E’ il giorno del TORX 130: tutti a caccia del recordman del Tor 330 Victor Richard
Il via alle 21 di oggi da Gressoney-Saint-Jean; sono 498 i concorrenti, di cui 42 valdostani. Il vincitore del Tor des Géants 2025 è il grande favorito
Tutti a caccia del recordman del Tor 330 Victor Richard. Il francese detentore del record della Gara Regina del TOR X (330 km, 24 mila metri di dislivello in 66h8’22”) è il grande favorito del Tor 130 – Tot Dret che prenderà avvio oggi alle 21 da Gressoney-Saint-Jean, per concludersi a Courmayeur dopo che i trailer avranno percorso 130 km con 12 mila metri di dislivello. E’ di 44 ore il tempo massimo e i cancelli orari sono selettivi: ecco perché la gara non può essere definita un “mezzo Tor”, ma è una competizione completamente diversa, da affrontare tutta d’un fiato.
Noor Van Der Veen e Victor Richard, vincitori del Tor des Géants 2025 (foto Nicola Biagetti – Zzam! Agency)
Sono 498 gli iscritti, provenienti da 32 nazioni. Gli italiani al via sono 210 (42 i valdostani).
I favoriti
Vicotr Richard è sì il grande favorito, ma è anche vero che, pur conoscendo i sentieri (sono gli stessi della seconda parte del Tor 330), è al suo primo Tot Dret. Pertanto, ci sono altri nomi accreditati per il successo: il primo della graduatoria Itra è il cinese Ke Lie (876), seguito da Francesco Cucco (822), Yann Bessard (807), Giulio Vettori (787), Enrico Scanavin (780), Andrea Dameno (755) e Mattia Negro (755), che ha chiuso al 7° posto l’edizione del 2021.
Tra le donne, la statunitense Stephanie Howe è la migliore al via secondo l’indice Itra, seguita dalla polacca Olga Lyjak (689), Marine Charnet (676), Lara Emmrich (664) e Carol Morgan (654). Tra le italiane, Valeria Carusi ha chiuso per tre volte il Tor des Géants, mentre la valdostana Alexa Borettaz si presenta al via con 620 punti Itra.
Lo scorso anno a vincere il Tot Dret erano stati due italiani, Davide Rivero e Cristina Vecco.
I valdostani al via
TOR130: 2004 Barbara Bedin; 2006 Pasqualino Giovinazzo; 2007 Luca Stuffer; 2012 Manfredo Mannarino; 2017 Stefano Daguin; 2024 Andrea Zanivan; 2039 Marzia Longoni; 2048 Stefano Carrel; 2066 Simone Bertolin; 2081 Daniel Albano; 2096 Michael Giovetti; 2125 Alexa Borettaz; 2131 Lorenzo Giudici; 2177 Gianluca Marredda; 2182 Filippo Gregorini; 2200 Piero Pellegrino; 2247 Andrea Melotto; 2258 Alison Jean Houghton; 2263 Stefano Menei; 2264 Tiziano Bisazza; 2265 Patrick Perrier; 2273 Mattia Cammarata; 2279 Vincenzo Putignano; 2282 Elena Bigoni; 2283 Mattia Sottini; 2298 Lorenzo Noel Giachino; 2308 Nicholas Timpano; 2321 Claudio Durand; 2327 Mirko Corongiu; 2331 Angelo Martignon; 2337 Nadir Balma; 2344 Mauro Arena; 2356 Davide Civiero; 2364 Mathieu Clap; 2391 Stefano Compagnoni; 2416 Fabio Borettaz; 2419 Mattia Destrotti; 2431 Marco Bia; 2469 Gianni Paillex; 2486 Denis Donzel; 2502 Matteo Tentarelli.
C’è anche l’ex calciatore professionista Fabio Borettaz
Alexa Borettaz
Alexa Borettaz, dopo aver vissuto la gara al seguito del papà, indossa a sua volta il pettorale. «Il Tor è la gara che tutti aspettano, l’ho sempre seguito in prima persona e ho deciso di partecipare – afferma la giovane di Cogne -. Il TOR330 è un po’ troppo e non me la sentivo, avevo in mente da qualche anno di provare il Tot Dret, ho trovato posto e allora mi sono iscritta. Sono contenta di come sono riuscita ad allenarmi, spero che vada tutto bene, anche se queste gare lunghe sono sempre piene di incognite e non si può programmare come andrà. La discesa del Vessona mi preoccupa, perché è eterna, aspetto con trepidazione il Malatrà».
Andrea Zanivan di Morgex prova per la prima volta il TOR130. «Adesso che ho più tempo per allenarmi, ho scelto il Tot Dret – evidenzia il giocatore di fiolet dell’alta Valle -. Mi sento pronto, ho provato bene il percorso. L’obiettivo è vivere una bella passeggiata in solitaria, sperando nel bel tempo e di divertirmi senza guardare tempi, passaggi o avversari. La mia compagna e i miei familiari mi seguiranno nei posti più semplici da raggiungere».
Fabio Borettaz, ex calciatore con un passato nel professionismo, che negli ultimi anni prima del ritiro ha vestito le maglie di P.D.H.A.E. e Aygreville. «Secondo me non bisogna avere esitazioni, ho trovato posto e mi sono lanciato – commenta la guardia forestale di Issogne -. Lavorando spesso all’aria aperta e sui sentieri in quota sono abituato a certe condizioni, ma l’allenamento è un’altra cosa. Sono abbastanza contento di come mi sono preparato, per fortuna il ginocchio non fa troppi capricci, sono abbastanza fiducioso. Certo, qualche magagnetta salterà fuori, ma è stato bello girare, scoprire posti nuovi con la scusa di allenarmi con gli amici. Quella della corsa in montagna è una bella realtà, per adesso non mi manca il calcio».
«È la gara di casa e prima o poi dovevo partecipare – dice Michael Giovetti di Pontey -. Quest’anno avevo tempo di allenarmi e aveva senso partire. Sono contento di come mi sono preparato, sono un po’ preoccupato dal tempo, il troppo freddo o la pioggia sarebbero impattanti. Ho preso parte alla Sur Les Sentiers des Valdôtains e alla lunga del Lavaredo Ultra Trail, due gare con giornate più lunghe, notti corte e al caldo, le condizioni che preferisco. Spero di finirla bene, l’importante è partecipare una volta, poi capire, perché è molto più impegnativa delle altre che ho fatto, andrò avanti senza guardare troppo al cronometro. Al Tor des Géants non ci penso, in casa avevo chi l’aveva fatto, ma non mi ci vedo, preferisco gare che posso finire senza fermarmi a dormire, ma mai dire mai».
Passa dal TOR100 al TOR130 con un obiettivo ben preciso Daniel Albano. «Il mio sogno è partecipare al Tor des Géants – spiega il 38enne di Cogne -. L’obbligo per quest’anno, nonostante stia combattendo con un’infiammazione alla caviglia, è riuscire ad arrivare, per poi provare la prossima volta a misurarmi su tutto il giro».
Originario della Campania, ma trasferitosi da oltre 20 anni ai piedi del Gran Paradiso, Albano ha dovuto conciliare il lavoro da venditore e autista per una ditta di surgelati con le esigenze di preparazione. «Non è facile trovare il tempo per allenarmi – ammette -. Ho fatto “lunghi” da 50 o 60 km tutti i sabati e spesso mi sono recato al lavoro a Saint-Christophe in bicicletta. E poi qualche corsetta da toccata e fuga e allenamenti a casa».
(re.aostanews.it)

