Mostra del cinema, Leone d’oro per il miglior film va a Woman Unknown
Roma, 12 set. (askanews) – Il Leone d’oro dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, presieduta da Maggie Gyllenhaal, va a “Woman Unknown” di May el-Toukhy. Il Gran Premio della Giuria è stato invece assegnato a “Naza”, documentario co-diretto dai registi israeliani Rachel Szor e Yuval Abraham e inserito nel programma del festival all’ultimo momento.
I 21 film in concorso hanno spaziato tra temi e linguaggi diversi, dai documentari politici alle produzioni internazionali fino al cinema hollywoodiano. Diversi titoli hanno suscitato forti reazioni da parte del pubblico, con standing ovation che hanno alimentato il dibattito attorno alla selezione di quest’anno.
“Naza” ha ricevuto alla prima proiezione una standing ovation di 25 minuti, la più lunga mai registrata alla Mostra. Il documentario dà la parola a esponenti dell’apparato militare israeliano che parlano della guerra a Gaza e di quello che definiscono l’uccisione sistematica di civili palestinesi.
Standing ovation anche per “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh, accolta per oltre dieci minuti. La dark comedy segue due agenti della Cia, interpretati da John Malkovich e Sam Rockwell, in viaggio verso l’Isola di Pasqua poco prima del colpo di Stato militare in Cile nel 1973.
McDonagh aveva già presentato alla Mostra “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri” e “The Banshees of Inisherin”. Per entrambi aveva ricevuto il premio per la sceneggiatura, mentre Colin Farrell aveva conquistato la Coppa Volpi per il miglior attore per il secondo film.
Il Premio Marcello Mastroianni per la miglior giovane attrice o attore è andato a Malou Khebizi per l’interpretazione in “15/18 (A Place to Heal)” di Cédric Kahn. Il dramma francese racconta la vita di due adolescenti ricoverati nel reparto psichiatrico di un ospedale pubblico.
La Coppa Volpi per la miglior attrice è stata assegnata a Mathilde Arcel per “Woman Unknown”. Nel film di May el-Toukhy interpreta Marie, una giovane tata e domestica che sta per sposare Christian, un ricco vedovo più anziano per cui lavora. La donna nasconde però un passato legato a una relazione avuta durante la Seconda guerra mondiale con un soldato tedesco nazista, un segreto che rischia di riemergere nel dopoguerra.
La Coppa Volpi per il miglior attore è andata invece a John Malkovich per “Wild Horse Nine”.
Il premio per la miglior sceneggiatura è stato assegnato a “Un bon petit soldat” (“A Good Little Soldier”) di Stéphane Brizé. Il film racconta la storia di Clara, dirigente d’azienda di 43 anni interpretata da Alba Rohrwacher, divisa tra una carriera di successo e una vita familiare sacrificata al lavoro.
Nominata responsabile delle risorse umane di una grande azienda, Clara deve conciliare il benessere dei dipendenti con gli obiettivi di performance fissati dalla dirigenza. Quando scopre un caso di management tossico, i compromessi diventano sempre più difficili e rischiano di spingerla oltre il limite.




