La Guardia civil: serio il rischio di un nuovo attraversamento il 15 agosto a Ceuta
Roma, 6 ago. (askanews) – La Guardia Civil spagnola valuta seriamente il rischio di un nuovo tentativo di ingresso collettivo di migranti a Ceuta il 15 agosto, sulla base di un appello all’azione che circola da giorni sui social network, ma sottolinea che al momento non è possibile stimare il numero dei possibili partecipanti né attribuirne con certezza la paternità. È quanto emerge da un documento di sei pagine, basato su fonti aperte, visionato dall’emittente pubblica RTVE e dettagliato dai media spagnoli.
Secondo il rapporto, “il rischio che l’evento si concretizzi è reale, ma l’entità è incerta”. L’esito dipenderà dalle misure preventive adottate dal Marocco lungo le strade, nelle stazioni, nella zona di Fnideq e sulla costa, oltre che dal rafforzamento dei controlli da parte della Spagna.
L’analisi conclude che “la convocazione è reale e documentata” su Facebook, WhatsApp e Instagram: sui social sono stati condivisi messaggi con date, punti di partenza e indicazioni logistiche. La Guardia Civil precisa tuttavia che la conclusione “rigorosa” dell’indagine non è che “ci sarà un assalto il 15 agosto”, bensì che “esiste una convocazione digitale attiva e potenzialmente mobilitante per quella data”, mentre esecuzione, dimensioni e responsabili restano da confermare.
Sono stati esaminati sia media spagnoli sia marocchini, oltre a gruppi sui principali social con centinaia di migliaia di iscritti. E più che il numero dei membri dei gruppi, appaiono significativi la coincidenza della data del 15 agosto, riferimenti geografici ricorrenti, le discussioni sull’organizzazione del passaggio e la persistenza dei messaggi nel tempo. Contemporaneamente sono diffuse online informazioni false sull’apertura della frontiera, sulla concessione automatica dell’asilo, su presunti aiuti economici e sull’impossibilità di respingere i migranti una volta arrivati a Ceuta.
Quanto all’origine dell’iniziativa, la Guardia Civil afferma che non vi sono elementi per attribuirla al governo marocchino, ai suoi servizi di sicurezza o a specifiche organizzazioni criminali dedite al traffico di migranti. Allo stesso tempo, è ritenuto “errato” considerarla un fenomeno del tutto spontaneo.
