Disturbi cognitivi e demenze: sono circa 300 i pazienti valdostani seguiti dal Centro
Un'équipe multidsciplinare valuta i bisogni clinici, cognitivi, assistenziali e sociali della persona e della sua famiglia
Disturbi cognitivi e demenze: sono circa 300 i pazienti valdostani seguiti dal Centro.
Il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze del reparto di Geriatria dell’ospedale Beauregard ha in carico circa 300 pazienti ogni anno.
L’attività è in costante aumento; l’équipe multidisciplinare è composta da tre geriatri, due neurologi, tre neuropsicologi, tre educatori, un’infermiera e un’assistente sociale che insieme valuta i bisogni clinici, cognitivi, assistenziali e sociali della persona e della sua famiglia.
La presa in carico non si limita alla diagnosi e alla terapia, ma accompagna la persona con demenza e la sua famiglia attraverso interventi multidisciplinari, attività di stimolazione cognitiva, sostegno ai caregiver e sostegno direttamente a domicilio.
Le parole del dottor De La Pierre
«Stiamo lavorando per rendere il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze sempre più un servizio di prossimità, facilmente accessibile alle persone e alle famiglie, ma al tempo stesso un centro di riferimento specialistico per tutta la Valle d’Aosta – sottolinea il dottor Franz De La Pierre, direttore della Struttura di Geriatria -. Le competenze maturate dall’équipe consentono infatti di affrontare con un elevato livello di specializzazione anche i nuovi orientamenti terapeutici e le più recenti opportunità in campo farmacologico, che richiedono percorsi di valutazione e presa in carico sempre più qualificati».
«La demenza rappresenta oggi una vera e propria emergenza sanitaria e assistenziale, con un importante coinvolgimento della famiglia, che rappresenta il principale supporto per l’anziano non autosufficiente – spiega la dottoressa Laura Manzini, geriatra del CDCD –. Il Centro offre una presa in carico multidisciplinare fin dalle prime fasi della malattia. Viene costruito un piano di cura, farmacologico e non farmacologico, che prevede il coinvolgimento dell’intero nucleo familiare».
La palestra della mente
Tra gli interventi non farmacologici rientra la “Palestra della Mente”, dedicata alla stimolazione e al mantenimento delle capacità cognitive residue nei pazienti con demenza in fase iniziale o intermedia.
Nel 2025 sono stati 90 i pazienti presi in carico, un dato in crescita.
Il servizio si avvale di 3 educatori, 3 neuropsicologi e un geriatra e propone attività inserite all’interno del percorso terapeutico, con l’obiettivo di sostenere le funzioni cognitive, favorire il mantenimento dell’autonomia e offrire occasioni di relazione e socializzazione.
Nell’ambito del CDCD è attivo anche il servizio di montagnaterapia, rivolto ai pazienti con diagnosi di disturbo cognitivo che partecipano alla palestra della mente.
Il percorso prevede passeggiate di gruppo in montagna, accompagnate da uno o due educatori professionali e da una guida naturalistica.
Alle uscite sul territorio si alternano momenti di rielaborazione in aula del percorso effettuato, con attività di stimolazione cognitiva che permettono di integrare movimento, relazione, orientamento e lavoro sulle capacità residue.
Accanto al lavoro svolto negli ambulatori, la rete si estende direttamente al domicilio attraverso il progetto ‘A Casa è Meglio’, che attualmente segue 30 famiglie, anch’esse in aumento. Il servizio, realizzato con la cooperativa Noi e Gli Altri, coinvolge 5 psicologi, 3 educatori e un operatore socio-sanitario.
«L’équipe multidisciplinare composta da psicologi, educatori e operatori socio-sanitari si propone di fornire ai familiari o agli assistenti alla persona un kit di strumenti pratici per la gestione a domicilio di persone con malattie neurodegenerative, come demenze, Alzheimer e Parkinson – spiega la dottoressa Erica Farinet, neuropsicologa -.
Oltre a individuare strategie adatte alla singola situazione e interventi utili nella quotidianità di queste famiglie, l’équipe osserva le criticità presenti e valuta le necessità del nucleo familiare, anche in vista dell’eventuale attivazione di successivi interventi domiciliari mirati e specifici».
Il direttore sanitario: la longevità non è una malattia
«La medicina degli ultimi decenni – sottolinea il direttore sanitario dell’azienda Usl, Mauro Occhi – ha rincorso alcuni miti, primo tra tutti quello di curare la longevità. Ecco, la longevità non è una malattia: quello che dobbiamo fare è supportare la famiglia perchè i propri cari – con le loro magagne e con le loro fragilità – non finiscano la propria autonomia in un letto. Questo è vero a maggior ragione se la persona non è anziana: l’esperienza dimostra che mantenere le relazioni ha un’efficacia anche superiore a quella dei farmaci. Ma dobbiamo dare alle famiglie la forza di restare presenti».
L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi: «Accompagnare una persona che convive con un disturbo cognitivo rappresenta una delle sfide assistenziali più complesse del nostro tempo, per i caregiver e per i familiari come per i servizi sociosanitari. Per questo le nostre azioni non possono limitarsi alla gestione del sintomo, ma devono fondarsi su una visione di salute più ampia, che ponga al centro la persona e l’intero nucleo familiare che la sostiene. In questa direzione si collocano le azioni previste dal Piano regionale delle attività a valere sul Fondo Alzheimer e Demenze che, insieme alla cabina di regia dedicata e in raccordo costante con i Tavoli tecnici regionali e nazionali, investono in un sistema di cura flessibile e capace di mettere in rete strutture sanitarie, servizi territoriali, servizi sociali, progetti, comunità e famiglie. Nel fare questo, un ringraziamento va anche alle associazioni che con il loro instancabile lavoro di sostegno, tutela e sensibilizzazione, rappresentano un punto di riferimento per i pazienti e i loro cari».
La giornata di sabato 19 settembre: Aperitivo Alzheimer
Proprio per far conoscere maggiormente questa rete di servizi e creare un’occasione di informazione e incontro con la cittadinanza, anche in occasione della Giornata mondiale contro l’Alzheimer, sabato 19 settembre 2026, dalle ore 16, al Centro polivalente di Pollein – Grand Place, si terrà Aperitivo Alzheimer – Insieme, per non dimenticare.
Nel corso del pomeriggio saranno presentati i servizi del CDCD e le opportunità di sostegno disponibili per le persone con disturbi cognitivi e per le loro famiglie. Saranno presenti i professionisti dell’azienda Usl, tra i quali il dottor Franz De La Pierre, direttore della Geriatria dell’ospedale Parini, insieme agli operatori impegnati nei percorsi dedicati alle demenze.
Interverranno inoltre i volontari dell’Associazione Alzheimer Valle d’Aosta e dell’Associazione Parkinson Valle d’Aosta, a disposizione per illustrare le rispettive attività.
Il programma prevede anche la presentazione del libro La memoria fragile del professor Paolo Maria Rossini, oltre alla presenza di operatori sociosanitari disponibili a fornire informazioni sui servizi. A conclusione dell’incontro è previsto un momento conviviale con aperitivo.
L’appuntamento rappresenta un’occasione per avvicinare cittadini e famiglie a una rete che punta su diagnosi tempestiva, continuità della presa in carico, interventi non farmacologici, sostegno ai caregiver e integrazione tra ospedale, territorio e domicilio, con l’obiettivo di tutelare il più a lungo possibile la qualità di vita delle persone con demenza e di chi se ne prende cura.
(re.aostanews.it)


