Legge elettorale, Meloni sfida le opposizioni: su preferenze ci si metta la faccia. Ma il voto resta segreto
Roma, 14 lug. (askanews) – Il voto finale sulla legge elettorale sarà a scrutinio segreto. Lo ha annunciato il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli in aula. A fronte della richiesta arrivata dalle opposizioni, Rampelli ha spiegato che saranno votati a scrutinio segreto tutti gli emendamenti con i requisiti previsti dal regolamento della Camera – un centinaio secondo quanto si apprende – e anche il voto finale.
Non accolta la richiesta fatta via social alle opposizioni dalla premier Giorgia Meloni, che in un post su Facebook aveva chiesto: “Le opposizioni non chiedano il voto segreto sull’emendamento di maggioranza che introduce le preferenze nella legge elettorale all’esame dell’aula della Camera”. “L’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”, afferma nel post la presidente del Consiglio.
“Oggi pomeriggio – scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto”.
