Aymavilles, lezione di educazione civica al distributore di benzina: ragazzi imbrattano e poi ripuliscono la colonnina
I due ragazzi intenti a ripulire il piazzale del distributore di Aymavilles
Persone e storie
di Cinzia Timpano  
il 09/09/2026

Aymavilles, lezione di educazione civica al distributore di benzina: ragazzi imbrattano e poi ripuliscono la colonnina

La curiosa vicenda è accaduta nei giorni scorsi al distributore di benzina gestito da Alessandro Chenal

Aymavilles, Lezione di educazione civica al distributore di benzina: ragazzi imbrattano e poi ripuliscono la colonnina.

«A questa età, riconoscere i propri errori è un buon punto di partenza, perciò tanto di cappello a questi ragazzi e alle loro famiglie».

Alessandro Chenal, titolare di Cheny Car ad Aymavilles

Ne è fermamente convinto Alessandro Chenal, classe 1978 che da dieci anni gestisce Cheny car, il distributore di benzina di Aymavilles e suo malgrado protagonista, nei giorni scorsi, di una speciale lezione di educazione civica.

La vicenda che raccontiamo qui sotto ci ha incuriosito e, saputi i dettagli, Aostanews.it ha deciso di raccontarla.

Il rifornimento e la bravata

Sabato 29, intorno alle 10-45 – come poi hanno rivelato le telecamere – una macchina dei coscritti fa sosta per il rifornimento. Sosta con ragazzata annessa, visto che due ragazzi hanno pensato di imbrattare con alcune scritte la colonnina.
Nel pomeriggio, il gestore se n’è accorto e non è stato difficile risalire ai responsabili con l’aiuto del filmato registrato dalla telecamera.

Così – via social – l’appello ai giovani di presentarsi – armati di materiale per le pulizie e rimediare alla marachella.

Lunedì 7 settembre – data ultimatum fissata da Alessandro – i giovani responsabili si sono presentati da Cheny Car, hanno chiesto scusa e hanno ripulito la scritta sulla colonnina e, come suggerito dal gestore dell’impianto, hanno tirato a lucido anche il grande piazzale.
Così, dopo aver documentato il danno, Alessandro ha anche documentato il lieto fine esaltando il comportamento dei ragazzi.

La pulizia di colonnina e piazzale

I ragazzi impegnati a pulire

«Alle 8 del mattino erano qui, pronti a recuperare la cavolata fatta – spiega Chenal -.
A quell’età le cavolate si fanno ma rimediare e imparare dai propri errori è la scelta giusta. E posso assicurare che mi sono ritrovato davanti a ragazzi ben educati che mi hanno ringraziato per aver dato loro l’opportunità di rimediare.

Un po’ mi spiace per l’ondata di commenti spiacevoli dai soliti leoni da tastiera che hanno offeso e generalizzato sui giovani e sull’educazione delle famiglie. Io penso che sia più costruttivo prendersi una ramanzina e imparare qualcosa piuttosto che minacciare denunce e gettare via soldi per avvocati. Mentre pulivano ho chiesto loro se si sentissero un po’ sfigati e hanno risposto sì. E invece io ho detto loro che tutto erano, fuorchè sfigati, che stavano facendo la cosa giusta, mostrando di essere uomini veri che si erano assunti le proprie responsabilità. Devo dire che hanno tirato a lucido il piazzale e alla fine erano soddisfatti».

Un’altra bravata due anni fa

Chenal racconta una analoga ‘bravata’ che gli è capitata due anni fa.

Sempre al distributore, qualcuno gli ha rubato un vaso di fiori. Dalla telecamera, Chenal è risalito alla targa dell’auto e di lì al proprietario, risultato essere un medico sessantenne di Torino. Ma le immagini non mostravano certo un sessantenne intento a caricare sull’auto un vaso di fiori…

«Così ho rintracciato il dottore che ha riconosciuto nel figlio il responsabile. Si è offerto di effettuare un immediato bonifico ma io ho rifiutato e ho preteso che fosse il ragazzo stesso a tornare ad Aymavilles e riportarmi il vaso.
Ovviamente non era certo per il valore, una pianta che ormai dopo tre giorni era secca contenuta in un vaso di plastica da pochi euro, il valore è stato rimediare. E anche in quell’occasione, il ragazzo ha ringraziato, così come io ho ringraziato il papà per averlo obbligato ad assumersi le proprie responsabilità».

Un brindisi ai coscritti

«Io non voglio prendere titoli o meriti che non mi spettano, non sono un educatore, sono un genitore anche io e anche io sono stato un ragazzo che ha fatto le sue bravate.
Sono convinto che accogliere la bravata e offrire l’occasione per porre rimedio sia stata la strada giusta – spiega Chenal -. Certamente, con una consapevolezza in più: quella di aver divertito qualche amico con quella scritta sulla colonnina ma poi, aver avuto l’approvazione di tantissime persone per essersi comportati con responsabilità e ripulito con impegno.
Ora non mi rimane che brindare ai giovani e ai coscritti con la bottiglia che mi hanno offerto insieme alle loro scuse» conclude.

(c.t.)