Caccia in Valle d’Aosta: stagione venatoria al via per oltre 1200 cacciatori, tra speci selvatiche in calo e la gestione del lupo
Domani, domenica 6 settembre si apre la stagione 2026/2027; fino a lunedì 14 settembre si può prelevare solo il cervo fusone; da domenica 13 aprirà la caccia in modo selettivo al cinghiale e capriolo maschio
Caccia in Valle d’Aosta: stagione venatoria al via per oltre 1200 cacciatori, tra speci selvatiche in calo e la gestione del lupo.
Si apre domani, domenica 6 settembre la stagione venatoria 2026-2027 in Valle d’Aosta.
Cosa dice il calendario
Durante la prima settimana di caccia, sarà possibile prelevare per la specie cervo il fusone (il cervo nel suo primo anno di vita, con le corna non ramificate), mentre dal 13 settembre aprirà la caccia in modo selettivo al cinghiale e al capriolo maschio.
Dal 1° ottobre si potranno cacciare la lepre europea, la volpe vagante e diverse specie di uccelli, mentre la caccia al cervo riparte dal 14 ottobre, terminato il periodo di bramito, il richiamo sonoro emesso dai maschi durante la stagione degli amori.
Subisce lo slittamento di almeno una settimana rispetto gli anni passati la data di apertura della caccia al camoscio prevista il 20 settembre. Il primo ottobre apre la caccia alla lepre variabile, alla volpe vagante e all’avifauna.
Questo primo periodo di caccia si chiude il 13 dicembre prossimo per lasciare strada, dal 16 dicembre al 24 gennaio 2027 alla caccia in braccata (con l’ausilio dei cani) delle specie cinghiale e volpe.
Dal 1° febbraio al 31 maggio 2027, per il piano di controllo e difesa dalla peste suina africana, riprende il prelievo del cinghiale con metodi selettivi.
a Giunta regionale aveva approvato il calendario dei prelievi il 12 giugno.
Il documento definisce il prelievo delle specie cacciabili attuato sulla base di specifici piani di abbattimento, elaborati in funzione dei dati derivanti dai censimenti primaverili ed estivi degli animali e degli studi che sono fatti sulla quantità e sulla qualità delle popolazioni faunistiche.
I cacciatori in Valle d’Aosta
I cacciatori in Valle d’Aosta sono 1.248 di cui 1.109 sono i cacciatori di carnet A-ungulati (camoscio, capriolo, cervo, cinghiale), 85 di carnet B-lagomorfi (lepre) e 54 di carnet C-avifauna (uccelli).
Alle otto Circoscrizioni presenti sul territorio (numero 3 Grand-Combin, 4 Mont-Emilius, 5 Mont-Cervin, 6 Evançon, 7 Mont-Rose, 8 Walser) fanno capo 50 sezioni comunali di cacciatori sparse su tutto il territorio.
Il presidente del Comitato: «Speci selvatiche in calo»
Marco Petey, presidente Comitato per la gestione venatoria
«Raggiungere il tetto dei piani di abbattimento – spiega il presidente del Comitato regionale per la gestione venatoria, Marco Petey – che sono redatti su basi scientifiche, è importante giacché permettono un migliore sviluppo e una migliore gestione degli animali selvatici e cacciabili.
Per una questione di ordine pubblico, in accordo con gli uffici regionali è stata decisa la data di apertura di caccia al camoscio al 20 settembre per non interferire con la caccia in alta quota in occasione del Tor des Géants che si svolgerà dal 13 al 19 settembre.
In Valle d’Aosta il numero di alcune specie selvatiche è calato, vuoi per i cambiamenti climatici, vuoi per la presenza del lupo, rapportandoci ai numeri dei censimenti e dei piani di abbattimento, alcune circoscrizioni di cacciatori sono in difficoltà con l’assegnazione di capi procapite. Per la stagione venatoria ormai alle porte, per garantire maggiore equità tra i cacciatori, era stata valutata l’introduzione di un nuovo sistema di assegnazione delle fascette con una fascetta ogni due cacciatori e con turnazioni periodiche.
C’era, però, stata contrarietà alla proposta e il tempo a disposizione non ha consentito l’approfondimento di soluzioni alternative. Nelle settimane scorse, in sede di incontro con il Comitato caccia, le circoscrizioni interessate si sono rese disponibili a nuove proposte e, soprattutto si sono rese disponibili a trovare nuove soluzioni e una nuova tipologia di caccia, prima del pagamento della tassa regionale che ogni cacciatore deve pagare, ogni anno, entro la fine del mese di marzo»
Circoscrizioni 3 e 4
Le circoscrizioni alle quali fa riferimento il presidente del Comitato caccia sono la numero 3 Grand Combin (in tutto il suo territorio è già in atto dallo scorso anno la chiusura totale della caccia al capriolo) e la numero 4 Mont-Emilius, rispettivamente rappresentate da Marco Giachino e Silvie Bétemps.
Delle due circoscrizioni, 11 sezioni su 15 avevano inviato di recente al Comitato caccia una lettera di osservazioni e proposte.
«Volontà di collaborare»
«Per la prima volta – così riferisce il direttivo della sezione cacciatori di Aosta – si è registrato un incontro e una reale volontà di collaborazione tra le due circoscrizioni.
Sarà importante raccogliere e analizzare tutte le proposte che arriveranno dalle singole sezioni delle rispettive circoscrizioni, procedere a una prima scrematura sulla base della loro concreta fattibilità e, in seguito, individuare attraverso il confronto tra le circoscrizioni quella che la maggioranza riterrà essere la soluzione migliore».
Per le circoscrizioni 3 e 4, il 2027 potrebbe riservare importanti cambiamenti nella gestione faunistica, dettati «dalla necessità di salvaguardare una fauna che negli ultimi anni ha registrato una rilevante riduzione, anche – sempre secondo il direttivo di Aosta – in relazione alla presenza ormai stabilmente insediata e in aumento di predatori come il lupo, che inevitabilmente impone una riflessione e una revisione delle attuali modalità di gestione.
A questo si aggiunge un altro elemento che non possiamo trascurare: l’aumento delle temperature e le conseguenti modificazioni delle condizioni ambientali, che ci portano a valutare nuovi strumenti di monitoraggio.
(manila calipari)

