Aosta, sondaggio supermercato Quartiere Dora: 84% è contrario
Su 1.078 rispondenti alle domande del questionario di Confcommercio, solo l',8,3% si dichiara favorevole
L’84% dei rispondenti al questionario promosso da Confcommercio sulla Variante PUD Quartiere Dora è contraio alla realizzazione di un supermercato (e centro sanitario). Lo rileva la stessa associazione dei commercianti.
Il risultato ![]()
Il report di analisi sui risultati della consultazione conferma una posizione prevalentemente contraria al progetto di un nuovo supermercato nel quartiere Dora. Su tutte le domande chiuse sono state raccolte 1.078 risposte.I numeri principali
- 84,1% dei rispondenti è contrario all’intervento; solo l’8,3% si dichiara favorevole.
- 80,5% prevede un impatto negativo sui negozi di vicinato, con il 68,7% che lo definisce “molto negativo”.
- 79,4% considera l’intervento sproporzionato rispetto al contesto del quartiere.
- 98,1% dichiara di essere consapevole della presenza, a poche centinaia di metri, di altre strutture commerciali di media dimensione già operative.
- 83,9% chiede una valutazione di impatto ambientale o strategica prima dell’approvazione definitiva.
- 86,2% richiede una normativa regionale specifica, più stringente nel 74,1% dei casi.
- 61,5% indica gli spazi verdi e i parchi pubblici come priorità assoluta per il futuro del quartiere; il 76,2% preferisce soluzioni orientate al verde (parco pubblico o mix verde-servizi).
- 83,9% teme criticità sulla viabilità e il traffico; il 62,6% segnala il disturbo delle attività di carico/scarico e raccolta rifiuti.
Il report evidenzia inoltre come la partecipazione abbia una dimensione non solo cittadina ma anche regionale: il 42,7% dei rispondenti risiede ad Aosta, il 16,5 % nel quartiere Dora e il 29,6% in altri comuni valdostani.
Confcommercio: tutelare il lavoro di vicinato ascoltando il territorio
“Il nostro mandato è tutelare il commercio valdostano a partire dal più ‘piccolo’ esercente, non certo quello di schierarci a favore o contro singoli operatori economici – spiega il presidenet Graziano Dominidiato -. I risultati di questo questionario confermano quanto Confcommercio sostiene da tempo: il territorio non ha bisogno di nuove grandi superfici commerciali, ma di politiche che tutelino il commercio di vicinato e la vitalità dei quartieri. L’84,1% di contrarietà e l’80,5% di preoccupazione per l’impatto sui negozi di prossimità sono dati che le istituzioni non possono ignorare. Chiediamo che la città di Aosta apra un confronto serio con i cittadini e con le categorie economiche prima di ogni decisione definitiva. L’intento dell’Associazione non ha mai avuto un fine polemico, ma quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, gli abitanti del quartiere e i decisori politici regionali e comunali sulle criticità legate all’apertura di spazi commerciali di medie dimensioni. Questo impegno non ha a che vedere con schieramenti politici, presunti interessi privati dell’Associazione o qualsiasi altra finalità di parte, ma si inserisce in un percorso coerente avviato già a partire dal 2012 con la realizzazione dei supermercati nella zona di Sarre, proseguito con Saint-Christophe e successivamente con Villeneuve e proseguirà qualora venissimo a conoscenza di altri spazi da dedicare a medie e grandi superfici di vendita. L’unico intento è sempre stato quello di far comprendere come l’espansione di queste superfici danneggi il commercio attuale, dal più piccolo al più grande esercizio”.
Cosa dice la Legge
L’Associazione richiama anche l’attenzione a quanto riportato all’articolo 4 della Legge regionale del 17 giugno 2026, n. 10, che “consente alla Regione e ai Comuni, senza operare discriminazioni tra operatori commerciali, di limitare l’insediamento di alcune attività commerciali in aree determinate e, d’intesa con le associazioni degli operatori, di adottare misure per tutelare e valorizzare gli esercizi di vicinato e le botteghe artigiane qualificati sotto il profilo storico-culturale o commerciale rimarcando che la politica può grazie a questo riferimento di legge iniziare a porre un freno all’espansione di questa tipologia di attività”.
(re.aostanews.it)


