Meeting di Rimini, il Papa varca la soglia dopo 44 anni di attesa
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il 20/08/2026

Meeting di Rimini, il Papa varca la soglia dopo 44 anni di attesa

Rimini, 20 ago. (askanews) – Ci sono attese che non si dichiarano. In quarantaquattro anni, al Meeting di Rimini, i messaggi dei Pontefici non sono mai mancati: telegrammi, saluti, benedizioni affidate a un inviato. Mancava soltanto il resto, cioè un Papa che salisse davvero su quel palco. Sabato pomeriggio, poco dopo le tre, quell’assenza si chiude: Leone XIV attraverserà i padiglioni della fiera e parlerà al popolo di Comunione e Liberazione. Ed è attorno a questa data, in fondo, che ruota l’intera edizione.

Il Meeting per l’amicizia fra i popoli si apre domani, venerdì 21 agosto, e andrà avanti fino a mercoledì 26. Titolo dell’edizione, l’ultimo verso del Paradiso: ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’. Come ogni anno, la fiera romagnola funziona da campanella di rientro: finita la controra dell’estate italiana, il dibattito politico, economico ed ecclesiale ricomincia qui, tra padiglioni climatizzati e volontari in maglietta gialla, con oltre 150 incontri, 500 relatori, 13 mostre e altrettanti spettacoli. L’anno scorso furono 800mila presenze: ‘Anch’io, davanti a queste cifre, mi stupisco ogni volta’, ha ammesso il presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, presentando i numeri dell’edizione.

Il fatto dell’anno – e con ogni probabilità dei prossimi – ha dunque una data e un’ora: sabato 22 agosto, ore 15. Il Pontefice attraverserà i padiglioni, visiterà le mostre, incontrerà i bambini del Villaggio Ragazzi e alle 16 parlerà nel Grand Auditorium, la sala da diecimila posti allestita per l’occasione. L’intervento sarà proiettato in diretta in tutte le sale della manifestazione: i posti per seguire Leone dall’interno della Fiera sono esauriti da settimane.

Per capire il peso di quell’ora e mezza bisogna riavvolgere il nastro fino a quell’estate del 1982, quando Giovanni Paolo II arrivò nell’arena di Comunione e liberazione: da allora nessun papa ha più messo piede alla fiera riminese. Ratzinger ci venne nel 1990, ma da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. In dodici anni non si è mai presentato a Rimini nemmeno Francesco, che non lesinò critiche alla Fraternità e riformò i movimenti cassando gli incarichi a vita, chiudendo di fatto la stagione di Julißn Carrón. Quarantaquattro anni dopo, con l’agostiniano americano Robert Prevost, il digiuno si interrompe.

Che il filo sia agostiniano non è dettaglio da eruditi: è la chiave con cui Cl legge il pontificato, e la ragione per cui il Meeting ha allestito una mostra su ‘Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova. Agostino di Ippona’, dove sono esposti tre codici quattrocenteschi prestati dalla Biblioteca Malatestiana di Cesena, tra cui un De civitate Dei del 1450 con l’iniziale istoriata che ritrae il santo nella visione della Gerusalemme celeste. Il Papa li vedrà con i propri occhi. Il giorno prima, sullo stesso tema, dialogheranno il priore generale degli agostiniani Joseph Farrell e il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, sulle tracce del primo viaggio di un Papa ‘figlio di Agostino’ nella terra del santo. Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Cl dal 2021, in un’intervista ad Avvenire ha usato parole caute e grate insieme: ‘Siamo infinitamente grati che il successore di Pietro scelga di venire in mezzo al popolo del Meeting: è un fatto che nessuno di noi poteva prevedere’. E ha respinto la lettura più ovvia, quella dell’investitura: ‘Non lo leggerei come un segno rivolto esclusivamente a Comunione e Liberazione: il Meeting è da sempre un luogo dove credenti e non credenti si incontrano davanti alle domande più profonde dell’esistenza’. Quando venne Wojtyla, ha aggiunto, ‘il Meeting muoveva i primi passi; quarantaquattro anni dopo, Leone XIV troverà un popolo rinnovato dalle generazioni nuove ma fedele alla sua storia’.

