Supermercato al Quartiere Dora, Uniti a sinistra: «Basta cementificazione, lottiamo per il verde»
Il movimento composto da Area Democratica, Movimento 5 Stelle, Rifondazione comunista e Risorgimento socialista presenta in comune le osservazioni contro la variante al Pud. «È una battaglia simbolica a difesa del verde»
No al supermercato al Quartiere Dora. In quanto ennesimo intervento invasivo sulla città, ma anche per farne una battaglia a favore del verde a difesa anche di altre aree a rischio, ad Aosta e non solo.
Sta qui il succo della posizione di Uniti a Sinistra, che giovedì sera ha presentato le osservazioni alla variante al Pud – che dovrebbe dare il via libera al nuovo supermercato e al centro sanitario – che verranno depositate in Comune.
Uniti a sinistra, no al supermercato, sì al verde
A illustrare le motivazioni che hanno spinto Uniti a sinistra a presentare le osservazioni è Raimondo Donzel di Area Democratica, che evidenzia come, dopo aver sottoscritto la petizione di Quartiere Dora Verde e aver appoggiato la levata di scudi di Confcommercio, si sia deciso di «andare a rafforzare l’opposizione al comportamento del Comune – esclama Donzel -. Ci dice che non capiamo, che non possono fare, che tanto ci sarebbero le case, ma come sempre in campagna elettorale si spendono parole, poi si trova un tecnico come sindaco che non cambia nulla».
La battaglia di Uniti a Sinistra è «simbolica – continua Donzel -. Ci sono tante aree verdi minacciate, Aosta rischia di essere cementificata. Ci vuole una rivoluzione pacifica? Ma qui la polizia ci arresterebbe, anche se non riesce a fermare i problemi notturni».
Raimondo Donzel evidenzia come le osservazioni riguardino problemi idrogeologici (l’area è stata oggetto di alluvioni come tutti ricordiamo), questione climatica, vicinanza alla Cogne Acciai Speciali («chi le vuole bene non la accerchia con case»), occupazione del suolo e invasione dei supermercati.
«Il prato deve rimanere agricolo, nell’interesse della comunità – conclude -. Come fare a fronte del Pud già approvato per i condomini? Intanto blocchiamo questo supermercato, poi ragioniamo. Hanno avuto dieci anni per fare i condomini, evidentemente non c’è interesse. Il comune lo riporti a destinazione agricola. Non vogliamo fare dispettucci al sindaco, ma avviare un cambio di rotta».
Supermercato: «Risposta a clima non è la cementificazione»
Guido Aiazzi, referente di Risorgimento socialista, evidenzia come ad Aosta siano rimasti «forse cinque prati così belli – attacca -. Qui si vuole continuare a cementificare, rispondendo al cambiamento climatico togliendo verde e benessere».
E aggiunge.
«Si tolgono prati all’agricoltura per darli al commercio, senza studi sulla coesistenza di aree commerciali, a fronte di una diminuzione della popolazione – conclude -. La difesa del verde deve essere alla base di tutto».
«Non si risponde a esigenze del quartiere»
Secondo Carlo Zanotto (Rifondazione comunista), il supermercato «non risponde alle esigenze del quartiere, ma a chi viene da fuori, vista la vicinanza alla statale e ai tanti futuri parcheggi – aggiunge -. Il quartiere è sempre stato isolato dalla città, ma così lo si isola ancora di più e senza risolvere problemi atavici come la famigerata passerella. Qui è solo speculazione».
«Ennesima isola di calore»
Punta sull’aspetto cliamtico Ivan Palmieri del Movimento 5 Stelle.
«Siamo di fronte alla volontà di costruire l’ennesima isola di calore – esclama -. I cittadini non sono mai stati coinvolti nelle scelte drastiche sul quartiere e invece di tenere uno spartiacque tra Cogne Acciai Speciali e case, si toglie un terreno permeabile in piena emergenza climatica. Basta con la spinta frenetica allo sfruttamento del suolo e alla volontà di estinguere il commercio di vicinato».
«Supermercato idea sciagurata»
Francesco Lucat (Rifondazione comunista) definisce l’idea di un supermercato come «sciagurata – dice -. L’emergenza climatica e quella idrogeologica sono all’ordine del giorno e la risposta è piantare alberi, dare spazio a natura e verde, non altro. La questione, poi, non riguarda solo questo prato, ma la voglia di combattere l’uso del suolo per accumulare ricchezza sempre nelle stesse mani».
«Problema di democrazia»
Parla di «problema di democrazia» Walter Manazzale (Rifondazione comunista).
