Marianna Giglio Tos, stregata dal Castello di Issogne: da Ivrea alla corte del Melograno
La scrittrice Marianna Giglio Tos racconta la sua passione, eporediese di nascita con il maniero nel cuore, l’autrice è anche nel gruppo storico
L’amore per il castello di Issogne e in generale per la Valle d’Aosta è una delle passioni principali di Marianna Giglio Tos, eporediese di nascita rimasta letteralmente incantata dopo il primo incontro avuto con il maniero della famiglia Challant.
Fotografa e scrittrice, Giglio Tos fa anche parte del gruppo storico Château d’Issogne e ha appena dedicato un’opera letteraria incentrata sull’antico monumento.
Di pietra e di sogno. Tempo di storie al Castello di Issogne
Di pietra e di sogno. Tempo di storie al Castello di Issogne (Neos Edizioni) è il nuovo romanzo della scrittrice e segue il filone inaugurato con il precedente L’antica fiamma (Pedrini Edizioni, 2021).
Un amore, quello per il maniero di Issogne, nato dopo che Marianna aveva realizzato un set per la sua altra grande passione, ossia la fotografia, nel settembre 2019.
«Sono stata stregata dal castello di Issogne fin dalla prima volta che l’ho visto, devo ammetterlo. Dovevo realizzare un set fotografico per una guida tascabile e una volta giunta nel cortile del melograno ho montato il mio obiettivo e iniziato a fare le foto».
«Ebbene, sono rimasta davvero colpita e affascinata da uno dei quattro draghi al culmine della fontana nel cortile. Da questi dettagli e dalla successiva visione degli affreschi che ricoprono le facciate interne ho deciso di approfondire sempre più la storia e le vicende del castello. Il mio amore per le rievocazioni storiche, oltre che per l’epoca medievale, hanno poi fatto il resto» racconta.
La ricerca sui costumi dell’epoca
L’autrice è molto attenta alla ricostruzione dei costumi e delle abitudini del tempo e per la scrittura del suo romanzo storico, così come quello precedente, si è basato su tre libri in particolare.
«Mi sono stati estremamente utili il testo di Omar Borettaz sui graffiti del castello di Issogne, gli studi effettuati da Sandra Barbieri per il restauro delle mura interne e i Computa Sancti Ursi a cura di Orphée Zanolli».
«Le opere in questione sono state fondamentali per potermi informare anche su Bianca Maria Gaspardone, ossia la prima moglie di Réné de Challant, protagonista del mio primo libro dedicato al castello di Issogne nonché personaggio che ho voluto rappresentare nelle rievocazioni storiche. Mi sono innamorata di lei e delle sue vicende e ho commissionato a due bravissime sarte di Ivrea la realizzazione dell’abito con cui ancora oggi sfilo, il più possibile fedele a quello medievale. Mi sono basata sul ritratto più famoso della contessa, ossia l’affresco dipinto a Bernardo Luini nella Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore a Milano» spiega.
Un ciclo narrativo
La grande passione per il castello e il Medioevo, oltre che per il territorio valdostano in generale, hanno già dato nuovi stimoli a Marianna, che ha in mente un vero e proprio ciclo narrativo.
«Per quanto ami il personaggio di Bianca Maria, devo ammettere che lei rappresenta solo un pezzetto minuscolo racchiuso nella centenaria storia del magnifico castello di Issogne. Vorrei continuare a fare un ciclo letterario dedicato al maniero e ho già in mente nuove idee, la mia grande fortuna è che quando trovo qualcosa che mi affascina la scrittura mi arriva quasi di getto» svela l’autrice.
(mattia pramotton)
