Il moderno fiasco da “Unlitro” di Ampeleia festeggia 15 vendemmie
Milano, 15 lug. (askanews) – “Unlitro” di Ampeleia compie quindici vendemmie. Il rosso Igt Toscana nato nel 2011 nell’azienda di Roccatederighi (Grosseto) raggiunge questo traguardo mantenendo il formato da un litro con cui era stato pensato fin dall’inizio, legato all’idea di un vino quotidiano, conviviale e immediato. Prodotto oggi in circa 150mila bottiglie l’anno, “Unlitro” nasce da un blend di Alicante Nero, Sangiovese, Mourvedre e Alicante Bouschet. Le uve provengono dalle vigne più giovani dell’azienda, situate nelle zone più vicine al mare, nell’Alta Maremma Toscana, in modo da mantenere insieme una scelta stilistica precisa e un legame diretto con il territorio da cui nasce.
“Questo vino è nato dall’idea di rivalorizzare il concetto di vino quotidiano, accessibile, che potesse riprendere il concetto della caraffa da un litro di uso comune sulle tavole italiane, in una versione che riflettesse il carattere nostro e del posto dove siamo. La sfida è unire l’animo leggero che deve avere questo vino senza finire nella banalità e nella superficialità” spiega il vignaiolo e responsabile aziendale, Marco Tait.
“Unlitro” nasce come rilettura contemporanea del formato tradizionale del fiasco: un rosso di pronta beva, pensato per la tavola e per la condivisione, senza rinunciare a una filiera pulita, a uve sane e a un metodo di lavoro rigoroso. Dietro questa immediatezza c’è una vinificazione costruita con attenzione, che unisce pressa diretta e brevi macerazioni per preservare l’integrità del frutto e l’identità del terroir. L’obiettivo è restituire un vino scorrevole, concepito prima di tutto per essere stappato con facilità.
“Mi rende orgoglioso vedere l’effetto che fa sulle persone, quando vedo le facce di chi lo assaggia, capire che siamo riusciti a portare un messaggio che rompeva un po’ quel modo troppo serioso di fare vino. ‘Unlitro’ ha questo ruolo sociale sulla tavola che parte soprattutto da una condivisione di valori dentro la vigna” racconta Tait, sottolineando che “dietro ci sono tante persone nascoste ma che hanno un grande valore, che apportano tutta l’anima spensierata e allegra che ha dentro, a tutta la comunità di questo vino: tanti nomi e tante storie”.
Ampeleia è nata da un progetto avviato nel 2000 e insediato qui nel 2002, quando Elisabetta Foradori e Giovanni Podini affidarono l’azienda all’allora ventiduenne Tait. La Tenuta si estende su 120 ettari, di cui 35 vitati e gli altri a bosco, seminativo, oliveto, orto e aree per gli animali. I vigneti sono distribuiti in quattro corpi separati tra 250 e 550 metri di altitudine, nel Geoparco Unesco delle Colline Metallifere. La prima vendemmia biologica certificata risale al 2012 e la prima biodinamica l’anno successivo. Nel tempo l’identità produttiva di Ampeleia si è concentrata soprattutto sul Cabernet Franc, accanto a varietà mediterranee come Alicante Nero, Mourvedre, Carignano, Trebbiano Toscano, Malvasia e Ansonica.
Il raggiungimento della quindicesima vendemmia, senza cambiare formato né impostazione, segna la continuità di un progetto che nel tempo si è ritagliato uno spazio riconoscibile nel panorama del vino toscano. In questo equilibrio tra semplicità dichiarata e rigore produttivo, “Unlitro” continua a rappresentare una delle etichette con cui la Cantina maremmana interpreta la propria idea di vino quotidiano.
