e sulla offerta dei prodotti ortofrutticoli. Se da un lato si registra un’accelerazione nei cicli di maturazione, dall’altro si riscontra un più rapido deterioramento dei prodotti, con cali qualitativi su alcune referenze. Ma la contrazione della domanda dovuta alla pausa estiva sta contenendo i listini, garantendo una sostanziale stabilità dei prezzi nonostante le tensioni sul lato dell’offerta. E’ quanto emerge dall’indagine settimanale de La Borsa della Spesa di BMTI e Italmercati.
Nel comparto frutticolo, la campagna delle angurie procede a pieno ritmo con quotazioni in calo del 2,3% rispetto alla scorsa settimana, intorno a 0,50 euro/kg nelle principali piazze e fino a 0,80-1 euro/kg per il prodotto delle zone vocate. I fichi, verdi e neri, hanno preso il posto della varietà Fioroni. La loro domanda è regolare e i prezzi si attestano tra 3 e 3,50 euro/kg. I meloni retati godono di un buon equilibrio tra domanda e offerta, con prezzi tra 0,80 e 1,50 euro/kg a seconda della pezzatura. Le susine sono presenti con diverse varietà, tra cui le prime Goccia d’Oro, con prezzi da 1,50 a 2,00 euro/kg. Le nettarine in lieve calo tra 1,10 e 2,40 euro/kg in base al calibro, più abbondanti delle pesche, che restano invece su prezzi più sostenuti per via di una minore disponibilità.
Sul fronte degli ortaggi, offerta e domanda si attestano entrambe su livelli medio-bassi, garantendo un buon equilibrio generale. I pomodori rossi sono stabili rispetto alla scorsa settimana ma in calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025 grazie ad un aumento della produzione. Questa settimana il Ciliegino si trova intorno a 2,20 euro/kg, il Piccadilly tra 1,50 e 1,70 euro/kg. I cetrioli segnano un lieve rialzo, intorno a 0,90-1,20 euro/kg. Le melanzane si confermano stabili intorno a 1,00-1,20 euro/kg accompagnate da una buona richiesta. Le zucchine con il caldo sono soggette a deformazioni e fitopatologie ma ora i prezzi all’ingrosso restano bassi, tra 0,70 e 1,00 euro/kg. I peperoncini friggitelli, molto richiesti al Centro-Sud, si trovano tra 1,80 e 2,20 euro/kg.
Nel comparto ittico la disponibilità è contenuta, con qualche criticità in particolare sul fronte dei crostacei. Spicca il lanzardo, pesce azzurro di qualità, che torna su prezzi all’ingrosso accessibili, scendendo a 4 euro/kg. Le alici si confermano su quotazioni tra 3 e 5 euro/kg a seconda della pezzatura. Le cozze italiane si mantengono su prezzi regolari, intorno a 3,50 euro/Kg e confermano una ottima qualità. La trota allevata italiana è stabile, con una domanda in leggera crescita. Il granchio blu è disponibile a 2,50-3,50 euro/kg. Le vongole lupino sono stabili, intorno a 5,50 euro/kg, con le pezzature più piccole a partire da 4,50 euro/kg e quelle più grandi a 8,50 euro/kg.
Infine, per quanto riguarda le carni, si conferma la fase ribassista per il prezzo all’ingrosso del quarto anteriore di vitellone, su livelli inferiori a quelli dell’anno precedente, tra 5,99 e 6,09 euro/kg. I prezzi all’ingrosso della carne di pollo e di tacchino confermano i valori della settimana precedente, a fronte di una domanda rallentata dalle elevate temperature. Nel primo caso i prezzi all’ingrosso vanno da 7,70 a 8,10 €/kg mentre si conferma tra 9,30 e 9,70 €/kg il tacchino.
