Terremoto Giappone, 2 morte centro commerciale per recuperare incasso
Roma, 3 ago. (askanews) – Due donne morte nell’esplosione avvenuta in un centro commerciale Aeon dopo il forte terremoto che ha colpito la prefettura giapponese di Kumamoto erano state invitate dal loro datore di lavoro a rientrare nell’edificio per depositare in cassaforte l’incasso delle vendite. Lo ha ammesso la società Habita, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Kyodo.
Una delle vittime, la 22enne Kurumi Otake, era uscita dal centro commerciale di Kashima dopo il terremoto di magnitudo 7,1 del 28 luglio, ma era stata successivamente vista rientrare nell’edificio.
Due dirigenti della società, che gestisce il negozio in cui lavoravano le donne, hanno presentato le proprie scuse alla famiglia di Otake durante la veglia funebre e consegnato una ricostruzione scritta dell’accaduto.
“Ripensandoci ora, non valeva una vita”, ha dichiarato ai giornalisti il responsabile delle vendite di Habita.
Nell’esplosione, avvenuta intorno alle 17.50 locale del 28 luglio, sono morte sette persone. Il giorno successivo Aeon aveva dichiarato che non era ancora chiaro perché si trovassero all’interno dell’edificio.
Secondo il governo della prefettura di Kumamoto, il terremoto ha provocato direttamente almeno 36 morti, mentre altri due decessi sono ancora oggetto di accertamenti. Più di 4.600 edifici sono stati danneggiati e oltre 8.000 persone sono ospitate in 206 centri di evacuazione.