«Il sindaco ha detto di aver parlato col quartiere e il comitato, ma forse non con quello giusto viste le 900 firme raccolte – analizza -. Le persone, da sempre, vogliono un prato qui. Forse bisognerebbe ascoltare in maniera diversa, magari a cominciare dalla passerella».
Le Osservazioni
Ecco le osservazioni che Uniti a Sinistra depositerà in Comune contro la variante al Pud.
1 -Necessità di una valutazione complessiva dell’interesse pubblico
La variante non può essere valutata esclusivamente in relazione alla singola iniziativa privata, ma deve essere verificata alla luce dell’interesse pubblico complessivo e degli obiettivi urbanistici del Quartiere Dora e della città di Aosta.
Si chiede pertanto di esplicitare quali siano le ragioni di interesse pubblico che rendono necessaria la modifica della destinazione urbanistica dell’area e quali benefici collettivi siano attesi dalla trasformazione.
2 – Rischio idraulico e gestione delle acque
Considerata la collocazione dell’area e le caratteristiche del Quartiere Dora, si chiede una puntuale verifica del rischio idraulico e della capacità del sistema di drenaggio delle acque meteoriche di sostenere l’incremento delle superfici impermeabilizzate.
Si chiede inoltre di chiarire quali misure di compensazione e mitigazione siano previste.
3. Conservazione e adeguatezza delle opere di protezione dalle esondazioni**
Qualora la variante comporti la modifica, la rimozione o la sostituzione di opere e barriere destinate alla protezione dell’area dal rischio di allagamento, si chiede che tale scelta sia accompagnata da una specifica relazione tecnica che dimostri l’invarianza o il miglioramento delle condizioni di sicurezza. Nessuna opera di protezione dovrà essere eliminata o ridimensionata senza una preventiva e documentata verifica dell’autorità e degli enti competenti.
4. Impatto ambientale e consumo di suolo
La trasformazione deve essere valutata anche in relazione al consumo di suolo, all’impermeabilizzazione dell’area, alla perdita di eventuali superfici verdi e agli effetti sul microclima urbano. Si chiede di quantificare le superfici attualmente permeabili e quelle che risulterebbero impermeabilizzate a seguito dell’intervento e di indicare puntualmente le misure di compensazione ambientale previste.
5. Effetti sul microclima urbano
La realizzazione di una struttura commerciale di grandi dimensioni, dei relativi parcheggi e delle opere viarie può contribuire all’aumento delle superfici artificiali e dell’isola di calore urbana.
Si chiede pertanto che il progetto sia sottoposto a una valutazione specifica degli effetti microclimatici e che siano previste adeguate misure di mitigazione, quali alberature, superfici permeabili, sistemi di drenaggio sostenibile e soluzioni progettuali finalizzate alla riduzione dell’accumulo di calore.
6. Compatibilità con la struttura urbana del Quartiere Dora
La variante deve essere valutata in relazione alla struttura urbana esistente e alla funzione prevalentemente residenziale del quartiere. Si chiede di verificare se dimensione, volumetria, accessi, parcheggi, traffico e funzioni previste siano effettivamente compatibili con il tessuto urbano circostante e non determinino una trasformazione eccessivamente impattante dell’area.
7. Valutazione cumulativa degli effetti
Gli effetti della nuova struttura non possono essere considerati isolatamente. Si chiede una valutazione cumulativa che tenga conto delle attività commerciali già presenti nell’area, delle infrastrutture esistenti, dei flussi di traffico attuali e degli ulteriori interventi urbanistici eventualmente programmati nel Quartiere Dora. Solo una valutazione complessiva consente infatti di stabilire se il territorio sia effettivamente in grado di sostenere l’incremento di carico urbanistico determinato dalla variante.
8. Modifica della destinazione residenziale dell’area
La variante comporta la sottrazione di un’area precedentemente destinata a funzioni residenziali. Si chiede di chiarire le motivazioni urbanistiche che giustificano tale modifica e di documentare attraverso quali analisi sia stata accertata l’assenza di un interesse attuale o futuro alla conservazione della destinazione residenziale. Particolare attenzione dovrà essere riservata al crescente fabbisogno abitativo della città di Aosta e alla disponibilità di aree effettivamente utilizzabili per nuove politiche abitative.
9. Verifica del fabbisogno commerciale
La realizzazione di una media struttura di vendita di circa 2.200 mq richiede una puntuale verifica del fabbisogno commerciale effettivo del quartiere e dell’ambito territoriale di riferimento. Si chiede pertanto che siano resi pubblici gli studi e le analisi utilizzati per dimostrare la necessità di una nuova struttura commerciale di tali dimensioni.
