Agrintesa, a Castel Bolognese il nuovo polo europeo del kiwi
Bologna, 3 set. (askanews) – Agrintesa ha inaugurato a Castel Bolognese, nel Ravennate, il rinnovato e ampliato stabilimento dedicato al kiwi, con un investimento industriale da 25 milioni di euro cofinanziato attraverso due fondi Pnrr. Il sito, attivo dal 1990, diventa un polo europeo per questa referenza: il nuovo assetto porta la capacità di conservazione e stoccaggio a 308.000 quintali, con un incremento del 54%. Cuore dell’intervento sono 44 nuove celle in atmosfera controllata, su una superficie di 8.100 metri quadrati, in grado di ospitare 108.000 quintali di prodotto. Il kiwi rappresenta oggi circa il 30% dell’intero paniere ortofrutticolo della cooperativa, con un volume medio annuo di circa 55.000 tonnellate, 3.200 ettari coltivati e 747 aziende agricole socie in Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Veneto. Il piano industriale prevede di arrivare entro il 2030 a gestire complessivamente 600.000 quintali all’anno, estendendo la specializzazione anche a susine, albicocche e pere Williams.
Il progetto coniuga automazione, digitalizzazione e sostenibilità, con sistemi di gestione interconnessi del magazzino, un impianto fotovoltaico da 2.307 kWp, una riduzione del 15% dei consumi energetici e un risparmio stimato di 1.148 tonnellate di Co2 l’anno. Le proiezioni al 2030 indicano anche una crescita dell’occupazione, con le giornate lavorate in aumento del 55% e gli addetti da 280 a 450. “Oltre è una parola che racconta bene ciò che la nostra cooperativa vuole fare: non limitarsi a rispondere alle necessità dell’oggi ma costruire le condizioni affinché le aziende agricole socie possano continuare a produrre, crescere e competere sui mercati anche domani”, ha dichiarato il presidente di Agrintesa Aristide Castellari. All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, che ha definito l’investimento “una strada concreta per guardare oltre” in un’area “che ha dovuto affrontare due eventi alluvionali in pochi anni”.

