Montagna: soccorso della Guardia di Finanza a pagamento se non è una situazione di emergenza
Cambiano le regole per le operazioni determinate da richieste in cui non vi sia una reale situazione di pericolo o emergenza
Chi chiederà l’intervento del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, senza che ci sia una situazione di reale emergenza dovrà sostenerne i costi. Sono le nuove direttive istituite a livello nazionale per gli interventi in quota delle Fiamme Gialle.
Interventi della Guardia di Finanza a pagamento se non necessari
«Chi provoca volontariamente o con un comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario il soccorso dovrà sostenerne i costi – si legge in una nota -. Lo stesso principio si applica a chi richiede un intervento senza una reale necessità o senza un giustificato motivo. Non viene introdotto alcun pagamento generalizzato. Chi si trova in una situazione di pericolo, oppure teme concretamente per l’incolumità di un’altra persona, deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione».
Le nuove modalità
Il comunicato spiega poi in dettaglio le nuove modalità introdotte.
«Il pagamento non sarà automatico – spiega la GdF -. Prima verrà sempre prestato il soccorso e soltanto dopo la conclusione delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l’intervento. Gli interventi possono durare molte ore e richiedere un rilevante impiego di uomini e mezzi. Una chiamata ingiustificata non è quindi priva di conseguenze: può impegnare risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere necessarie per soccorrere chi si trova realmente in pericolo».
Quindi la conclusione. «L’obiettivo delle nuove regole non è scoraggiare le persone dal chiedere aiuto, ma evitare richieste effettuate con leggerezza o prive di una concreta motivazione. In questo modo si proteggono le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell’intero sistema di soccorso».
(t.p.)