Sarà una giornata lunga. Al mattino il Papa sarà a San Marino, nel pomeriggio in Fiera, poi verso le 17 il passaggio in centro storico, alle 17,30 l’incontro con i più fragili in cattedrale e alle 18,30 la messa al porto.

Chi frequenta Rimini da anni sa che i Meeting sono almeno due, e che convivono senza quasi sfiorarsi. C’è il Meeting delle famiglie, quelle vicine a Comunione e liberazione: per loro è l’appuntamento dell’anno, ci si ritrova con gli amici di sempre, si fa un turno da volontario alla ristorazione o al guardaroba, si porta i figli al Villaggio Ragazzi (seimila metri quadrati, duecento appuntamenti) o allo Sport Village, si visita una mostra e la sera si sceglie l’incontro giusto, magari una meditazione, magari un concerto. E’ un popolo, con i suoi riti e la sua liturgia laica: la coda per l’auditorium, il panino consumato in piedi, il tam-tam sul relatore da non perdere. E poi c’è il secondo Meeting: la passerella. Quella dove la politica italiana torna a parlarsi dopo tre settimane di silenzio, e dove il calendario degli interventi vale, per gli addetti ai lavori, quanto un sondaggio.

Anche quest’anno il governo Meloni arriva a Rimini in forze. In agenda i due vicepremier: Matteo Salvini martedì 25, con un incontro sulle infrastrutture che lo vedrà a confronto con l’ad di Ferrovie Gianpiero Strisciuglio, e Antonio Tajani mercoledì 26, in un panel sul Libano insieme al ministro degli Esteri di Beirut Youssef Raggi e al vicario apostolico monsignor César Essayan. In mezzo, una fila di ministri: Bernini e Lollobrigida venerdì, Giuli sabato, Pichetto Fratin lunedì, Urso, Valditara, Abodi e Zangrillo martedì, Musumeci mercoledì. Più i viceministri e sottosegretari Sisto, Bellucci, Cirielli, Durigon, Albano. Non ci sarà invece Giorgia Meloni, che l’anno scorso aveva incassato applausi convinti.

L’opposizione non manca. Il confronto più atteso è quello di mercoledì 26 sugli ottant’anni della Repubblica, moderato dal direttore del Corriere Luciano Fontana, con Stefano Bonaccini per il Pd, Maria Elena Boschi per Italia viva, Stefania Craxi per Forza Italia, Giovanni Donzelli per Fratelli d’Italia, Maurizio Lupi per Noi moderati, Stefano Patuanelli per il Movimento 5 Stelle, Matteo Richetti per Azione e Massimiliano Romeo per la Lega. Lunedì 24 i responsabili scuola dei partiti – Aprea, Borghi, Di Maggio, Gelmini, Malpezzi – si misureranno su autonomia, reclutamento e libertà educativa; martedì 25 un altro tavolo trasversale farà i conti con i vent’anni del 5×1000. Sul fronte dei territori sfileranno i presidenti di Regione De Pascale, Fontana, Bucci, Proietti, Rocca e Stefani, e i sindaci Gualtieri, Manfredi e Sala.

Da segnalare, sul versante europeo, la presenza della presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola, attesa mercoledì mattina, e quella del vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto. Il filo rosso economico dell’edizione è la figura di Léon Harmel, l’industriale francese che nel 1883 immaginò operai corresponsabili della propria azienda: tre incontri gli sono dedicati, sul significato del lavoro, sull’ambiente di lavoro e sull’amicizia dentro l’impresa. Non è archeologia: la legge italiana del 2025 sulla partecipazione dei lavoratori ha trasformato quell’intuizione in norma, e a discuterne saranno tra gli altri la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola e l’ad di Dallara Andrea Pontremoli.