10. Coerenza con la rete commerciale esistente
L’area limitrofa al Quartiere Dora è già caratterizzata dalla presenza di diverse strutture commerciali. La variante deve quindi essere accompagnata da una valutazione degli effetti che la nuova media struttura potrebbe produrre sugli esercizi commerciali esistenti, con particolare riferimento ai piccoli esercizi e al commercio di prossimità. Si chiede una specifica analisi dell’impatto economico e commerciale dell’intervento.
11. Effettiva qualificazione della struttura commerciale
La superficie commerciale prevista, pari a circa 2.260 mq, configura un intervento di dimensione significativamente superiore a quella normalmente associabile a un esercizio di vicinato. Si chiede pertanto che negli atti urbanistici e nella comunicazione istituzionale venga utilizzata la corretta qualificazione urbanistica e commerciale della struttura, evitando definizioni suscettibili di minimizzarne la reale dimensione e il conseguente impatto sul quartiere.
12. Adeguatezza della procedura di pubblicazione e partecipazione
Si chiede di verificare puntualmente la correttezza della procedura seguita per la pubblicazione della variante e per la presentazione delle osservazioni, con particolare riferimento alla durata della pubblicazione e ai termini riconosciuti ai cittadini, alle associazioni e alle categorie economiche interessate.
Qualora siano stati applicati termini ridotti rispetto a quelli ordinariamente previsti dalla normativa vigente, si chiede di chiarirne espressamente il fondamento normativo.
13. Effettiva partecipazione dei cittadini
La rilevanza della trasformazione urbanistica rende necessario garantire una partecipazione effettiva della popolazione residente. Si chiede pertanto che il Comune acquisisca e renda pubbliche le osservazioni dei residenti, delle associazioni, dei comitati e delle categorie economiche e che dia puntuale conto, nell’atto conclusivo, delle modalità con cui tali contributi sono stati valutati.
14. Impatto sulla viabilità del Quartiere Dora
L’insediamento di una struttura commerciale di circa 2.260 mq è suscettibile di determinare un incremento significativo dei flussi di traffico veicolare. Si chiede pertanto una verifica indipendente e dettagliata dell’impatto sulla viabilità di via Lavoratori Vittime del Col du Mont, via Aimé Berthet e sulla rete viaria circostante, comprendendo gli effetti nelle fasce orarie di maggiore afflusso.
15. Stima realistica dei flussi di traffico
Le valutazioni relative al traffico devono considerare non soltanto il traffico medio giornaliero, ma anche i picchi determinati dagli orari di apertura della struttura, dai fine settimana, dalle festività e dalle fasce di maggiore affluenza.
Si chiede che siano resi disponibili i dati e i modelli utilizzati per stimare il traffico indotto dalla nuova struttura commerciale.
16. Parcheggi e mobilità sostenibile
Si chiede di verificare l’adeguatezza della dotazione di parcheggi prevista dal progetto rispetto alla superficie commerciale e alle ulteriori funzioni insediate. La valutazione dovrà inoltre considerare l’accessibilità pedonale e ciclabile, il trasporto pubblico locale, gli attraversamenti pedonali e la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada.
17. Sicurezza stradale
L’incremento dei flussi veicolari deve essere valutato anche sotto il profilo della sicurezza stradale. Si chiede una specifica analisi degli effetti dell’intervento sugli incroci, sugli attraversamenti pedonali, sulla circolazione dei mezzi pesanti e sulla sicurezza di pedoni e ciclisti.
18. Rischio industriale e Piano di Emergenza Esterna
La prossimità dell’area alla Cogne Acciai Speciali impone una particolare attenzione al rischio industriale. Si chiede di verificare l’attualità e l’adeguatezza della pianificazione di emergenza esterna relativa agli stabilimenti presenti nell’area e di accertare che la nuova destinazione urbanistica e l’incremento della presenza di persone siano compatibili con gli scenari di rischio individuati dalle autorità competenti.
Si chiede inoltre di acquisire e rendere disponibili i pareri degli enti competenti in materia di protezione civile e sicurezza.
19. Necessità di una rivalutazione complessiva della variante
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, si ritiene necessario procedere a una rivalutazione complessiva della variante al PUD, verificandone la reale necessità, la compatibilità urbanistica e ambientale, gli effetti sulla viabilità e sulla sicurezza, le conseguenze sul commercio esistente e la coerenza con il fabbisogno abitativo della città.
(alessandro bianchet)
