Cosa prevede la legge sul cinema approvata dalla Camera
Milano, 10 set. (askanews) – La Camera ha approvato oggi con 218 voti favorevoli e 6 contrari la riforma del cinema e dell’audiovisivo, che interviene sull’assetto definito dalla legge 220 del 2016 e delega il governo al riordino della disciplina del settore. Il testo unificato nasce dalla convergenza di cinque proposte di legge presentate da esponenti di maggioranza e opposizione ed era già stato approvato all’unanimità dalla Commissione Cultura. Tra gli interventi previsti ci sono una nuova Agenzia, la revisione degli incentivi, misure per i lavoratori, disposizioni sui videogiochi e principi per l’impiego dell’intelligenza artificiale.
Dal 1 gennaio 2028 è prevista l’istituzione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, ente pubblico dotato di autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale. Alla nuova struttura saranno trasferite funzioni operative oggi esercitate dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura. Al ministero resteranno le funzioni di indirizzo politico, vigilanza e ispettive.
L’Agenzia sarà chiamata a gestire gli interventi pubblici e le risorse destinate alle politiche di sviluppo e sostegno del settore, oltre a occuparsi dell’accesso al credito delle imprese e delle relazioni con le Film Commission. Il nuovo assetto comprende anche il Forum del cinema e dell’audiovisivo, organismo di consultazione e monitoraggio delle politiche pubbliche chiamato a rappresentare le diverse componenti della filiera.
Al Governo è affidata una delega da esercitare entro due anni dall’entrata in vigore della legge, attraverso uno o più decreti legislativi per la riforma, il coordinamento e il riordino della disciplina del cinema e dell’audiovisivo. Tra i criteri indicati figurano una programmazione triennale del settore, almeno due finestre temporali annuali per l’erogazione dei contributi, la gestione della tesoreria del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo attraverso un intermediario bancario e l’introduzione della figura del responsabile dei crediti d’imposta.
La delega comprende la revisione del tax credit e degli altri strumenti di sostegno economico, con criteri di maggiore selettività e una differenziazione degli interventi in relazione alle caratteristiche delle opere, dei beneficiari e alle dimensioni delle imprese. Sono previsti sostegni alle opere prime e seconde, ai giovani autori e alle micro, piccole e medie imprese, insieme a interventi sulle coproduzioni internazionali e sull’attrazione in Italia di investimenti e produzioni.
Per le sale cinematografiche la riforma prevede contributi diretti destinati all’attività e allo sviluppo delle strutture, alla realizzazione di nuove sale e schermi, al ripristino di quelle inattive e agli interventi di ristrutturazione e adeguamento strutturale e tecnologico. La delega interviene inoltre sulla distribuzione e sulla fruizione delle opere nelle sale.
Tra gli interventi previsti figura anche la costituzione di un Polo nazionale del cinema e dell’audiovisivo, con il coinvolgimento delle amministrazioni competenti, di Cinecittà e della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia. Funzioni, rapporti e modalità operative saranno definiti con i successivi provvedimenti attuativi.
La riforma comprende anche il settore dei videogiochi, con strumenti di sostegno alle imprese videoludiche, comprese forme di incentivazione fiscale. Per l’intelligenza artificiale vengono indicati principi di trasparenza nell’impiego dei sistemi e tutele per autori, interpreti, esecutori e titolari dei diritti. Il testo disciplina inoltre il consenso per l’utilizzo delle prestazioni artistiche e prevede il monitoraggio degli effetti delle nuove tecnologie sul lavoro creativo e sulla produzione audiovisiva.
Un capitolo specifico riguarda il lavoro. La delega comprende il riordino delle tutele previdenziali e assistenziali dei lavoratori dello spettacolo, degli ammortizzatori sociali e dell’indennità di discontinuità. Viene inoltre istituito il Fondo per il sostegno ai lavoratori dello spettacolo in emergenza pensionistica, con una dotazione di 10 milioni di euro l’anno dal 2027 al 2030, destinato a intervenire sulle situazioni di fragilità socioeconomica della comunità artistica e delle maestranze.
Sono previste anche disposizioni sull’accesso al credito delle imprese, sulle garanzie e sulla gestione dei crediti maturati attraverso gli incentivi fiscali. Saranno i decreti legislativi e i successivi provvedimenti attuativi a definire nel dettaglio criteri, aliquote, procedure, controlli e modalità di erogazione delle risorse.
Dopo il rinvio del voto prima della pausa estiva, con l’approvazione di Montecitorio il provvedimento passa ora al Senato. Se Palazzo Madama dovesse modificarlo, il testo dovrà tornare alla Camera per una nuova deliberazione.