Il resto dell’agenda economica insegue le urgenze del momento. Il paradosso demografico – imprese che cercano lavoratori e non li trovano – apre il programma venerdì con Bernini, Coldiretti e Intesa Sanpaolo. Lunedì 24, con il ministro Pichetto Fratin, Snam, Enel ed Eni si ragionerà del Mediterraneo come hub energetico dopo lo shock provocato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dalla crisi dell’offerta petrolifera; martedì 25 il tema torna in chiave europea, sul costo dell’energia come nodo della competitività continentale. L’emergenza abitativa e il Piano casa occupano due appuntamenti distinti; il presidente dell’Inps Gabriele Fava discuterà di welfare aziendale; il membro del comitato esecutivo della Bce Piero Cipollone e il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli si confronteranno sulla competitività delle imprese europee. E c’è spazio anche per la domanda di fondo, affidata a Brunetta, Zamagni, Giovannini, Becchetti e Vittadini: che cosa c’entra l’economia con la felicità?

Ma se si vuole capire dove il Meeting voglia andare a parare, conviene guardare le due estremità del programma. Si comincia venerdì a mezzogiorno con una storia che toglie il fiato. Sul palco dell’auditorium ci saranno Roseline Hamel, sorella di padre Jacques Hamel – il sacerdote sgozzato sull’altare di Saint-Étienne-du-Rouvray nel 2016 – e Nassera Kermiche, madre di uno dei due attentatori. Due donne che hanno perso tutto ai lati opposti della stessa lama, si sono incontrate e sono diventate amiche: ‘sorelle di dolore’, come recita il titolo del libro scritto a quattro mani con la giornalista che ne ha raccolto la testimonianza.

Si chiude mercoledì alle 19 con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, in dialogo con un gruppo di giovani di provenienze diverse: ‘Scrutando il cielo di Gerusalemme’, a tre anni dal 7 ottobre e dalla guerra a Gaza. Nel mezzo, la Terra Santa attraversa tutto il programma: il concerto inaugurale al Teatro Galli è affidato allo Yasmeen Choir, coro giovanile del Magnificat Institute della Custodia, diciassette voci dal Quartiere Cristiano della Città Vecchia; lunedì parleranno il custode Francesco Ielpo e padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza; sempre lunedì il giurista Joseph Weiler e l’islamologo Olivier Roy si chiederanno se esista ancora un’alternativa al conflitto israelo-palestinese. Sul piano interno alla Chiesa, l’edizione arriva in un momento denso per Comunione e liberazione. Il 19 febbraio scorso – lo stesso giorno in cui veniva ufficializzato il ritorno di un papa a Rimini – l’arcivescovo di Milano Mario Delpini annunciava la conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione di don Luigi Giussani: domenica 23 un incontro con Prosperi e monsignor Ennio Apeciti farà il punto. Dall’autunno 2025 il movimento ha un nuovo Statuto, con l’Assemblea generale che elegge il presidente, e non sono mancate perplessità e lettere aperte: ‘Sarò franco: in alcuni c’è il timore che un’esperienza nata libera finisca imbrigliata in procedure’, ha riconosciuto Prosperi ad Avvenire, difendendo però il metodo del confronto interno. Sul versante politico, il presidente della Fraternità ha rotto in questi mesi una lunga consuetudine di riservatezza cielllina schierandosi apertamente per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere, non senza sollevare qualche onda dentro il movimento.

Restano, come sempre, le mostre e il resto del cartellone a fare da contrappeso alla politica: il ciclo dantesco con Franco Nembrini e i settanta allestimenti itineranti di ‘Dante profeta di speranza’, la lezione di Ambrogio Camozzi da Harvard su come materialmente Dante scrisse la Commedia, gli incontri di astrofisica con Fabiola Gianotti e Heino Falcke, l’ottavo centenario francescano, il Cantico dei Cantici letto dal cardinale Tolentino de Mendonça, Mentana e Vespa a raccontarsi l’Italia, lo spettacolo scritto e recitato dai detenuti di Bollate.

[Parte la 47esima edizione della kermesse, mezzo governo in fiera|PN_20260820_00007|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/08/20260820_103059_737F6FC3.jpg |20/08/2026 10:31:07|Meeting di Rimini, il Papa varca la soglia dopo 44 anni di attesa|Meeting|Politica]

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