Scuola, Snals: «Procedura supplenze non consente la scelta delle sedi»
Il sindacato denuncia come la piattaforma per le graduatorie regionali delle supplenze non consenta ai candidati di conoscere i posti disponibili nei plessi, ma solo nelle istituzioni scolastiche. Il rischio è che chi ha punteggi più alti si ritrovi in scuole non gradite
Non permette la scelta della destinazione preferita a chi è più avanti in graduatoria. Questo, in sostanza, l’allarme lanciato dallo Snals in merito alla nuova procedura informatizzata per le graduatorie regionali per le supplenze per l’anno scolastico 2026-2027.
Snals: rivedere procedura supplenze
Lo Snals, in particolare, come detto, punta il dito sulla nuova procedura informatizzata, che consente agli aspiranti insegnanti di indicare «in stretto ordine di preferenza le istituzioni scolastiche nelle quali desiderano lavorare, senza però poter conoscere preventivamente in quali di queste siano ancora disponibili dei posti e, per le nomine nelle Scuole dell’Infanzia e Primaria, in quali plessi esistano posti messi a supplenza».
Secondo il sindacato, la versione valdostana del sistema che da anni attribuisce le supplenze in base a un algoritmo, non tiene conto delle caratteristiche del sistema scolastico rossonero.
Infatti, per tenere aperti più plessi possibili, una singola istituzione scolastica comprende scuole di fondovalle e altre di montagna, quindi considerate spesso più disagevoli.
«Non consentire di conoscere quali posti siano effettivamente disponibili, prima di scegliere, determina un meccanismo tale per cui insegnanti con un punteggio più alto possono ritrovarsi assegnati a plessi meno graditi rispetto a insegnanti che li seguono in graduatoria, con una palese ingiustizia – sottolinea lo Snals -. Ci sono due strade: derogare alle regole dell’ordinanza ministeriale, oppure consentire di indicare agli insegnanti i singoli plessi».
Il problema, però, è che i dirigenti delle istituzioni scolastiche, per ora, si rifiutano di comunicare le disponibilità esistenti, «in quanto non previsto dalle norme che regolano l’autonomia delle Istituzioni scolastiche».
Snals: «minata autonomia»
Lo Snals sottolinea che questo aspetto rivela «come le competenze attribuite alla Regione dallo Statuto di autonomia non siano esercitate, almeno per quanto riguarda la scuola – conclude -. Spetta ai decisori politici rivendicare l’adeguamento alle specificità regionali delle norme nazionali. Esigiamo che i responsabili regionali dell’Istruzione risolvano al più presto la situazione sopra descritta, a tutela del diritto a un equo trattamento per i precari della scuola, che ogni anno assicurano il regolare funzionamento del sistema».
(re.aostanews.it)
