Franchi tiratori bocciano preferenze ma maggioranza prosegue esame
AskaNews
di admin Administrator  
il 14/07/2026

Franchi tiratori bocciano preferenze ma maggioranza prosegue esame

Roma, 14 lug. (askanews) – La maggioranza e il governo sono stati sconfitti in aula alla Camera sulle preferenze: non è passato a scrutinio segreto per un solo voto (188 no contro 187 sì) l’emendamento a prima firma del capogruppo Fdi Galeazzo Bignami, sottoscritto anche da Noi Moderati e Udc. Nonostante l’annuncio del voto favorevole di Fi e Lega, nonostante l’appello via facebook della premier Giorgia Meloni. Le opposizioni parlano di governo sfiduciato e chiedono alla presidente del Consiglio di salire al Quirinale, il centrodestra forza e procede come da calendario con la seduta notturna con il refrain: il testo resta quello approvato dalla commissione, funziona benissimo.

Sono tra trenta e quaranta i franchi tiratori della maggioranza che affossano la proposta che trasforma le liste bloccate di sei candidati bloccati in liste con il primo candidato bloccato e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze scelte tra sei candidati. “Preferenze fake”, secondo l’opposizione visto che i partiti medio piccoli avrebbero eletto solo i capilista, quindi i candidati decisi dalle segreterie dei partiti. Gli occhi sono puntati sul partito di Antonio Tajani e su quello di Matteo Salvini che fino all’ultimo non hanno voluto siglare l’intesa facendo sì che l’emendamento fosse unitario. Troppe divisioni all’interno delle due forze politiche.

Stamattina l’assemblea del gruppo degli azzurri in modo particolare ha visto Tajani dover rassicurare le donne molto critiche su una proposta che non prevedeva l’obbligo di assicurare la rappresentanza di genere, garantita invece nel listone legato al premio di maggioranza. “Noi siamo stati presentissimi e solidissimi nel voto quindi sicuramente non cercate tra di noi”, si schermisce il presidente dei deputati Fi Enrico Costa. Anche il capogruppo della Lega Riccardo Molinari dice di non aver motivo di pensare ci siano leghisti che hanno tradito e avanza anche il sospetto che i sette esponenti presenti di Futuro Nazionale con Vannacci abbiano votato diversamente da quanto annunciato contro anziché a favore: “Dai conti che abbiamo fatto ballano 31 voti”, spiega. Anche Galeazzo Bignami dice di avere “elementi fondati per ritenere che non sia così”, che non ci siano franchi tiratori in Fdi. Ma il numero dei voti mancanti sono così tanti da far ritenere che ad affossare la norma sia stato un fronte trasversale alla coalizione.

Dopo la bocciatura dell’emendamento, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, accoglie la richiesta delle opposizioni di una conferenza dei capigruppo ma la riunione non cambia il timing. Per la maggioranza e per la terza carica dello Stato si può procedere. “Portiamo a termine il provvedimento e poi dopo faremo un punto su tutto”, spiega Bignami. “Confidiamo di portare a termine la riforma nei tempi previsti”, aggiunge.

Ma alla ripresa dei lavori, alle 21,30 le opposizioni non rinunciano alla battaglia intervenendo a raffica e impedendo successive votazioni. Nel mirino degli interventi anche le dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa che fa sapere come al Senato, dove non c’è il voto segreto, si possano introdurre le preferenze. “Il presidente del Senato La Russa interviene per dire che il Senato correggerà la norma. È arbitro o giocatore?”, si chiede Angelo Bonelli ricordandogli “che non è capogruppo di Fdi ma è presidente del Senato e non può fare affermazioni di questo genere e deve avere rispetto della Camera”.

[Opposizioni: “Forzatura, non si può far finta di nulla”. La Russa: Senato correggerà|PN_20260714_00141|in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/07/20260714_224106_29CEF965.jpg |14/07/2026 22:41:18|Franchi tiratori bocciano preferenze ma maggioranza prosegue esame|L. elettorale|Politica]

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