Da Saint-Barthélemy alla rivista Nature: l’osservazione della luna di Giove che apre nuove prospettive alla missione spaziale Juice
SCIENZA
di Fausto Vassoney  
il 24/07/2026

Da Saint-Barthélemy alla rivista Nature: l’osservazione della luna di Giove che apre nuove prospettive alla missione spaziale Juice

Il satellite gioviano Callicore è stato captato a dicembre dai ricercatori dell'Osservatorio Astronomico di Lignan

Da Saint-Barthélemy alla rivista Nature: l’osservazione della luna di Giove che apre nuove prospettive alla missione spaziale Juice

Il satellite gioviano Callicore è stato captato a dicembre dai ricercatori dell’Osservatorio Astronomico di Lignan.

La scoperta compiuta all’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy

Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 dicembre 2025, il direttore della Fondazione Clément Fillietroz Jean-Marc Christille e il tecnologo Stefano Sartor, sono riusciti a registrare l’interruzione nella luminosità di una stella lontana dovuta proprio al transito davanti ad essa del satellite Callicore.

L’osservazione è stata effettuata attraverso l’impiego di tre telescopi: quello principale da 880 mm e due minori da 400 mm.

Per permettere l’osservazione più accurata, è stato sviluppato un algoritmo che ha permesso di calcolare le condizioni con migliori probabilità di osservazione e coordinare al meglio le rilevazioni dei tre telescopi.

 

Sophie Domaine, Renzo Testolin e Jean-Marc Christille alla conferenza di presentazione della scoperta scientifica

Cos’è Callicore

Callicore è un satellite di Giove dal diametro di circa 4 chilometri, appartenente al gruppo di Carme.

Le sue dimensioni e la sua orbita retrograda (che lo definisce come satellite irregolare), rendono le osservazioni e le parametrazioni particolarmente complesse.

Ecco perché l’osservazione compiuta dalla struttura di Saint-Barthélemy risulta particolarmente preziosa, nonché rara.

Un’osservazione di portata internazionale

«È un po’ come osservare dalla Valle d’Aosta una moneta da 2 euro passare davanti a una lampadina da 70 Watt, per la durata di 0,2 secondi».

Così Jean-Marc Christille sintetizza in termini più accessibili la portata dell’osservazione del satellite gioviano Callicore, compiuta a dicembre dall’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy.

Grazie all’osservazione compiuta in Valle d’Aosta, che ha messo a disposizione dati molto più precisi rispetto ai quelli disponibili su caratteristiche e orbita di Callicore, si è potuto sviluppare uno studio internazionale.

Lo studio è stato coordinato dal ricercatore dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia a Granada Juan Luis Rizos e ha coinvolto anche il celebre telescopio orbitante Hubble e il Gran Telescopio Canarias, il più grande fra i telescopi terrestri attualmente in funzione.

L’ipotesi di flyby del satellite di Giove

Con questi dati si apre ora la possibilità di intraprendere una manovra di osservazione ravvicinata di Callicore: se l’Esa darà il suo benestare, la missione Juice – lanciata nel 2023 – potrà effettuare una variazione alla traiettoria originariamente immaginata, per sorvolare il satellite gioviano attraverso quello che viene definito un flyby.

«L’ultima parola spetterà all’Agenzia Spaziale – spiega Christille – che deciderà se prendere in carico questo flyby. Il risultato, in caso positivo, saranno immagini ad altissima risoluzione di questo satellite».

La pubblicazione su Nature Astronomy

Le osservazioni e gli studi portati avanti dai ricercatori valdostani in cooperazione con un team internazionale sono stati condensati in un articolo, del quale Rizos è autore e Christille e Sartor risultano tra i coautori, che venerdì 24 luglio è stato pubblicato sulla rivista Nature Astronomy.

Il titolo della pubblicazione comparsa sul prestigioso magazine di astrofisica è “Kilometre-scale Jovian moon characterized for a potential JUICE flyby”.

Un successo per tutta la Valle d’Aosta

«Si tratta di un bellissimo risultato per la Valle d’Aosta – prosegue Christille -. Dobbiamo sentire tutti questo traguardo come nostro. Un ringraziamento va a tutti i tecnici e il personale, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile».

Soddisfazione anche da parte del presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin, che a margine della presentazione della scoperta scientifica ha sottolineato: «Questo evento dà lustro alla Fondazione Fillietroz, che nel prossimo futuro continuerà a tracciare un percorso importante nello sviluppo della ricerca in Valle d’Aosta».

Le considerazioni non possono che essere positive anche da parte di Sophie Domaine, presidente della Fondazione: «La pubblicazione su Nature è un riconoscimento di straordinario valore, che testimonia anni di lavoro, impegno ed eccellenza della Fondazione».

(f.vassoney)

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