Boom di accessi al pronto soccorso: l’Unità di crisi valuta la riduzione dell’attività chirurgica non urgente
Per gestire il sovraffollamento degli ultimi giorni, al Parini si ipotizza la messa in atto di nuove misure
Boom di accessi al pronto soccorso: l’unità di crisi valuta ulteriori misure.
Per gestire il sovraffollamento degli ultimi giorni al Parini, si ipotizza la riduzione dell’attività chirurgica programmata non urgente.
Riunita l’unità di crisi per la gestione dell’emergenza
In seguito all’elevato numero di accessi al pronto soccorso dell’ospedale Parini di Aosta, che ha interessato la struttura nelle ultime giornate l’azienda Usl fa sapere che si è riunita oggi l’Unità di crisi.
L’Unità ha il compito di valutare la situazione emergenziale per predisporre eventuali misure che possano migliorarne la gestione.
I numeri attuali
Nonostante lo sforzo di tutti i reparti e la rete aziendale, permane al Parini una situazione di sovraffollamento.
In particolare – fa sapere l’Usl – alle 15.15 di oggi (mercoledì 29 luglio), il totale di letti occupati è di 331.
Una situazione che rende complesso garantire il turnover e la disponibilità di nuovi posti per chi necessita il ricovero (ieri sono stati 11).
La maggior parte delle persone che accedono in queste ore al pronto soccorso, si apprende, corrisponde ad anziani con riacutizzazioni di patologie croniche e da persone colpite da condizioni tipiche del periodo estivo (disidratazione, colpi di calore).
Si valutano nuove misure per la gestione dell’emergenza
«Per garantire l’attività chirurgica non differibile destinata ai pazienti con patologie oncologiche, alle urgenze e ai traumi maggiori, l’Unità di crisi sta valutando un’ulteriore riduzione dell’attività chirurgica programmata non urgente, misura che consentirebbe di liberare ulteriori posti letto e risorse assistenziali da destinare ai pazienti più critici», comunica l’Usl.
Una possibile soluzione che tuttavia «comporterebbe inevitabilmente un ulteriore allungamento dei tempi di attesa per interventi già programmati», di cui l’0azienda fa sapere di essere «pienamente consapevole».
Ecco perché «ogni eventuale misura sarà adottata esclusivamente per il tempo strettamente necessario e sarà costantemente rivalutata dall’Unità di crisi», prosegue la nota.
Le parole del direttore sanitario Mauro Occhi
Sul tema si è espresso Mauro Occhi, direttore sanitario dell’Usl, che ha sottolineato: «La costituzione di un Unità di Crisi significa l’istituzione del coordinamento centrale unico tra decisori e il personale operativo. Si tratta di una misura utile all’assunzione di decisioni rapide finalizzate a gestire le risorse disponibili e ad impartire comunicazioni necessarie per fronteggiare la situazione di crisi. Attorno alle necessità del Pronto Soccorso, coinvolge tutte le risorse, ospedaliere ed extraospedaliere, incluse le possibilità di assistenza a domicilio.».
Poi ha aggiunto: «Tutto questo non eviterà purtroppo le attese ai pazienti che si presentano con le patologie di minore gravità, ma assicura che lo sforzo del personale sia diretto verso le priorità e che i dati provenienti dalle sale del Pronto Soccorso vengano rapidamente convogliati verso chi può sostenerne lo sforzo anche dall’esterno. La pressione sugli operatori è in questo momento straordinaria e straordinario è il carattere da loro dimostrato in questi frangenti».
L’invito a rivolgersi al pronto soccorso solo per reali emergenze
Contestualmente l’Usl ha rinnovato l’invito ai cittadini a rivolgersi al pronto soccorso «esclusivamente in presenza di reali condizioni di urgenza-emergenza», dando priorità ai servizi sanitari territoriali.
Si invita, inoltre, a prestare particolare attenzione alle persone anziane e fragili, mantenendo una corretta idratazione e cercando di rimanere in ambienti freschi.
(re.aostanews.it)
