Issogne: al castello torna a splendere la Fontana del Melograno
Martedì 22 settembre alle 14.30 e 15.30 e giovedì 24 settembre alle 16.30 e alle 17.30 sarà possibile partecipare alle visite guidate
Issogne: al castello torna a splendere la Fontana del Melograno.
Le visite guidate
In occasione di Plaisirs de Culture martedì 22 settembre alle 14.30 e 15.30 e giovedì 24 settembre alle 16.30 e alle 17.30 sarà possibile partecipare alle visite dal titolo La Fontana del Melograno tra storia e restauro, condotte in collaborazione con i restauratori del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale.
L’opera, caratterizzata dall’iconica chioma in ferro battuto con melograni e foglie di quercia, presentava un quadro conservativo di estrema criticità dovuto alla secolare esposizione agli agenti atmosferici e alla complessa interazione tra metallo, pietra e acqua.
Gli interventi conservativi realizzati da professionisti di eccezionale livello che operano sia in soprintendenza per i Beni culturali sia per il Centro conservazione e restauro La Venaria Reale hanno riportato il simbolo del castello di Issogne agli antichi splendori.
Il restauro
Il progetto di restauro, realizzato grazie alla sinergia tra il Centro conservazione e restauro La Venaria Reale e la soprintendenza per i Beni e le attività culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, e fondato su diagnostica avanzata, ricerca scientifica e competenze specialistiche, ha rappresentato un intervento esemplare di conservazione integrata, capace di coniugare tecnologia, interdisciplinarietà e rispetto della materia storica.
Una fase del restauro della Fontana del Melograno
Grazie all’impiego integrato di fotogrammetria, rilievi multispettrali e scansione 3D è stato possibile documentare la fontana in ogni dettaglio e monitorare l’intervento attraverso un modello digitale dinamico; parallelamente, la rimozione della verniciatura novecentesca e degli strati degradati è stata eseguita mediante una combinazione di pulitura meccanica e laser, preservando la materia originale.
Le fessurazioni provocate dall’espansione del ferro ossidato sono state consolidate e le superfici protette con un sistema acrilico‑ceroso trasparente ad alte prestazioni, mentre sui melograni sono emerse microscopiche tracce di colore che arricchiscono la conoscenza storica dell’opera.Infine, per prevenire nuovi fenomeni di corrosione, si è scelto di non ripristinare il flusso d’acqua interno, adottando adeguate soluzioni di protezione.
La spiegazione
«Il restauro – dichiara Alfonso Frugis, presidente del Ccr “La Venaria Reale” – è stato l’approdo di un lungo lavoro interdisciplinare di studi, analisi e ricerche. La collaborazione tra enti ha radici profonde che hanno visto numerosi progetti e scambi di competenze nel corso degli anni. Siamo molto lieti delle ricerche e degli interventi conservativi realizzati da professionisti di eccezionale livello che operano sia in Soprintendenza che al Centro e gli esiti sulla Fontana del Melograno ne sono un valido esempio».
«La Fontana del Melograno – commenta l’assessore Erik Lavevaz – è uno dei simboli più riconosciuti e condivisi del nostro patrimonio culturale. Questo intervento importante restituisce piena leggibilità a un’opera che da più di cinque secoli è capace di rappresentare l’eccezionale ricchezza storica che conserviamo sul nostro territorio. Vederla rinnovata, oggi, ci dà una possibilità ulteriore per farla nostra e per sentirci parte del percorso di valorizzazione di queste meraviglie, che possiamo e dobbiamo sentire come parte dell’eredità culturale di tutti i valdostani».


