A Trevignano Romano progetto sperimentale idrocolonterapia in case riposo
Roma, 17 lug. (askanews) – La Federazione Sanità Conf.e.p.i. annuncia l’avvio del primo progetto sperimentale dedicato alla valutazione dei benefici dell’idrocolonterapia negli ospiti di strutture residenziali assistenziali (RSA), un’iniziativa che prenderà il via presso la Casa Sabate di Trevignano Romano. L’iniziativa nasce dalla convinzione che il benessere intestinale rappresenti uno dei pilastri fondamentali della salute generale della persona, in particolare nei soggetti anziani, nei quali problematiche quali stipsi cronica, rallentato transito intestinale, gonfiore addominale e difficoltà digestive incidono in modo significativo sulla qualità della vita, sul benessere psicofisico e, più in generale, sullo stato di salute.
Lo studio – si spiega in una nota – avrà l’obiettivo di valutare, attraverso un protocollo osservazionale, gli effetti del miglioramento della funzionalità intestinale sul benessere complessivo degli ospiti, raccogliendo dati clinici utili a definire future strategie di prevenzione e assistenza. Per questo progetto è stata scelta una tecnologia di ultima generazione, considerata tra le più evolute oggi disponibili per l’idrocolonterapia. Il dispositivo utilizzato appartiene alla Classe I dei dispositivi medici, caratterizzata da un profilo di rischio inferiore rispetto ai dispositivi di Classe IIb tradizionalmente impiegati per trattamenti analoghi, consentendo procedure non invasive, controllate e orientate alla massima sicurezza per il paziente.
La scelta di questa tecnologia rappresenta un preciso indirizzo della Federazione Sanità Conf.e.p.i.: promuovere l’innovazione solo quando questa sia accompagnata da elevati standard di sicurezza, qualità e tutela della persona. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione tra la Federazione Sanità Conf.e.p.i., la Casa Sabate e Natural Life Style, produttore del sistema impiegato nello studio, e si inserisce in un più ampio percorso di confronto istituzionale volto a sviluppare modelli innovativi di prevenzione e promozione della salute.
L’obiettivo della Federazione è quello di costruire, insieme alla Regione Lazio, un progetto pilota che possa essere valutato e, qualora i risultati confermino l’utilità del percorso, esteso progressivamente alle altre case di riposo del territorio regionale, per poi diventare un modello replicabile anche nelle altre regioni italiane. La prevenzione rappresenta oggi una delle principali sfide del sistema sanitario. Intervenire precocemente sui disturbi intestinali significa non soltanto migliorare la qualità della vita delle persone, ma anche favorire condizioni generali di salute più stabili, riducendo il rischio di complicanze correlate alla stipsi cronica e ad altre alterazioni della funzionalità intestinale.
L’impegno della Federazione Sanità Conf.e.p.i. – prosegue il comunicato – rimane quello che da sempre ne guida l’azione: mettere il cittadino al centro, promuovendo progetti concreti, scientificamente fondati e orientati alla prevenzione, all’innovazione e al miglioramento continuo dell’assistenza. Come già illustrato nel materiale informativo predisposto per le famiglie, lo studio mira a valutare eventuali miglioramenti nella regolarità intestinale, nella riduzione della stitichezza e del gonfiore addominale, nella digestione, nel comfort generale e nella qualità della vita degli ospiti, nel pieno rispetto della sicurezza, della volontarietà della partecipazione e della tutela della privacy.
“Crediamo che una sanità moderna debba investire sempre di più nella prevenzione e nella qualità della vita delle persone. Questo progetto rappresenta un primo passo verso un nuovo modello assistenziale che mette realmente il cittadino al centro e che auspichiamo possa diventare un riferimento per tutte le case di riposo del Lazio e, successivamente, dell’intero Paese”, dichiara la dott.ssa Paola Marchetti, Presidente Federazione Sanità Conf.e.p.i.

