Tiro a volo di Châtillon: anche Legambiente prende posizione dopo l’esposto presentato dai cittadini
Aperta da poco più di 10 giorni, la nuova struttura è contestata per il troppo rumore. Il delegato Fitav Marco Bianchi: «Fatto tutto nel rispetto delle regole»
Tiro a volo di Châtillon: anche Legambiente prende posizione dopo l’esposto presentato dai cittadini.
Aperta da poco più di 10 giorni, la nuova struttura è contestata per il troppo rumore da un gruppo di cittadini di Saint-Vincent e Châtillon.
L’esposto presentato da un gruppo di cittadini
Nella giornata di domenica 30 agosto, un gruppo di cittadini di Saint-Vincent e Châtillon aveva presentato alla stazione dei carabinieri di Châtillon un esposto per segnalare il disagio arrecato da quello che viene da loro definito «un grave e continuo disturbo della quiete pubblica».
I firmatari, con riferimento al rumore degli spari provenienti dal tiro a volo, hanno chiesto alle autorità:
- di effettuare gli opportuni accertamenti sull’attività dell’impianto;
- di verificare il rispetto degli orari consentiti;
- di verificare la frequenza e le modalità degli spari;
- di verificare il rispetto delle condizioni e delle eventuali prescrizioni indicate da ARPA e/o dalle autorizzazioni vigenti;
- di adottare con urgenza ogni provvedimento necessario, compresa, se necessaria, la sospensione temporanea delle attività.
La presa di posizione di Legambiente
Ora, anche Legambiente fa sentire la sua voce sul tema, attraverso un comunicato.
«Legambiente condivide le rimostranze del gruppo di cittadini che ha presentato un esposto riguardo la mancanza di regole nell’appena collaudato impianto di Tiro a volo di Chatillon – si legge nella nota -. Il rumore legato alle attività che prevedono spari risulta molesto in quanto tale, viene inoltre acuito dalla non regolarità dei colpi, e crea disturbo e agitazione in particolare su persone sensibili e animali».
Poi, il sollecito al rispetto delle prescrizioni: «Se il disturbo di attività svolte in impianti di questo tipo è comunque evidente, diventa insopportabile quando saltano addirittura le regole imposte: le prescrizioni dettate da Arpa e dalla Regione, i limiti delle giornate di riposo e di orario di esercizio, vanno assolutamente osservati per cercare almeno di ridurre il disagio a carico delle persone che risiedono in maniera continuativa o temporanea nelle aree raggiunte dal rumore dei colpi».
La replica del delegato Fitav Marco Bianchi
«Siamo sicurissimi di aver fatto tutto a norma di legge», la replica di Marco Bianchi, delegato Fitav Valle d’Aosta.
«Le misurazioni del rumore sono state fatte sia ante che post operam, dimostrando che abbiamo letteralmente dimezzato i decibel dopo i lavori. Siamo entro i margini consentiti e ci limitiamo a fare la nostra attività nel rispetto degli orari e delle prescrizioni, senza fare del male a nessuno», aggiunge.
(re.aostanews.it)
