Barolo affinato sotto l’Artico: ripescate dopo un anno 1.002 bottiglie
AskaNews
di admin Administrator  
il 22/09/2026

Barolo affinato sotto l’Artico: ripescate dopo un anno 1.002 bottiglie

Milano, 22 set. (askanews) – Dopo oltre un anno trascorso a 34 metri di profondità nelle acque al largo di Kirkenes, nel nord della Norvegia, sono tornate in superficie 1.002 bottiglie di Barolo Docg del Comune di Serralunga d’Alba 2021 prodotto da Rivetto. Nasce così “Arctic Barolo”, progetto sviluppato dall’azienda biodinamica piemontese insieme con Hurtigruten per osservare l’evoluzione di un vino già affinato secondo il proprio percorso tradizionale e successivamente conservato per dodici mesi nelle condizioni del mare artico.

Le bottiglie erano state immerse a 70 gradi Nord, in un ambiente caratterizzato da una temperatura pressoché costante tra 5 e 6 gradi, completa oscurità e una pressione di circa 4 bar. Prima di entrare in acqua, il vino aveva concluso il normale ciclo di vinificazione e affinamento, compresi 24 mesi in botti grandi di rovere. Le uve Nebbiolo provengono dai vigneti Serra, Manocino e San Bernardo.

Il progetto è partito da una domanda precisa: capire se un anno trascorso sott’acqua, dopo il normale affinamento del vino, potesse determinare caratteristiche riconoscibili rispetto alla stessa annata conservata nelle condizioni abituali della cantina. Al momento della riemersione una bottiglia di “Arctic Barolo” è stata quindi degustata accanto allo stesso vino rimasto a Serralunga d’Alba. Il confronto è stato guidato da Henrik Dahl Jahnsen, presidente della Norwegian Sommelier Association. “La differenza tra il vino conservato in cantina e quello affinato nelle acque artiche è risultata immediatamente evidente” ha dichiarato Dahl Jahnsen, spiegando che il “Barolo mostrava un colore rubino più brillante e giovane, con un profilo aromatico più fresco e preciso, caratterizzato da note di frutti selvatici e fiori. Anche i tannini apparivano più freschi e croccanti, conferendo al vino un’espressione complessivamente più giovane. Mi ha sorpreso quanto fosse netta la differenza e quanto distintivo fosse il carattere del vino affinato nelle acque artiche”.

“La parte più interessante per me era proprio non sapere cosa sarebbe successo” ha spiegato il titolare e produttore Enrico Rivetto, aggiungendo che “il vino è vivo e continua a evolvere nel tempo. Portare un Barolo nato sulle colline di Serralunga in un ambiente completamente diverso come il mare artico significava uscire dai nostri riferimenti abituali e osservare la sua reazione. Assaggiare le due bottiglie una accanto all’altra e percepire una differenza così evidente è stato sorprendente e affascinante”.

“Ci piace l’idea che un vino profondamente legato al proprio luogo di origine possa diventare anche uno strumento di esplorazione” ha proseguito Rivetto, rimarcando che “il Barolo resta espressione di Serralunga e delle Langhe, ma questa esperienza ci permette di guardarlo da una prospettiva diversa. È l’incontro tra due paesaggi, due culture e due modi di vivere il rapporto con la natura”.

Le 1.002 bottiglie recuperate saranno servite esclusivamente sulle navi di Hurtigruten lungo la costa norvegese. La compagnia, attiva da oltre 130 anni nei collegamenti marittimi tra le comunità costiere del Paese, ha già annunciato che il progetto proseguirà con nuovi lotti destinati a trascorrere più di dodici mesi nelle acque artiche.

Foto di Kristian Dale

[Il “Rivetto 2021” ha riposato a 34 metri al largo di Kirkenes|PN_20260922_00037|gn00 nv03 sp33 ma00| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260922_100016_D4F02F1A.jpg |22/09/2026 10:00:26|Barolo affinato sotto l’Artico: ripescate dopo un anno 1.002 bottiglie|Vino|Cronaca, Agrifood]

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