Da Saint-Barthélemy alla rivista Nature: l’osservazione della luna di Giove che apre nuove prospettive alla missione spaziale Juice
Il satellite gioviano Callicore è stato captato a dicembre dai ricercatori dell'Osservatorio Astronomico di Lignan
Da Saint-Barthélemy alla rivista Nature: l’osservazione della luna di Giove che apre nuove prospettive alla missione spaziale Juice
Il satellite gioviano Callicore è stato captato a dicembre dai ricercatori dell’Osservatorio Astronomico di Lignan.
L’osservazione compiuta all’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy
Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 dicembre 2025, il direttore della Fondazione Clément Fillietroz Jean-Marc Christille e il tecnologo Stefano Sartor, sono riusciti a registrare l’interruzione nella luminosità di una stella lontana dovuta proprio al transito davanti ad essa del satellite Callicore.
L’osservazione è stata effettuata attraverso l’impiego di tre telescopi: quello principale da 810 mm e due minori da 400 mm.
Per permettere un’osservazione più accurata, è stato inoltre sviluppato un algoritmo che ha consentito di coordinare e ottimizzare le rilevazioni dei tre telescopi, in assenza di una fotocamera dedicata alla registrazione di un evento di tale rapidità.
Sophie Domaine, Renzo Testolin e Jean-Marc Christille alla conferenza di presentazione della scoperta scientifica
Cos’è Callicore
Callicore è un satellite di Giove dal diametro di circa 4 chilometri, appartenente al gruppo di Carme.
Le sue dimensioni e la sua orbita retrograda (che lo definisce come satellite irregolare), rendono le osservazioni e le parametrazioni particolarmente complesse.
Ecco perché l’osservazione compiuta dalla struttura di Saint-Barthélemy risulta particolarmente preziosa, nonché rara.
Un’osservazione di portata internazionale
«È un po’ come osservare dalla Valle d’Aosta una moneta da 2 euro passare davanti a una lampadina da 70 Watt in Groenlandia, per la durata di 0,2 secondi».
Così Jean-Marc Christille sintetizza in termini più accessibili la portata dell’osservazione del satellite gioviano Callicore, compiuta a dicembre dall’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy.
L’osservazione effettuata in Valle d’Aosta, che ha messo a disposizione dati molto più precisi rispetto ai quelli già disponibili su caratteristiche e orbita di Callicore, è parte di un importante studio internazionale.
Lo studio è stato coordinato dal ricercatore dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia a Granada Juan Luis Rizos e ha coinvolto il riercatore dell’Inaf di Roma Pasquale Palumbo, ma anche il celebre telescopio orbitante Hubble e il Gran Telescopio Canarias, il più grande fra i telescopi terrestri attualmente in funzione.
La dimensione internazionale del progetto rende ancora più rilevante il risultato valdostano: tra tutti gli osservatori allertati per l’occasione in varie parti del mondo, infatti, l’OaVdA è stato l’unico a rilevare l’occultazione che rivela la presenza di Callicore.
L’ipotesi di flyby del satellite di Giove
Con questi dati, si apre ora la possibilità di intraprendere una manovra di osservazione ravvicinata di Callicore: se l’European Space Agency darà il suo benestare, la missione Juice – lanciata nel 2023 – potrà effettuare una variazione alla traiettoria originariamente immaginata, per sorvolare il satellite gioviano attraverso quello che viene definito un flyby.
«L’ultima parola spetterà all’Agenzia Spaziale – spiega Christille – che deciderà se prendere in carico questo flyby. Il risultato, in caso positivo, saranno immagini ad altissima risoluzione di questo satellite».
La pubblicazione su Nature Astronomy
Le osservazioni e gli studi portati avanti dai ricercatori valdostani in cooperazione con il team internazionale sono stati condensati in un articolo, del quale Rizos è autore e Christille e Sartor risultano tra i coautori, che venerdì 24 luglio è stato pubblicato sulla rivista Nature Astronomy.
Il titolo della pubblicazione comparsa sul prestigioso magazine di astrofisica è “Kilometre-scale Jovian moon characterized for a potential JUICE flyby”.
Un successo per tutta la Valle d’Aosta
«Si tratta di un bellissimo risultato per la Valle d’Aosta – prosegue Christille -. Dobbiamo sentire tutti questo traguardo come nostro. Un ringraziamento va a tutti i tecnici e il personale, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile».
Soddisfazione anche da parte del presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin, che a margine della presentazione del risultato scientifico ha sottolineato: «Questo evento dà lustro alla Fondazione Fillietroz, che nel prossimo futuro continuerà a tracciare un percorso importante nello sviluppo della ricerca in Valle d’Aosta».
Le considerazioni non possono che essere positive anche da parte di Sophie Domaine, presidente della Fondazione: «La pubblicazione su Nature è un riconoscimento di straordinario valore, che testimonia anni di lavoro, impegno ed eccellenza della Fondazione».
(f.vassoney)
