Wine Enthusiast: Giacomo Bartolommei unica “Rising Star” italiana
Milano, 19 ago. (askanews) – Il presidente del Consorzio Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei, è, unico italiano, “Rising Star” per Wine Enthusiast. La rivista internazionale di riferimento per i settori del vino e delle bevande ha infatti rilasciato ieri sera la propria selezione dei 12 “talenti emergenti” (Rising Stars) che a vario titolo si sono distinti nel corso dell’ultimo anno in favore del comparto.
Giacomo Bartolommei, classe 1991, enologo e produttore a Montalcino è, secondo la testata che vanta una readership complessiva superiore a 4,1 milioni di persone concentrata in particolare negli Stati Uniti, un giovane che si sta distinguendo per una visione orientata alla longevità in un contesto di sfide che il settore si trova ad affrontare. “Parliamo dell’industria vinicola odierna – ha detto Bartolommei a Wine Enthusiast – come se fosse in una situazione di crisi senza precedenti con dazi, calo dei consumi, clima e regolamentazione. Ma dimentichiamo la nostra storia. Dobbiamo riuscire a dare ai nostri produttori – ha aggiunto il presidente del Consorzio – il coraggio di tornare a pensare in termini di decenni, non di trimestri e ricordare che i capitoli più importanti della storia del vino sono sempre stati scritti da persone che si sono rifiutate di farsi intimidire dalla crisi del momento”.
Per quanto riguarda gli altri 11 professionisti entrati nelle “Rising Stars 2026” (nove statunitensi, uno francese e uno canadese), negli Usa figurano i gemelli Ryan e Christopher Goydos, fondatori del progetto di divulgazione SuperVinoBros; Anthony Zraly, responsabile della crescita dell’importatore T. Edward Wines & Spirits; Alex Sarovich, fondatrice dell’agenzia Own Rooted Hospitality; Michael Aredes, fondatore del progetto di eventi e mixology Noche Traviesa; Claudia Castro, ricercatrice di origine messicana del Dipartimento dell’Agricoltura degli Usa, impegnata nello studio degli effetti del fumo degli incendi sull’uva; Ren Peir, sommelier e organizzatrice di eventi dedicati alla comunità queer; Kilolo Strobert, titolare dell’enoteca Fermented Grapes Wines & Spirits di Brooklyn; Jeanne Feldkamp e Dan Diephouse, fondatori e produttori di Corollary Wines, specializzata negli spumanti dell’Oregon; Peter Andrews, fondatore dell’importatore Culture Wine Co., dedicato ai vini sudafricani; e Jess Druey, fondatrice di Whiny Wines. In Francia, a Beaune, opera invece Milena Berman, produttrice culturale e cofondatrice dei progetti Hautes Cotes, Vin et Hip Hop e TERRA, mentre Cokie Ponikvar porta avanti la divulgazione di Cokie’s World of Wine tra Regno Unito, Stati Uniti e Canada.
Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, che il prossimo anno celebrerà il 60esimo anno di nascita, riunisce 214 soci per una tutela che si estende su un vigneto Dop di oltre 3.400 ettari. Una comunità agricola, quella di Montalcino, tra le più virtuose al mondo, con un’economia fondata per la metà delle proprie imprese da aziende agricole e un tasso di disoccupazione che non arriva al 2%. Un ecosistema trainato soprattutto dal vino e in particolare dal Brunello (9-10 milioni di bottiglie prodotte in media ogni anno) per cui è stato attivato un piano straordinario di promozione a cavallo del 2026-2027, con eventi dedicati a partire dagli Stati Uniti (New York, Texas, Dallas, Austin solo quest’anno), Canada, Regno Unito, Asia, oltre alla partecipazione collettiva alle principali fiere globali del settore (Vinitaly, Wine Paris, Prowein).
Forte il peso dell’export sul fatturato globale (circa il 70%) per un vino ultrapremium storicamente legato alla domanda Usa, che rappresenta oltre il 30% delle esportazioni ma anche principale fruitrice enoturistica nel borgo toscano. L’appuntamento clou dell’anno è come al solito a Montalcino, con l’anteprima delle nuove annate di “Benvenuto Brunello”, in programma dal 19 al 23 novembre.
Foto di Andrea Pugiotto
