Al Castello di Ussel una performance in tre movimenti per arricchire il “vuoto”
Martedì 22 settembre il Castello di Ussel, a Châtillon, ospita "Dare spazio, fare comunità", spettacolo in due repliche, alle 18 e alle 21, per riflettere sul concertto di vuoto e trasformare l'edificio in un organismo vivente
Danza, video arte, musica per trasformare l’involucro vuoto del Castello di Ussel, a Châtillon, in organismo vivente, in paesaggio sonoro.
È l’obiettivo della performance Dare spazio, fare comunità in programma martedì 22 settembre in due repliche, alle 18 e alle 21.
Dal corso di divulgazione scientifica del patrimonio culturale alla performance
L’azione performativa, curata da Enrico Montrosset e Fiorenza Mininno, e organizzata dall’Associazione culturale Strade del Cinema, con il sostegno del Comune di Châtillon e della Fondazione Crt, è la naturale conclusione della residenza del corso divulgazione scientifica del patrimonio culturale di Ianua – Scuola di alta formazionedell’Università di Genova, tenutasi nel 2025 proprio a Ussel.
Durante la residenza gli iscritti hanno lavorato sul piano teorico, metodologico ed emotico per immaginare il futuro del Castello di Ussel dopo i lavori di restauro, interrogandosi sulle finalità d’uso e sulle modalità di valorizzazione.
La performance Dare spazio, fare comunità è un primo risultato di quel percorso.
Dare spazio, fare comunità
«Per l’elaborazione del concept, gli studenti della residenza hanno riflettuto sul concetto di vuoto, di esser vuoto quale elemento essenziale dell’attuale stato di conservazione del castello di Ussel e che il gruppo di lavoro auspica fortemente resti tale nello sviluppo dei progetti per le future destinazioni d’uso» spiega Enrico Montrosset.
Il vuoto come pre-condizione necessaria ad accogliere e generare un movimento che trasformerà il Castello di Ussel da contenitore monumentale vuoto a organismo vivente.
«Il percorso esperienziale al suo interno è concepito come un percorso dialettico in tre atti capace di guidare i partecipanti attraverso un processo di consapevolezza – aggiunge il curatore -: dal vivere inconsapevolmente uno spazio fino a diventarne l’architetto attivo attraverso il gesto e la relazione con gli altri».
Il castello si riempirà con il sound design, il paesaggio sonoro e la video arte di Enrico Montrosset, la danza contemporanea coreografata e agita da Arcangela Redoglia, Leonardo Sinopoli e Guillaume Comé e la musica eseguita e agita dal vivo da Selene Framarin.
La performance sarà fruibile in modalità Silent, con le cuffie.
Come partecipare
Il Castello di Ussel è raggiungibile con una breve passeggiata di circa 15 minuti durante la quale la guida Giuliana Novallet racconterà alcune notizie storiche sul Castello di Ussel.
I posti per le due repliche sono limitati, 50 persone a replica.
La prenotazione è obbligatoria al 3394699763 o c.rore@comune.chatillon.ao.it
(e.d.)




