Perché Mastella ha detto (alla “Stampa”) che nel centrosinistra sono pazzi
Roma, 14 ago. (askanews) – Nel campo largo “non hanno un’idea unificante del Paese. Ai tempi di Prodi l’avevamo, oggi non c’è nulla, ognuno va per sé. Da un lato c’è chi parla di centro, e viene trattato come un paria, eppure è da lì che si vince. Dall’altra si pensa ad alchimie senza senso”. Così Clemente Mastella, sindaco di Benevento e già ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi e poi della Giustizia nel secondo di Romano Prodi, in un’intervista a ‘La Stampa’.
“Le primarie – afferma – si fanno se c’è un leader riconosciuto da legittimare, sennò è uno svantaggio, si rischia di perdere la partita. Ad oggi sono votati alla sconfitta. Facessero un sondaggio e decidessero chi fra Schlein e Conte può prendere più voti. Ciò detto, l’elettorato Cinque stelle fa già fatica a scegliere uno di sinistra, figuriamoci se vota uno di centro. Sono diventati tutti guicciardiniani”. Ovvero “ognuno guarda al suo particolare, e sono pessimista: dalla decisione di Berlinguer in poi di scegliere l’ombrello della Nato, la politica estera è sempre stata un fattore unificante fra i partiti. Ora è il principale argomento di divisione. Siamo dentro un incredibile caos politico e ideologico”.
Per Mastella, alla coalizione manca “la cultura politica. Ho frequentato Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti, e non ho mai visto tanta pochezza. Pensano alle primarie piuttosto che a vincere le elezioni,ma ci rendiamo conto? Sono pazzi”.
Pensa che all’opposizione farebbe bene una gamba di centro? “Ma è ovvio. Dall’altra parte c’è Forza Italia, di qua non c’è. Vedo solo piccoli affluenti. Renzi dovrebbe mettere da parte l’ego, al servizio della causa. Invece qui vogliono fare tutti i leader ed è un dialogo fra sordi. Vedo doti di leadership solo fra alcuni miei colleghi sindaci”. Scommetterebbe su uno di loro? “Lo trovassero, altrimenti mi candido io”. Quindi si mette a disposizione della coalizione? “Posso dare una mano, qui in Campania valgo centomila voti. Peccato che a farmi la guerra è anzitutto il Partito democratico. Mi potrei pure rompere le palle e mandarli a quel Paese”.

