Geenna: respinta la richiesta di indennizzo per ingiusta detenzione di Marco Sorbara
Il consigliere regionale, assolto in via definitiva dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, aveva chiesto 516 mila euro
La richiesta di indennizzo per ingiusta detenzione di Marco Sorbara, consigliere regionale arrestato nel 2019 nell’ambito dell’inchiesta Geenna è «infondata». Lo ha stabilito la quarta sezione penale della corte d’appello di Torino, che ha rigettato la richiesta di Sorbara, che aveva chiesto 516 mila euro.
Respinta la richiesta di indennizzo di Marco Sorbara
Il 23 gennaio 2019, Sorbara era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Torino sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, era rimasto in carcere fino all’agosto dello stesso anno, per poi essere posto ai domiciliari.
Era stato condannato in primo grado a 10 anni di carcere, per poi essere assolto in appello. Il verdetto era stato confermato dalla cassazione a gennaio 2023.
Per i giudici torinesi, «la sentenza assolutoria della Corte d’Appello» non ha «escluso il verificarsi di certi accadimenti storici» e non ha smentito gli elementi di prova utilizzati dal gip nell’adozione della misura cautelare.
In particolare, i giudici fanno riferimento alla frequentazione con Antonio Raso. Il ristoratore aostano è in attesa del terzo processo d’appello, dopo che la cassazione ha annullato la sentenza dell’appello bis, disponendo un nuovo giudizio a Torino.
Oltre alla condanna di Raso per associazione mafiosa, la Suprema Corte ha annullato anche quelle di Alessandro Giachino e Nicola Prettico e l’assoluzione di Monica Carcea, che era a processo per concorso esterno.
(t.p.)

